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STELLA DI PLASTICA

Datele una Punta e Solleverà il Mondo

A cura di Lorenza @lastanzettarosa

Leggiadra come una piuma ma vigorosa e risoluta come poche persone al mondo. Francesca Pellegrini in arte Stella di Plastica è sicuramente un’artista a 360 gradi.  Nasce come ballerina, frequenta l’IDA Ballet Academy di Steve LaChance e per due anni vince una borsa di studio per il corso di danza “Dancing in New York” presso l’Ajkun Ballet Theatre. Molteplici riconoscimenti e premi internazionali segnano la sua eccellente carriera nella danza, ma Stella non si accontenta e abbraccia ogni settore artistico possibile. Posa come modella, interpreta spot per brand prestigiosi e videoclip musicali per artisti di fama nazionale e internazionale tra cui Mika, Litfiba e Maneskin.

Negli anni l’esigenza di esprimersi sempre al meglio la porta a produrre se stessa in progetti personali ed è stato proprio uno di questi a farla notare dal regista Giacomo Triglia che con entusiasmo ha proposto Stella di Plastica ai Maneskin per l’intenso videoclip “Torna a casa”.

Ciao Stella, con immenso piacere ti rivolgo queste domande:

1 Come è nato il tuo rapporto con la fotografia?
Il mio rapporto con la fotografia nasce dall’esigenza di accettazione; accettare la mia forma, i miei colori ed accettare anche il potere della condivisione che ho sempre avuto ma che a volte, anzi molto spesso, mi ha fatto sentire diversa. 

Questo perché spesso si è ben disposti a ricevere ma non a dare ed il mio bisogno è esattamente quello di dare.

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Dare emozioni e dare la possibilità a chi magari non c’è l’ha di potersi esprimere attraverso un corpo che è stato plasmato per mutare forma e prendere tutte le forme immaginabili e inimmaginabili.  Ho iniziato a posare quando avevo 15 anni, sul set era sempre presente mio padre fino al raggiungimento della maggiore età quando ho potuto gestire in autonomia gli shooting;  da quel momento in poi ho sentito di poter vivere liberamente l’espressività del mio corpo concedendomi l’opportunità di mettermi a nudo. Collaborando e confrontandomi con svariati fotografi e non, ho potuto approfondire la conoscenza del mio corpo e delle possibilità di espressione ad esso connesse. Questo percorso di approfondimento non è stato facile poiché ho dovuto lavorare molto per raggiungere un compromesso tra quello che ero, e che tutt’ora sono, e quello che immaginavo di essere. In questo modo ho accettato tutto ciò che la parte più severa di me si ostinava a riconoscere. 

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2 L’espressività è uno dei tuoi punti di forza, come vivi le emozioni mentre danzi o posi?
È proprio sull’espressività che mi sono concentrata maggiormente: cosa racconta un corpo in una determinata posizione? e cosa racconta uno sguardo che guarda in una direzione piuttosto che in un’altra? Mi sono interrogata molto su come riuscire a comunicare qualcosa di autentico, di reale ma senza cadere nel cliché, nel “gioco del mimo”. Sono una persona estremamente empatica e quindi vivere un’emozione, per me è alla base del mio “qui e ora”. Sono talmente ossessionata dal vivere emozioni che talvolta sono io stessa a creare una determinata situazione affinché ne possa scaturire una reazione da parte mia, è un po’ come se cercassi di manipolarmi; Credo di aver attuato questa strategia proprio per saziare la mia voglia di emozioni che è strettamente connessa alla mia espressività corporea. Tutto parte dal corpo, nasciamo come corpi “parlanti” prima ancora di essere capaci di conversare verbalmente. 

La comunicazione verbale rappresenta la parte razionale mentre quella fisica è assolutamente la parte più sincera, diretta e veloce.

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Per questi motivi quando poso o danzo sento la necessità di dovermi connettere con l’altra parte, trovo assolutamente indispensabile la relazione con lo spettatore per creare “la magia”.

3 Parlando del tuo lavoro, cosa manca ancora nei desideri da spuntare?
Ebbene,  di desideri da spuntare ne ho ancora tanti, ma partendo per gradi direi che quello più prossimo è sicuramente legato al cinema. 

Sto studiando seriamente recitazione cinematografica da un paio d’anni e sogno di poter dar vita ad un personaggio nel mondo del cinema

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Questo ovviamente non prima di essermi rimboccata le maniche armata di pazienza, dedizione e disciplina per poter affrontare tutti gli ostacoli che si presenteranno lungo la strada che porta al traguardo. 

4 C’è un artista in particolare con cui vorresti collaborare?
Parlando proprio di cinema, tra gli artisti con cui vorrei collaborare ci sono i registi David Lynch, Eduardo Casanova e Luca Guadagnino.

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5 Il nome “Stella di Plastica” da dove nasce?
Ecco la domanda che incuriosisce molti…sto pensando di cambiare risposta ogni volta che mi viene chiesto, ma non oggi (ridiamo entrambe ndr). Il mio nome, Francesca,  è molto comune e quindi molto usato. Il caso vuole che, durante la scelta del nickname per iscrivermi ad una piattaforma di fotografia, stessi ascoltando Dente in “baby building” e precisamente la frase “ti regalerò un cesto di stelle di plastica”, d’istinto ho scritto nel campo nickname Stelladiplastica e da quel momento in poi, molto semplicemente, è diventato il mio nome d’arte.

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6 Sei sempre attiva e “work in progress” cosa c’è in cantiere oggi?
In cantiere c’è sempre qualcosa di nuovo, a volte non so da dove partire quando mi viene chiesto cosa sto facendo e cosa farò in futuro. Durante la pandemia ho iniziato ad appassionarmi all’Interior design.

Ad oggi, creare ambienti e oggetti di design è un’attività che porto avanti in maniera abbastanza decisa.

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Per il resto sono sempre in tour con la compagnia di arte di strada, studio e nel pochissimo tempo libero cerco di allinearmi alle esigenze tecnologiche della nostra epoca.

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