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Marc Evans

di Luca De Nardo

A cura di Luca De Nardo

Marc Evans è da considerare uno dei più eclettici e geniali fotografi odierni nel campo del glamour, del fashion e della seduzione. Da sempre fotografo freelance, cosa che lo ha portato a girare per il mondo e collaborare con riviste prestigiose del settore, oggi ha scelto come città per la sua arte fotografica la capitale della moda, Milano.
Nella sua biografia, Marc racconta che già all’età di 8 anni aveva capito che il suo futuro sarebbe stata proprio la fotografia. E proprio da questo presupposto vogliamo partire.

Marc, siamo rimasti incuriositi se non affascinati proprio dal fatto che alla tenera età di 8 anni avevi già capito il ruolo della fotografia nella tua vita. Cosa è successo, cosa avevi intuito, cosa ti ha spinto a scegliere in maniera così determinata la tua futura strada da fotografo?

Mi fu mostrato un libro di Helmut Newton. Da quel momento il mio destino fu segnato. Ancora oggi, 30 anni dopo, il mio lavoro è influenzato da lui.

Marc, è evidente notare come nella tua fotografia ci sia una ispirazione a Helmut Newton. E’ altrettanto evidente però come tu sia riuscito a superarla, facendo tuo l’alfabeto di Newton per raccontare e proporre qualcosa di assolutamente nuovo, quasi rivoluzionario. Riesci a cambiare paradigma e dialettica. “Le tue storie hanno una netta visione personale, dove la tua capacità di percezione di un mondo femminile non è mai casuale ma ragionato e studiato” La dinamicità delle scene, i sensi compositivi che assumono spazi e profondità forti e veloci, l’uso sapiente delle luci e soprattutto delle ombre. Quali sono gli elementi fondanti, il tuo pensiero del mondo che tu racconti con la tua fotografia con una forza e una tenacia sorprendente?

Il mio obiettivo è ed è sempre stato quello di non mostrare una bella ragazza con un bel vestito, ma di raccontare una storia con ogni foto che scatto. Prima dello scatto ci sono molte riflessioni da fare. Per me è importante raccontare una storia, non solo fare una bella foto.

“Sì, le mie foto hanno ancora l’influenza di Newton, ma non sono mai una copia del suo lavoro”.

Marc, conosci la diatriba (forse inutile e leziosa) tra la fotografia in bianco e nero o a colori. Nel tuo caso sembra che questo problema non esista. Passi da una foto a colori ad una in bianco nero con una facilità devastante.
Cosa è per te una foto a colori e una in bianco e nero. E quando (e perché) nasce una foto a colori e una in bianco e nero nella tua mente da artista?

A differenza di molti altri fotografi, so prima di prendere in mano la macchina fotografica se la foto è in bianco e nero o a colori. Chiamatela esperienza o semplicemente narrazione. Come ho detto prima, è importante avere tutte le foto in mente prima di andare sul set.

“Le foto che vedete in questo numero erano nella mia testa tre settimane prima ancora di scattarle”.

Marc, ancora una domanda, forse la più difficile. Raccontare una donna e il mondo immaginario attorno a lei è già per definizione difficile. Farlo magari con una sola immagine, pare un compito quasi impossibile. Che cos’è per te la donna, cosa ne caratterizza il suo fascino, dove nasce la capacità di una donna di sedurre? E’ chiaro come tu sia innamorato del mondo femminile in maniera unica e desueta. Ci piacerebbe conoscere la tua visione.

Questa domanda non è affatto difficile. La maggior parte dei fotografi che conosco proietta il proprio desiderio su ogni modella allo stesso modo. Questo è sbagliato, molto sbagliato. Ogni donna (non importa se alta, bassa, ecc.) ha un carattere proprio ed individuale. Il 90% delle volte fotografo ragazze che non ho mai incontrato prima e che non incontrerò mai più. Quindi, durante il trucco, mi prendo il tempo necessario per parlare con loro, per cercare di scoprire, in un tempo molto limitato, chi è, cosa le fa emozionare.

Cerco di fotografare la loro personalità, non solo il loro corpo.
Fare un lavoro importante è completamente diverso. In quel caso prenoto la modella che più si adatta alla mia storia.

“Fa una grande differenza se si fotografa una ragazza per se stessa o se si fotografa per una campagna a pagamento”.

In ogni caso, se non si rispetta la ragazza con cui si lavora o la si vede solo come un oggetto, è meglio cancellare il lavoro.

Un’ultima domanda Marc.
La tua capacità quasi vorace di produrre immagini di grande fascino e raccontare quel mondo straordinario della donna è indiscutibile.  Come riesci a creare nuove idee, formulare nuove regole, comporre nuove storie, senza cadere in una sorta di dejavu dialettico?

Perché la fotografia è nel mio sangue.

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