In due minuti a 56 secondi- parte da Twiga Montecarlo
A cura di Monica Camozzi
“Si tratta di un’opera d’arte video che evidenzia la necessità della donna di far sentire la propria voce. Un’opera d’arte che ci vede correre continuamente verso una meta indefinita, quasi come se fossimo marionette sincrone che ballano musiche
predeterminate. La delicatezza dei fiori viene contrapposta alla durezza della città“. così spiega l’artista.
“La scelta di presentare questo video in un contesto fuori dagli usuali schemi istituzionali dell’arte e del cinema nasce ancora ina volta dalla volontà di inserire le opere d’arte in contesti totalmente democratici, diversi dai soliti schemi culturali e dove le persone possano vivere l’arte, non subirla“.
Il video inaugura la collaborazione fra Twiga, il lifestyle magazine Monaco Woman e Cesare Catania, festeggiata il 15 giugno con una presentazione in anteprima internazionale con un evento serale di arte e musica. Già nel 2017 Catania aveva dato vita alla sua prima opera d’arte fisica utilizzando materiali di scarto per valorizzarne il contenuto sociale (titolo: ReArt), ribadendo la
sua vicinanza ideologica a un’arte democratica, sdoganata da luoghi prettamente istituzionali e capace di essere liberamente fruita e apprezzata da tutti, a prescindere da specifiche conoscenze e determinati studi.

Proprio al 2017, del resto, risale la mostra “Art for Everyone” tenutasi sempre a Montecarlo in cui viene Catania presenta la prima opera d’arte per persone affette dalla sindrome di Dalton. Oggi l’artista è entrato da leader nel campo degli NFT e del Metaverso, che ripropone sotto una nuova veste sempre a Montecarlo e questa volta stringendo una collaborazione con il celebre Twiga.
L’opera di video-arte presentata da Catania è una vera e propria opera d’arte che nasce per esaltare il percorso democratico e collettivo dell’arte.
“Ringrazio gli autori a me sconosciuti che hanno contribuito in maniera involontaria, ma significativa alla realizzazione di questo video, spunto di riflessione sulla vita, dove il fluire delle immagini consente un’immersione profonda nelle contraddizioni del mondo. L’idea da cui sono partito è quella di una sempre maggiore compenetrazione fra mondo fisico e mondo digitale grazie al Metaverso che progressivamente entra nelle nostre vite, sebbene per molti sia ancora qualcosa di ignoto e confuso“.
