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Il contagio emotivo della Musica come tecnica fotografica

A cura di Simone Angarano

Un aspetto da non sottovalutare e che spesso non viene preso in considerazione quando si realizza una fotografia con soggetti umani, è l’utilizzo della musica in fase di scatto.

Come già accennato in articoli precedenti (Rif. N.5 La Trinità del Ritratto) la riuscita di una buona fotografia ritrattistica richiede una forma di empatia “avanzata” con il soggetto o quantomeno che lo stesso riesca a vivere o immedesimarsi nelle emozioni che vogliamo immortalare. 

Purtroppo non sempre siamo di fronte a persone che sono in grado di interpretare in poco tempo ciò che volgiamo esprimere attraverso i nostri scatti e in alcuni casi risulta anche essere difficile per un fotografo guidare il soggetto verso le sue emozioni. 

Per quale motivo la musica potrebbe aiutarci nel nostro compito al pari di una tecnica fotografica? il tutto lo dobbiamo al fatto che la Musica riesce a far riaffiorare emozioni attivando diverse aree del cervello legate a ricordi, immagini e all’empatia.   

Quello che però dobbiamo capire è che non si tratta di dire semplicemente al soggetto “mettiamo un po’ di musica?” o “che musica ti piace?” e pensare che come per magia tutto risulterà più semplice.

La musica, utilizzata come stimolo emozionale, è infatti molto complessa e può suscitare le emozioni in diversi modi, sia attraverso la struttura della musica stessa o al contesto. Cercherò di spiegarmi meglio spiegandovi due diverse tecniche di utilizzo i cui nomi di riferimento sono il condizionamento valutativo e il contagio emotivo.

Il condizionamento valutativo definisce che un’emozione può essere indotta da un brano, poiché questo è stato associato ripetutamente a eventi emotivamente positivi o negativi. In sostanza, dovremmo chiedere al nostro soggetto, non semplicemente “che musica ti piace?”, ma di selezionare tra i brani che ascolta abitualmente quelli che gli suscitano le emozioni richieste in modo da creare una sorta di Playlist atta a risvegliarle. Inoltre, essendo il condizionamento valutativo molto radicato e difficile da estinguere nelle persone, anche un ascolto non attento aiuterà nell’impresa.

Nel contagio emotivo, l’emozione viene indotta da un brano perché l’ascoltatore percepisce le emozioni che la musica vuole trasmettere e le “mima” internamente. In pratica non si utilizzano brani musicali che la persona ha nella sua Playlist, ma musiche che per ritmo, volume, genere e toni enfatizzino l’emozione che si vuole rappresentare. È l’emozione stessa della musica che influenza il nostro atteggiamento corporeo, sia questo gioia, tristezza, paura, eccetera: basti pensare alle musiche contenute nei film, che guidano e preparano il fruitore all’emozione che sopraggiungerà.

In conclusione posso dirvi che il contagio emotivo è il sistema più veloce e semplice da realizzare quando si ha poco tempo, mentre il contagio emotivo, con un po’ di progettualità e un minimo di dialogo iniziale, è quello che potrebbe dare dei risultati più profondi e veritieri.

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