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Sex Recession

All you need is fitness del cuore

A cura di Ermanno Ivone

In qualità di aspiranti divulgatori scientifici, ci sembra giusto – innanzitutto parlare al plurale, per sentirmi maggiormente parte di una comunità di studiosi e abbonati a Focus, e in secundis – dare una decifrazione dei termini utilizzati.
Partiamo dal titolo.

Sex recession > “recessione sessuale” (Fonte Google Translate)

È da un po’ che tra le notizie allarmanti di questo ultimo periodo c’è la scientificamente provata recessione sessuale. Una diminuzione strutturale della libido tra i giovanissimi che influenza direttamente la mancata produzione di ossitocina, dopamina e masse di endorfine (sostanze chimiche autoprodotte necessarie al nostro corpo per non odiare tutti gli altri). Come direbbe Pieraccioni “un si tromba”.

eject ermanno ivone (2)Gli studi plurimenzionati sono diversi. Noi, microcomunità scientifica (purtroppo ancora senza un gruppo Telegram), prenderemo in esame quella condotta da Ipsos commissionata da Durex. La ricerca rientra nella campagna “Think Safe” ed aveva come scopo quello dell’approfondimento nell’ambito dell’educazione sessuale.
La ricerca è di più di dieci anni fa (2011-2012) e questo dimostra che, come tante altre cose, “tutti sapevano ma nessuno ha fatto niente” (cit. da infiniti titoli di giornali su argomenti di vario tipo, dalle catastrofi naturali all’estinzione della testuggine dell’isola di Pinta).

Le ricerche più attuali riportano risultati in trend con quelli di Think Safe.
“L’età media del primo rapporto sessuale oggi è a 15 anni, più bassa rispetto a quella dei genitori (17 anni). Un terzo dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni ha già avuto un rapporto sessuale (28%), quota che però è meno della metà rispetto a quella di mamme e papà (65%).” (Fonte Think Safe)

Gli studi e le percentuali più recenti dicono fondamentalmente che la Gen Z pratica mooooolto (con tante “o”) meno sesso rispetto alle generazioni precedenti. Di positivo, sempre secondo gli studi, c’è che fumano meno (dato statistico probabilmente influenzato dalla non presenza di sigaretta after sex).

Ma solo da qualche tempo si paventa la tragedia nascosta in questi dati.

E soprattutto si sente poco parlare di soluzioni. Ciononostante, come sempre, è partita la lotteria a premi sulle possibili cause.
Ne elenchiamo alcune facilmente ritrovabili cercando su google “i giovani fanno meno sesso”:

  • La pornografia su internet (implementata dalla crescita nella velocità di download anche su cellulare) [quindi il 5G si conferma come il male]
  • L’emancipazione femminile e la sua volontà di dire ciò che desidera [quindi è colpa della libertà di espressione]
  • Le serie TV [quindi è colpa del vizietto di tirare fuori altre 8 stagioni oltre alla prima]
  • I videogiochi [quindi è colpa della sottile sessualizzazione che si fa dei joypad]
  • La sovraesposizione di nudità [quindi è colpa del caldo eccessivo e del surriscaldamento globale]
  • Le troppe pubblicità a sfondo sessuale [quindi è colpa del marketing] 
  • Il capitalismo [quindi è colpa (anche) delle carte di credito]
  • L’insicurezza degli uomini (ansia da prestazione) dovuta alla troppa emancipazione femminile [quindi è colpa delle donne. Come capita di fare da secoli e secoli]
  • La mancanza di educazione sessuale nelle scuole [quindi è colpa delle Istituzioni, dello Stato e della Politica]
  • La pandemia [quindi è colpa dei pipistrelli edibili]
  • L’aumento del rough sex (che riguarda anche la paura di morire soffocati durante l’amplesso) [quindi è colpa della paura]
  • Le never-met relation (relazioni che si consumano senza mai sentire la necessità fisica di incontrare il proprio partner) [quindi è colpa della pigrizia cronica]
  • La cultura anti-romantica [quindi è colpa della scarsità di reperimento di venditori ambulanti di rose ogni volta che si è seduti ad un tavolino di un bar e si stanno facendo due piacevoli chiacchiere con qualcuno]
  • Ansia [quindi è colpa delle poche prescrizioni di ansiolitici]

eject ermanno ivone (3)  Colpe e colpevoli potete aggiungerne a volontà. Ma non esagerate perché non c’è un vero concorso a premi.

Riflettendo su molte delle considerazioni che vengono fatte sull’argomento, si possono trovare motivazioni plausibili ed altre fantascientifiche. Più che cause, dovrebbero però essere lette come possibili concause.
È giusto pensare che se i giovani di questa decade trascorrono in media 4-5 ore con lo smartphone, almeno 3 ore con la playstation/xbox/nintendo switch, 2-3 ore per seguire una serie TV che parla di problemi adolescenziali [se non l’avete vista, non perdetevi la serie pluripremiata “Euphoria” della HBO], il tempo restante è pochino per relazionarsi sentimentalmente e dal vivo con un altro essere umano e sublimare l’incontro in real life con un sacrosanto (e consigliato anche dai medici) rapporto sessuale. A meno che poi domani non vogliamo lamentarci del fatto che i giovani dormono poco.

Le quasi infinite possibilità di distrazione, di intrattenimento ludico, di somministrazione passiva di contenuti visivi dosati in puntate da 50 minuti, di acquisizione di informazioni di vario genere e di veridicità diversamente dotate fanno presupporre inoltre che tra le tante cose che vengono fatte dai supergiovani, la maggior parte è preferibile farla seduti o, meglio stravaccati.

È giusto ricordare che ognuno è libero di usare la propria poltrona come meglio crede.

Se ci fosse il gioco delle associazioni, la prima cosa che risponderei sarebbe “Wall-E”. Il film di animazione della Disney. Dove la Terra era diventata un luogo invivibile e l’umanità si era spedita nello spazio in navicelle immense che sembravano centri commerciali polifunzionali. Quello in cui i viaggiatori pasciavano tutto il tempo su poltrone fluttuanti.
Ecco. Forse basterebbe fare in modo che qualche poltrona da gaming si scontrasse di più così da creare le condizioni per la normalizzazione dei rapporti sessuali e magari anche risolvere il problema del calo demografico.

L’invenzione di autoscontri fatti con poltrone da gaming sarebbe anche un buon punto da mettere in agenda per un candidato politico che ha a cuore il tema della sanità. 

eject ermanno ivone (4)Perché l’assenza o la diminuzione di una buona dose di sesso ha diverse conseguenze sulla persona (non solo sui giovanissimi). Aumento dello stress e della tristezza. Diminuzione del livello di attenzione. Indebolimento del sistema immunitario. Aumento della secchezza vaginale (solo se non avete un pene). Aumento di probabilità di tumore alla prostata (solo se non avete una vagina). Aumento di probabilità di malattie cardiovascolari e di insonnia. Soglia del dolore più bassa. Perdita di luminosità della pelle. (fonte my-personaltrainer.it)

Nel tentativo di motivare la recessione sessuale, il dito viene puntato sempre più sull’insicurezza e la scarsa educazione sessuale delle nuove generazioni.
Educazione prevalentemente affidata, a quanto dicono, a Pornhub (la fetta più ampia dei suoi frequentatori, il 33%, ha tra i 18 e i 24 anni). Nelle generazioni precedenti era affidata televisivamente a baywatch e prima ancora ad ammiccanti cartoni animati giapponesi dove anche i robot avevano capezzoli turgidi.

Ma perché la colpa del disinteresse verso l’interazione live sessuale dovrebbe essere dell’educazione sessuale se nei tempi andati la parola sesso era essa stessa un tabù (figuriamoci la sua educazione) e ciononostante il sesso praticato era più diffuso?
Gli psicologi ritengono in maniera quasi congiunta che infatti sarebbe più importante educare/informare/preparare/crescere le giovani promesse nel loro percorso emotivo. Aprirle e prepararle alla conoscenza e allo sviluppo di sentimenti sinceri e meno surrogati rispetto a quelli scontabili e con codice a barre acquistabili con carta ricaricabile.

eject ermanno ivone (5)Ancora una volta è la paura a farla da padrona. La paura di non essere capaci, di non essere all’altezza delle aspettative, di non essere abbastanza bellə/tonichə, la paura di essere giudicati o peggio bullizzati. Una forma di auto-terrorismo che arriva dalla percezione del rapporto sessuale come mera performance assoggettata ad una valutazione. Un gesto che “deve essere fatto” per essere qualificati in un gruppo o in una comunità ma che tralascia la potenza positiva delle emozioni legate al sesso. “Le emozioni di per sé sono una cosa straordinaria, ma se il giovane non le sa controllare, passa immediatamente al gesto, senza comprenderne il vero significato”. (cit. Ezio Aceti, psicologo esperto nelle problematiche adolescenziali)

Il cuore. Serve il cuore. Inteso come viagra naturale per la volontà.

Come tutto il resto del corpo, va allenato con una preparazione olimpica che permetta di trovare il coraggio – e non solo la motivazione – per spingersi oltre quelli che altri definiscono limiti. Con una giusta routine di tapis roulant del cuore si sarà pronti ad accettarsi per quello si è e per scoprire, con un passo in avanti, il nuovo (invece che seduti su una poltrona da gaming).

Il miglior vogatore per questo sensibile allenamento da sempre è l’arte. Basterebbe che gli strumenti (i social in primis) più vicini alle giovani menti intervenissero sottolineando – e non censurando – l’arte, anche quella erotica, rispetto alle normalizzate sembianze pornografiche. Questo permetterebbe di concretizzare le differenze tra emozione e performance. Aiuterebbe a ricollocare la propria identità in quello che vediamo e che ci scuote nel petto.

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