A cura di Anna Smith
In GENESI, la mia macchina fotografica ha permesso alla natura di parlarmi. E io ho avuto il privilegio di ascoltare – Sebastião Salgado
Nel 1970, Sebastião Salgado, allora ventiseienne, prese in mano una macchina fotografica per la prima volta e questa esperienza gli fece scoprire il senso della vita. Da quel giorno, la fotocamera divenne il suo strumento per interagire con il mondo. Cresciuto in una fattoria del Brasile, Salgado ha sempre nutrito un profondo rispetto e amore per la natura e la sua carriera di fotografo lo ha portato a documentare le vite invisibili dei lavoratori di tutto il mondo, le migrazioni di massa, la terra e la vita di un pianeta ancora incontaminato.

Isole South Sandwich, 2009© Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto
Il suo ultimo progetto, GENESI, è il risultato di un’epica spedizione durata otto anni alla riscoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni finora sfuggiti all’impatto della società moderna. Salgado ha viaggiato per oltre 30 volte in tutti i modi possibili, affrontando situazioni pericolose e temperature estreme, per immortalare la natura, gli animali e le popolazioni indigene nella loro sconvolgente bellezza.

Brasile, 2009 © Sebastião Salgado/Amazonas Images/Contrasto
GENESI è la lettera d’amore di Salgado al pianeta, che cerca di far conoscere la bellezza del nostro mondo, porre rimedio ai danni causati dall’uomo e preservarlo per le generazioni future. Attraverso la sua maestria nel bianco e nero, Salgado porta la fotografia a una nuova dimensione, dove i contrasti di luce e ombra richiamano alla memoria le opere di grandi maestri come Rembrandt o Georges de la Tour.
Tra le pagine di GENESI, scopriamo la bellezza degli animali e dei vulcani delle Galápagos, i pinguini, le balene e i leoni marini dell’Antartide e dell’Atlantico meridionale, gli alligatori e i giaguari brasiliani, i leoni, i leopardi e gli elefanti africani, le tribù isolate degli Zo’é e dei Korowai, i Dinka, i Nenci, le comunità Mentawai, gli iceberg in Antartide, i vulcani dell’Africa centrale e della penisola della Kamčatka, il deserto del Sahara, il Rio Negro e il Juruá in Amazzonia e le gole del Grand Canyon.

