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SOLARIGRAFIA – Quando la fotografia è questione di tempo

di Luca De Nardo

A cura di Matteo De Cillis e Luca De Nardo

La Solarigrafia è una pratica fotografica basata sull’osservazione del percorso del sole nel cielo (che cambia in funzione della posizione geografica in cui viene realizzata) e dell’effetto sul paesaggio dato dal suo passaggio. Il tutto catturato da una particolare tecnica che combina la fotografia stenopeica e l’elaborazione digitale

Ufficialmente la solarigrafia (nota anche come solargrafia) ha origine verso la fine degli anni ’90 in Polonia grazie ad alcuni esperimenti realizzati con lunghe esposizioni su carte fotosensibili e con la registrazione degli archi solari nel cielo ad opera di Paweł Kula, Przemek Jesionek, Marek Noniewicz e Konrad Smołenski sebbene siano noti alcuni primi tentativi negli anni ’80 ad opera di Dominique Stroobant.
Fu solo nei primi anni 2000 che la Solarigrafia divenne nota, grazie a Diego López Calvín, Sławomir Decyk e Paweł Kula che avviarono un lavoro fotografico globale e sincronizzato noto come “Progetto Solaris“.

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Fu un lavoro partecipativo, che mescola va arte e scienza, 

coinvolgendo nel processo partecipativo attraverso Internet persone interessate al movimento apparente del Sole, fotografandolo con fotocamere stenopeiche artigianali e materiale fotosensibile e sottoposto a lunghissime esposizioni del tempo.
Il “Progetto Solaris” prevedeva l’utilizzo di carta fotografica comune senza trattamento chimico , una fotocamera stenopeica e uno scanner per acquisire le immagini che avevano catturato lo spostamento del sole lungo il cielo con tempi di esposizione molto lunghi, da diverse ore a diversi anni.
Il lavoro solarigrafico più lungo pare sia durato otto anni: si avete letto bene… una esposizione stenopeica durata 8 anni.

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La solarigrafia è un caso estremo di fotografia a lunga esposizione e l’uso non convenzionale di materiali fotosensibili è ciò che la rende diversa da altri metodi di acquisizione dei percorsi solari come le “eliografie” di Yamazaki.

MA COME FUNZIONA?  
Come avrete già dedotto, la Solarigrafia è una tecnica di derivazione pinhole/foro stenopeico basata sull’andamento della scia solare, la quale permette di catturare elementi statici nel tempo con una lunghissima esposizione: giorni, settimane o mesi.

Per realizzare tale tecnica è necessario creare una fotocamera stenopeica, in genere un contenitore a prova di luce come una lattina (colorata internamente di nero), con un piccolo foro centrale di circa 0,1/0,3 mm e carta fotosensibile/carta fotografica in B/N inserita internamente. Una volta preparata la lattina (il tutto avviene in camera oscura), non resta che coprire il foro stenopeico con un nastro isolante nero.

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Per creare un’immagine solarigrafica, la fotocamera stenopeica viene posizionata in un luogo in cui riceverà la luce solare diretta per un periodo di tempo stabilito, come un davanzale o un tetto. Lasciata in posizione, il movimento del sole nel cielo verrà impressa sulla carta fotografica.

La lattina/camera fotografica deve essere posizionata molto saldamente per evitare movimenti anomali dovuti dai cambiamenti atmosferici, come ad esempio, vento e pioggia.
Attenzione: il suo aspetto potrebbe anche catturare l’attenzione delle persone a causa della sua forma, venendo percepito come oggetto non identificato: piccolo ordigno/bomba.

Come già evidenziato, la particolarità della solarigrafia è mostrare le tracce del sole al suo passaggio nel cielo, quindi è necessario conoscere il tragitto solare per l’esposizione ed orientare la camera secondo i punti cardinali.
Il sole sorge ad est e tramonta ad ovest dove raggiunge la sua posizione più alta nel cielo durante il solstizio d’estate (21 giugno) e quella più bassa durante il solstizio d’inverno (22 dicembre). Tutto questo permette in base al periodo di esposizione di rilevare scie solari crescenti e decrescenti e allo stesso tempo anche scie sovrapposte.

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Il passaggio finale è la digitalizzazione del negativo (carta fotografica contenuta all’interno della lattina) per mezzo di uno scanner, attraverso il quale viene effettuata una post produzione digitale: infatti si dovrà procedere alla negativizzazione per ottenere l’immagine positiva e portare fuori i colori latenti nella carta bianco e nero.

La solarigrafia può essere utilizzata per studiare la relazione tra il sole e la terra, nonché per documentare il paesaggio che cambia attorno alla fotocamera con immagini uniche e astratte che catturano la bellezza del mondo naturale. Ma non solo. Gli effetti quasi psichedelici che se ne possono ottenere renderanno paesaggi, orizzonti, ambientazioni surreali e fantascientifiche.

 

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