Home Art & StyleFashion & Style Salvatore Vignola. Moda, alchimia, antropologia

Salvatore Vignola. Moda, alchimia, antropologia

by Monica Camozzi

Il designer lucano distilla cultura, fascinazione, pulsione, portando l’essenza di una creatura principesca nel sentore della nightlife.

A cura di Monica Camozzi

L’abbraccio fra metallo e seta che ha portato Arisa sul palco di Sanremo incarna perfettamente il dualismo affascinante di Salvatore Vignola. La sua visione disincantata e al contempo artistica, intimista, di una realtà dove la donna è ancora dea. Una musa pragmatica, capace di schierarsi per una giusta causa rimanendo permeata di erotismo e di una carnalità potente, a tratti cruda, da techno queen. Vignola ha racchiuso l’esuberanza di una personalità come Big Mama nella sartorialità perfetta di un coat nero, diventato simulacro di malia che si compenetra con l’abito.

Lucano, Vignola è ancorato alle radici della sua terra. La piccola sartoria-fucina dei capi della griffe che porta il suo nome è a  Marsicovetere, vicino a Potenza.

Alla Milano Fashion Week ha portato un pensiero umano, scevro da implicazioni ideologiche: una dedica a una popolazione sofferente per la follia della guerra.

Senza inficiare assolutamente il messaggio creativo della sua moda, anzi, calandolo profondamente nel tempo che lo ha generato.

Quanto è cambiato il mondo dai tempi in cui Versace, Armani, Ferré facevano la moda?
(Vignola) Moltissimo, per poi a mio parere ritornare a oggi. Gli anni Settanta erano stati un susseguirsi di rivendicazioni politiche e sindacali, lotte e attentati terroristici, cui è seguito  il boom economico degli anni 80.  Io sono del 1991 e da grande appassionato di moda –naturalmente anche  degli stilisti elencati- oggi più che mai riesco a comprendere il loro lavoro dall’esordio.  La loro ricerca di un nuovo sistema ha portato all’apice il made in Italy. Oggi, il ciclo temporale si chiude riportando il punto di partenza a noi emergenti,  bisognosi di inventare nuove strade.

Ogni creativo di moda ha avuto vicino  a sé una mente marketing: tu come intendi affrontare il mercato?
(Vignola) Nel mio percorso ho avuto possibilità di sperimentare diversi tipi di mercato,  show room grandi e piccoli, campagne vendita nazionali e internazionali e sono stato ospite in diverse fashion week nel mondo: a  oggi non ho ancora trovato il giusto contenitore per il mio lavoro e mi sono trovato a gestire anche la parte marketing del mio progetto. Sarebbe fantastico trovare una mente con la stessa sensibilità di intenti, che mi possa accompagnare da un punto di vista commerciale.

Il tuo inciso sulla Palestina avvicina la moda al mondo reale da cui sembra decontestualizzata. Ricordiamo Moschino e pochi altri nel dare messaggi sociali: è stata una eccezione o senti di esprimerti su ciò che vedi intorno a te?
(Vignola) Credo che per creare abiti contemporanei bisognerebbe sempre partire da una analisi sociale e antropologica del momento storico in cui li si presenta. Sono sempre molto influenzato da ciò che accade nel mondo. L’ho sempre fatto nelle mie collezioni; Per You Must Live mi sono sentito in dovere di raccogliere e approfondire le tradizioni di una cultura che sta per essere cancellata. In passato nelle mie collezioni -ad esempio Brigantessa 2.0- ho studiato molto  le tradizioni della mia terra, la Basilicata e per traslato mi sono immaginato come si potrebbero sentire tutte le persone palestinesi a cui sono stati sottratti così tanti ricordi. Allora anche la moda, nel suo piccolo, può cercare di recuperarli, di metterli in risalto.

La vendita dei capi presentati alla fashion week, il cui ricavato è stato devoluto al 100% all’associazione di medici palestinesi Palestine Red Crescent, mi è parso un gesto significativo che può avvicinare la moda al mondo che la contiene.

La passione vince? Ognuno dovrebbe seguire il suo sogno al di sopra di tutto?
(Vignola) La mia è una risposta molto personale, non potrei fare altro e non ci ho mai provato, mi piace individuare concetti e poi creare abiti, rispondere alle passioni è un bisogno e non divido la vita in vincitori e perdenti.

Quale messaggio vuoi dare alle donne con la tua cifra stilistica?
(Vignola)Di essere bell* per noi stess*.

Quali sono i materiali che ami nell’espressione della tua moda e perché ti piacciono?
(Vignola) Mi piacciono i contrasti, mi trovo spesso a  partire dallo studio di capi storici e prediligo usare materiali e tecniche innovative per far sì che il risultato finale sia contemporaneo. O, al contrario, utilizzo materiali classici quando le forme a cui lavoro sono più contemporanee, in una sorta di bilanciamento. Mi piace sperimentare.

  

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