Home Edizioneed. Natale “Il karma, l’argine e Peter Lindbergh” – Alberto Buzzanca

“Il karma, l’argine e Peter Lindbergh” – Alberto Buzzanca

A cura di Artemide De Blanc

Il film inizia con un giovane uomo che entra nello studio del padre venuto a mancare improvvisamente e scopre  un mondo fiabesco. Oltre lo sfondo dell’armadio di Narnia ci sono centinaia di libri, di immagini, di quadri ma la retina fissa un libretto di National Geographic e un manuale di fotografia.  E lì scatta la folgorazione improvvisa.  

“Il mondo di mio padre fatto di arte, libri, fotografia, mi ha creato una fascinazione. Ho preso le macchine e i flash, sono andato sull’argine, ho iniziato a fare click girando la manovella, è stato come un rapimento. Ero un impiegato abbastanza depresso, mi sono licenziato e quei nove milioni  li ho investiti nella fotografia”.

Non avevi paura del salto nel buio?

No, ho sempre creduto nel karma, nel potere delle coincidenze. E poi mi aveva colpito quanto ritrovato nello studio di mio padre. In particolare un libretto di poesie chiuso uno scatolone. All’epoca avevo 23 anni e mi stavo domandando se la mia vita dovesse essere trascorrere ore in azienda. Lì mi è arrivata la risposta.

Come hai imparato, da autodidatta?

Stavo ore in Mondadori e in Feltrinelli a leggere di fotografia, dedicavo il sabato e la domenica a capire cosa fosse. Poi, un amico che lavorava per il Corriere della Sera e per Focus mi ha proposto una collaborazione finalizzata ai reportage. Lì ero forte, avevo il coraggio di affrontare certe situazioni. 

Ricordo quando mi sono travestito da vagabondo entrando con un membro della squadra antidroga nel Bronx di Padova, in via Anelli” 

Dal reportage ai ritratti glamour è un bel salto…

Ho iniziato vedendo che l’editoria era ormai in crisi. Nel 2011 Fuji vede i miei lavori e mi identifica come ambasciatore del brand: per questo ho iniziato a insegnare tecnica di fotografia in giro per l’Italia

Scelta commerciale o di cuore?

Dovevo decidere che tipo di fotografia realizzare, tenendo conto che la censura ti porta poi a non poter utilizzare alcune immagini, seppur bellissime. Perciò ho optato per immagini sensuali, mai volgari. Questa strada mi ha portato a essere amato come fotografo in maniera trasversale, ho ritratto personaggi importanti, lavorato per aziende come Bentley e Mercedes.

Peter Lindbergh è sempre nel mio cuore. Mi ha ispirato molto, aiutandomi  a plasmare immagini glamour con il giusto tasso di sensualità” 

La tua esperienza peggiore?

Un workshop di anni fa, ricordo che pagai 500 mila lire, eravamo in cerchio e dovevamo fotografare la modella che si spogliava. Mi ha fatto capire che le cose brutte servono…a non farle più! 

Cos’è vincente per un fotografo?

Bisogna creare uno stile preciso, autoriale. Ogni persona deve essere percepita a 360 gradi. Ormai ho un rituale preciso, mi studio chi devo fotografare. Mi hanno aiutato esperienze come il calendario di Miss Italia, ho formato con piccoli tasselli il background che mi porta a realizzare le foto che faccio oggi. Anche i libri di fotografia sono serviti tantissimo. 

Ho oltre mille libri di fotografia firmati, mi piace andare a conoscere i fotografi, ho fatto viaggi a New York, Londra solo per questo”

Come definiresti il tuo stile?

Semplice, bello, veloce. Utilizzo le luci ambientali. Amo lo stile reportage anche nel ritratto, spesso le foto sembrano rubate. Ho scattato in questo modo personaggi come Ambra Angiolini, Justine Mattera, i Negrita. 

Un tuo sogno?

Cinque anni dopo la morte di mio padre ho sentito il bisogno di dedicargli qualcosa. Un critico d’arte mi ha suggerito di fotografare artisti nel loro luogo di lavoro e ispirazione. Mi sono ispirato ad Arnold Newman che ha inventato il ritratto ambientato, sono 20 anni che scatto artisti e sono arrivato a cinquanta persone, spendendo circa 50 milioni di vecchie lire. Quando si rivedono in foto manifestano stupore, è come una seconda vita. Il mio sogno è valorizzare questo materiale. 

Oggi tendiamo a sognare meno con questo telefono in mano. Invece di guardare in alto e immaginare, prendiamo il cellulare

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5