Home FotografiaArt Girl Art Girl: Sergeant Ice, “Fare la modella è come essere un’attrice muta”
Artgirl: Alice Sergeant Ice

Art Girl: Sergeant Ice, “Fare la modella è come essere un’attrice muta”

by Monica Landro

A cura di Monica Landro
Foto di Luca De Nardo

Sergeant Ice vanta pubblicazioni e collaborazioni con importanti magazine del settore e alcune foto che la ritraggono sono state esposte nelle più note mostre ed esposizioni sulla fotografia di nudo.

Nel contesto dell’arte del nudo, la modella incarna l’eleganza senza sforzo, dimostrando una naturalezza che trascende gli stereotipi. Femminilità, autenticità e interpretazione artistica della forma umana celebrano la bellezza in tutte le sue sfaccettature.

Stiamo, parlando di Sergeant Ice, italiana, di Padova, ma sempre in viaggio in giro l’Europa grazie al suo lavoro. 

Vanta pubblicazioni e collaborazioni con importanti magazine del settore e alcune foto che la ritraggono sono state esposte nelle più note mostre ed esposizioni sulla fotografia di nudo.

Come hai iniziato la tua carriera nel mondo della moda?
Quasi 10 anni fa, ad una serata in un club di Padova, il fotografo ufficiale del locale mi suggerì di provare a fare delle foto. Il primo esperimento non andò benissimo e sinceramente gli scatti non mi piacevano. Decisi di fare un secondo tentativo e questa volta andò meglio. Iniziai così ad approfondire questo mondo che mi appassionava già da un punto di vista artistico, ma stando davanti ad un obiettivo e con il tempo, ho capito che la carriera da modella poteva essere uno sbocco lavorativo che avrei affrontato con passione.

Quali sfide hai affrontato come modella e come hai superato gli ostacoli?
Le sfide che ho affrontato come modella riguardano lo scetticismo che c’è a livello sociale verso la serietà di questo lavoro ed il dover imparare a fare un mestiere che, come tutti gli altri, necessita di studio e formazione. Quando ho deciso di provarci non conoscevo niente e nessuno in questo mondo ma ero molto motivata. Io ho studiato posa e portamento con un fotografo professionista che ho avuto la fortuna di incontrare all’inizio di questo percorso, ho fatto la famosa gavetta e con fatica e tanti km alle spalle, con il tempo ho visto riconosciute le mie capacità.

Hai dichiarato che nell’ambito della fotografia, il tuo settore preferito è il nudo artistico. Cosa pensi di poter trasmettere attraverso il tuo corpo?
Io sono una modella che principalmente posa per nudo artistico perché sono le foto che mi piacciono di più. Cerco di mettere del mio in ogni progetto, a volte ho più libertà,

ma cerco sempre di usare il mio corpo per esprimere la mia creatività e mescolare il mio stile di posa con lo stile fotografico di chi mi ritrae.

Fare la fotomodella è come essere un’attrice muta per me, attraverso il mio corpo e l’espressione, l’utilizzo dello spazio che mi circonda cerco di fare trasparire emozioni, sensazioni e movimento.

Dedichi molto tempo all’attivismo transfemminista: ci racconti come lo fai?
Sono una attivista transfemminista, ma non solo. Nella mia città partecipo attivamente alle iniziative di un collettivo politico che si occupa anche di altre tematiche come la solidarietà internazionalista e l’antispecismo. Organizziamo concerti, eventi benefit per altre realtà alleate con cui collaboriamo, presentiamo libri e fanzine, cineforum e ci presentiamo e/o coordiniamo le piazze di Padova.

L’attivismo è una cosa per me importante e ci dedico abbastanza tempo, lo faccio con trasporto e mi ha fatto conoscere molte tematiche, molte persone e questo mi motiva a dare il mio contributo

Qual è stato il momento più emozionante o gratificante della tua carriera?
Sentire che dopo dieci anni posare mi piace ancora molto è decisamente gratificante.
Amo la fotografia ed essere riuscita a fare diventare qualcosa che mi appassiona un lavoro è una grande soddisfazione.
In tutti questi anni è difficile trovare solo un momento, questa carriera mi ha dato la possibilità di viaggiare in molti Stati diversi e conoscere delle persone di grande talento, di crescere a livello personale e lavorativo di fare esperienze che probabilmente non avrei mai fatto. Vedersi su libri di fotografia, editoriali e riviste, mostre e festival della fotografia anche internazionali e partecipare come modella a masterclass ed eventi fotografici prestigiosi è sempre una bella emozione. Anche se a livello personale amo di più la soddisfazione di portare a termine con successo le sfide di un progetto impegnativo, come aver fatto dei set in apnea in mare aperto. 

C’è qualcosa che desideri realizzare nel prossimo futuro?
Ci sono molte persone che ammiro in questo settore e con cui spero di collaborare in futuro e ci sono molti altri luoghi che vorrei poter visitare. Spero inoltre di posare per qualche progetto che ancora non mi è stato proposto.

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