Siamo in un momento di diluizione dei confini. Come se la barriera dell’alterità venisse spostata ad libitum, al punto da disgregarsi. Ed è una tendenza che taglia trasversalmente ogni area del vivere, partendo dalla matrice dell’essenza umana, che è l’arte. Alla Biennale di Venezia, il curatore Adriano Pedrosa ha sgretolato il principio di “estraneità”: Stranieri Ovunque, titolo ispiratore della manifestazione, coinvolge ognuno di noi, portandolo a confrontarsi con il concetto di sé in relazione al mondo. Siamo tutti stranieri per qualcuno e cittadini in senso universale,
Al recente Salone del Mobile gli eventi della moda erano oltre 41: nessuna forzatura, piuttosto una naturale osmosi che porta la bellezza a essere travasata in un contenitore affine e a fondersi con esso, eliminando il territorio di appartenenza.
Persino la robotica esplora questa espansione, visto che sono filosofi e letterati la tessera mancante per portare l’Intelligenza Artificiale generativa a ragionare come un essere umano. Niente è confinato alla sua intercapedine: si può trovare erotismo nelle parole, logica filosofica in una macchina. La transitorietà della moda può contaminare un’opera eterna, la neurologia entra nel design per farci vivere esperienze rigenerative. Il messaggio è “esci dal tuo schema, perché niente è scontato”.

E visto che siamo nati proprio per abbattere gli schemi, questo movimento persistente verso la libertà di essere ci fa un immenso piacere…

