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Gemelli Porta

Gemelli Porta: Viscontiani (ma) felici

di Monica Camozzi

A cura di Monica Camozzi
Fotografie di Simone Angarano

I gemelli Porta sono endemicamente glamour. Alessandro Michele, per Gucci, non poteva che sceglierli e collocarli nel loro contesto naturale, quello di un défilé vissuto con entusiasmo e la dovuta dose di devozione davanti al mito,  ma con una spontaneità e un’allegria rasserenanti. 

Un po’, va ringraziata madre natura,  perché Matteo e Nicolò,  anni 24, capelli biondi e lunghi come il Thor della Marvel, incarnato etereo e fattezze androgine, nascono già personaggi: te li vedi materializzarsi accanto a Tilda Swinton in Narnia. 

O, ancor meglio, al posto del  Viscontiano Tadzio di Morte a Venezia, che ricordano immensamente per la levità quasi metafisica in cui fluttuano. Solo che, a differenza dei personaggi Viscontiani, Matteo e Niccolò Porta danno un calcio alla malinconia e ti fanno saltare per osmosi in una linea della vita rutilante, dove la  retina ha impressi ottimismo e  fiducia. Un’aura quasi fanciullesca. Chi si intende di astrologia salterebbe sulla sedia apprendendo che il segno zodiacale è Vergine ascendente Scorpione, perché l’imprinting sembrerebbe puramente Acquariano! 

Se dovessimo riassumerli in un payoff, diremmo “Inno alla Libertà”. E alle affinità elettive perché, salvo una diatriba su Giappone e Usa che vi sveleremo, rispondono quasi all’unisono. 

Gemelli Porta

Come vi siete affacciati ai social?
Non ci crederai ma prima che questa avventura iniziasse i social li utilizzavamo a malapena. Solo quando è arrivata la nostra agenzia (Vera Agency) abbiamo iniziato a creare uno stile, un’identità, complice la passione di Paolo Ruffini e la convinzione con cui ci ha presi sotto la sua ala. 

Addirittura io (Nicolò) pubblicavo foto ogni sei mesi e le toglievo…

Non mi dire che sei timido!
Un po’ lo ero (ride).

Abbiamo davvero la conferma che sui social vince la massima autenticità.

Ce la caviamo bene con le piattaforme di montaggio, avevamo strutturato tanti contenuti alcuni dei quali bellissimi ma….non decollavano! Perché non eravamo noi, con la nostra positività spontanea. Non si può inventare un personaggio di sana pianta, chi lo fa è davvero molto bravo. 

E il vostro styling originalissimo da dove viene?
Beh, io studio design (Matteo), perciò metà dei vestiti che abbiamo sono customizzati da noi: tagliamo le cose troppo lunghe, creiamo sovrapposizioni, ci piace molto lo stile vintage, ispirato agli anni dai Settanta ai Novanta, poliedrico.

Gemelli Porta

Capi imperativi?
Gli stivaletti a punta, stile Mick Jagger, irrinunciabili, li abbiamo di tutti i colori. E poi le magliette dei Gun’s and Roses, i cappotti lunghi (Matteo: ne ho uno che amo preso a Parigi, tipo Van Helsing, ndr)

Sogno proibito?
Non possiamo dirlo. Si (Matteo). No (Nicolò). Va beh, lo diciamo. Una Birkin personalizzata, ecco, lo abbiamo detto! A parte i sogni stiamo pensando seriamente di creare una nostra linea insieme a un paio di amici business oriented che ci affiancherebbero. L’obiettivo è produrre qualità alta, qualcosa che resti…insomma non dico della fascia prezzo delle gemelle Olsen ma capi durevoli, prodotti con cura e con materie prime di valore.

Una domanda da gemelli: com’è vedersi vivere attraverso un altro?
E’ una cosa su cui ogni tanto ti interroghi, anche se sei abituato al tuo alter ego sin dalla nascita. Ogni tanto guardo Matteo e penso “che stile, mi piace” ma non collego che io sono uguale (ride).

Noi percepiamo le nostre piccole differenze, l’identità non si diluisce anche perché è plasmata da esperienze di vita differenti, individuali.

La grande fortuna è che siamo simili caratterialmente, riusciamo a convivere molto bene. Unica cosa: a me (Matteo) piacciono i volumi più over, mentre Nicolò non li vuole proprio. 

Vi sentite belli? Cos’è la bellezza?
La bellezza è fatta di tanti gradienti diversi, l’estetica c’entra poco. Parleremmo di tratti particolari, qualcosa che ti caratterizza. Più che di questo diremmo che c’è da scardinare il classico archetipo dell’uomo…

Gemelli Porta

Intendete dire l’archetipo del maschio?
Sì, io anelo alla liberazione dell’uomo! Da questa oppressione degli schemi, che porta la gente spesso a apostrofarci per strada a causa dei capelli lunghi o del modo di vestire. “sembrate ragazze” è il commento più frequente. In realtà il mondo dovrebbe essere libero, con persone che si rispettano. A volte la sensazione del primo impatto ti fa definire supponente una persona che poi, quando ci parli, è dolcissima e lontana da quel mood.

Sarebbe opportuna un’educazione sociale e sentimentale al fine di non guardare gli altri con il filtro del giudizio. 

Matteo tu sei in dirittura d’arrivo con Fashion Design e tu Nicolò stai per laurearti in giurisprudenza. Poi, c’è l’attività di influencer, c’è la moda….progetti? State uniti? Vi dividerete?
Sto tormentando Matteo con il Giappone:  lo ho sempre amato, vuoi i cartoon vuoi il senso estetico, ci sono stato a 18 anni e mi sono appassionato, persone gentili, cose che funzionano, educazione e rispetto….ma Matteo ama gli Usa, ha il feed di Tik Tok invaso da cose americane, dice che in America ci sono magazine che apprezzano la nostra estetica

La prima puntata dei gemelli Porta finisce qui, sulla sfida nippo-statunitense. Vi sapremo dire…

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