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Sanremo: dai dissing alla filosofia con "Odio quindi Sono"

Sanremo: dai dissing alla filosofia con “Odio quindi Sono”

di Monica Camozzi

Rkomi porta sul palco della kermesse una riflessione tagliente sull’odio, il giudizio e la società contemporanea

Niente ha un valore e tutto ha un Prezzo.

Non è nichilista, Rkomi, ma molto consapevole e soprattutto neo cartesiano, con la sua Odio quindi sono.

Pubblicata su Instagram a sorpresa il 1 dicembre 2024, la canzone è una fucilata di lucidità e riesce a compendiare in poche righe la litania di giudizio che l’umanità spande su tutti: bambini, donne, uomini, omosessuali, eterosessuali. Credenti e miscredenti, sacri e profani.

Il brano è uscito in occasione della partecipazione al 75esimo Festival della canzone di Sanremo. Non si tratta di un’invettiva, piuttosto di uno spaccato lucido, come a dire “non si salva nessuno”, arrivando alla genesi del pensiero di odio che attiene sempre e soltanto a chi lo genera.

“Le donne moderne, copia e incolla, Kylie Jenner, Musk e gli aperitivi su Marte, il male che ti fanno le parole, chi continua a dimagrire allo specchio, due bimbe che saltano alla corda ma saltano su una bomba…che cazzo sta succedendo”?

Il dissesto esistenziale permane anche ne Il Ritmo delle cose, il brano che Rkomi porta sul palco dell’Ariston e che definisce il “violento decrescendo’ di una relazione, evidentemente tossica.

Il Ritmo Delle Cose arriva da un grande bisogno di accettare e accogliere il disordine e, in qualche modo, farlo mio, dando un senso al tempo, al mio tempo. Se fosse un’immagine, vedremo una macchia di Rorschach” ha detto lui.

Da oggi, più persone sapranno che il test di Rorschach è uno strumento di analisi dell’emotività e cognitività del paziente, portato avanti con tavole sulle quali vi sono macchie di inchiostro simmetriche. In pratica, serve a inquadrare la personalità e i “buchi neri” di un essere umano.

Il tema escatologico tocca anche Marracash: E’ finita la pace (canzone triste triste)

Straordinaria fusion con il mood di Ivan Graziani, quella compiuta da Marracash, che trasla il pensiero triste triste di Ivan Graziani in Firenze nel guazzabuglio moderno e senza Dio. “Ti rifai la faccia, l’AI ti rimpiazza, chi finanzia il genocidio a Gaza”? ci riporta marcatamente alla perdita di identità individuale, sociale, morale. Il cuore è un intralcio, nell’eterna lotta fra il beh e il mah.

Il rapper non ha fatto mistero del suo burnout per il fatto che “c’è troppa pressione sui giovani” e diventa Pirandelliano in Noi, Loro, gli altri. Alla gogna c’è la signoria dell’algoritmo, che uccide la vocazione artistica.

Thasup: un album interamente dedicato…a Dio

Thasup e Mara Sattei riprendono una parte della canzone Gospel Awesome God di Rich Mullins del 1988 per celebrare nientemeno che…il Creatore! Egli è il Re parla proprio di Dio. “Non puoi credere al caso, unisci i pezzi del puzzle”. “I giorni bui, perché restiamo qua dentro quei lussi, colmiamo il vuoto che ognuno ha”.

Fantastico, l’intercalare “bro”: “Dio l’ha fatto, bro, Dio l’ha fatto. Anche quando so’ promosso non è solo un caso”.

Ma si sa, Thasup è un eclettico, non mette argini, fluisce come acqua: tre anni fa, all’album di sua sorella Mara, da lui prodotto, ha collaborato anche Giorgia. E lei, la cantante più classica e straordinaria della musica italiana, da quest’anno lavora con il manager di Thasup, Slait, che fra l’altro segue anche Lazza e Anna Pepe.

Sul palco dell’Ariston duetterà con Annalisa, in Skyfall di Adele.

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