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Nel mondo di Marco Ligabue, il singolo “Nel Metaverso con te”, il libro e il tour

A cura di Monica Landro

L’amore romantico, ardente e passionale, in un tempo che mira al virtuale, potrebbe non essere più una certezza eterna – ci racconta Marco Ligabue – e così, in questo brano, ho viaggiato e flirtato in un mio ipotetico metaverso.

È questo il messaggio che Marco Ligabue vuole trasferire con il suo nuovo singolo che si intitola Nel Metaverso con te, disponibile sulle piattaforme digitali dallo scorso 10 marzo.

In un momento in cui il metaverso sembra raccogliere le attenzioni di tutti con la sua idea di mondo virtuale, l’artista ci propone la sua personale visione della realtà aumentata attraverso una canzone ironica ma sottile al testo stesso.

Marco, quali sono i pro e i contro dell’essere nel metaverso?
I pro dell’essere così sovra stimolati dalle novità tecnologiche, dai nuovi social, da una nuova tecnologia virtuale che sembra ci proietti nel futuro sono quelli di vivere un senso di brivido, di scoperta, di novità.

I contro sono difficili da valutare. Ci stiamo approcciando adesso però preoccupa il fatto che potremmo andare solo verso realtà virtuali, regolate attraverso filtri e non riguardano più le nostre sensazioni primarie. Le vibrazioni del corteggiare per esempio, ho la sensazione che se andassimo a cercarle lì, poi perderemmo quelle propulsioni primordiali che sono alla base dell’individuo.

La frase chiave della tua canzone è “avere la voglia di tornare bambini, nell’universo cerchiamo un posto, pronto soccorso”, giusto?
Esatto, va bene il metaverso ma pronto soccorso, teniamo la sirena accesa, abbiamo bisogno delle emozioni del cuore, che arrivino dall’interno e non procurate da fuori.

nel mondo di marco ligabue

Emozioni analogiche e non digitali. Alla luce di questo, qual è il tuo rapporto con i social network?
Ho un buon rapporto con i social, non sono vorace, mi piace esserci per fare conoscere la mia attività musicale. Inoltre, attraverso i social puoi sviluppare una rete di amicizie e di contatti, avere flussi di notizie di tuo interesse, grazie agli algoritmi. Bisogna però stare attenti perché calamitano l’attenzione e si rischia di perdere il fuoco su altre cose. A me piace la parte ironica più che quella polemica, così come racconto nella canzone: cerchiamo di vivere la tecnologia con spensieratezza, manteniamo le basi del nostro universo salde ed andiamo a scoprire altri universi che potrebbero essere interessanti.

Questo singolo andrà a comporre un nuovo album?
Durante la pandemia ho scritto e messo nel cassetto tanti brani. Quest’anno sembra l’anno della ripartenza totale e quindi adesso aprirò il cassetto e le farò uscire piano piano. Non farò un vero e proprio album però ci sarà una sorpresa perché queste canzoni saranno tutte legate da un filo conduttore. Lo svelerò a settembre, dopo i concerti estivi.

Ci spieghi il significato della copertina del singolo?
Per rappresentare il metaverso ho cercato colori super accesi, quasi fluo.
Lo strappo che si nota in mezzo alla copertina mostra immagini quasi lunari che è come viene visualizzato al momento il metaverso, ma sotto nella parte in basso c’è una macchina cabrio, con una coppia che va per la sua strada nel viaggio della vita, quella vera.

Nel 2021 hai scritto il libro “Salutami tuo fratello” che è già alla terza ristampa. 33 capitoli che raccontano la tua vita. Ci spieghi i capitoli che si intitolano L’odissea e Sangue emiliano?
L’odissea è un paragone che ho fatto con il mio inizio da cantautore. A 40 anni ho vinto la paura di essere “il fratello di” e dopo tanti anni in seconda fila, con il timore di cantare, avendo un fratello così famoso, ho vinto questa ansia però è stato un percorso complicato, soprattutto all’inizio perché ho trovato tantissima diffidenza e pregiudizio nell’essere il fratello di Luciano. Ne parlo nell’Odissea.

Sangue emiliano racconta le mie radici, legate a storie di musica e di provincia: da questa terra escono Luciano Ligabue, Vasco, Carboni, Dalla, Morandi, Guccini, i Nomadi, Pavarotti…. È una terra di gente legata alle proprie origini, alle tradizioni però noi emiliani siamo anche audaci, lavoratori e quindi ho cercato di capire e di spiegare, partendo da me stesso, come mai in questa terra ci sia questo forte legame e come mai da qui possa uscire tanta musica.

Marco, nel tuo sito c’è una sezione dedicata al tuo impegno sociale…
Dal punto di vista sociale ho fatto moltissime cose, fatico a metterle insieme. Dove ho visto verità nelle storie che sentivo, ho cercato di puntare i riflettori. Un giorno mi scrissero dei genitori complimentandosi per il testo della canzone “la differenza” e mi dissero che i loro figli non potevano goderne perché sordi. Io mi sono subito attivato ed ho realizzato il videoclip in lingua lis (con la partecipazione di Chiara Ferragni e Alvin n.d.r.) e da allora li propongo nei concerti, per sensibilizzare sul tema. Sono molto attento anche ai City Angels che portano aiuto ai senzatetto e vado a suonare in mezzo a loro. Non sono storie “famose” ma mi piace raccogliere queste grida di allarme dei singoli, per arrivare a molti.

Appuntamenti per vederti?
Porto avanti due spettacoli: uno, già in essere, è legato ai capitoli del libro “Salutami tuo fratello” e suono in acustico in uno spettacolo davvero intimo e poi partirò con il concerto elettrico “Sempre tutto bene tour” che apre il 2 aprile in provincia di Treviso.  Piano piano pubblicheremo sui social tutte le date.

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