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Roma Volley: lo sguardo nitido di chi vola

A cura di Monica Landro
Fotografie di Luca De Nardo

Un’ondata di freschezza, gioia di vivere. Un candore che forse solo lo sport e la passione genuina riescono a conservare in un mondo pieno di sovrastrutture. Le ragazze del Volley Roma volano, non solo quando saltano per fare block out. Volano con lo sguardo, con i pensieri orientati dalla stessa determinazione e nitidezza con cui osservano la deontologia sportiva in campo. 

Marta Bechis, Courtney-Rose Schwan, Michela Rucli, Michela Ciarrocchi, Erblira Bici, Dezirett de la Caridad Madan Rosales condividono l’autodeterminazione di chi è abituato a dare tutto se stesso. E lo sguardo nitido di una giovinezza ammantata dei valori che consentono di vincere –o di provare a farlo- usando grinta, passione, onestà. 

Il denominatore comune di queste meravigliose ragazze del Roma Volley è un senso di giustizia che le rende spesso empatiche verso il mondo  circostante, desiderose di portare un contributo positivo e un’attrazione per culture diverse, viaggi, fotografia. 

Di paure, non si parla. Del resto un atleta vince al 50% con la testa e la paura è il suo peggior nemico, meglio esorcizzarla! 

Vogliamo restituire, oltre alla loro immagine traslata dalla fotografia, anche il loro pensiero in maniera autentica. Perciò daremo alcuni stralci della loro essenza vera usando le parole che ognuna ha espresso a domande precise. 

Su una cosa, sono tutte d’accordo: la bellezza è semplicità. Lontana da artifici e paranoie perfezioniste. Però il vezzo di un bell’outfit, di trucco e parrucco, rimane parte dell’essenza femminile. 

Come dice la capitana, Marta Bechis

Una donna con un tacco alto e un tailleur ha sempre il suo perché! 

Per Marta, la bellezza è semplicità e la semplicità è la chiave della bellezza. 

In un mondo che chiede e pretende sempre più omologazione e la ricerca di una finta perfezione, credo che la prima forma di ribellione sia proprio nella semplicità delle forme, dei colori.

Marta Bechis

Gli occhi da bambina con cui Marta guarda la vita non escludono però il pragmatismo.

Il desiderio di essere un punto di riferimento, di lasciare un segno è spesso presente nelle risposte delle ragazze, insieme a un forte senso di equità.

Combattere contro  l’ingiustizia, migliorare il mondo sono due desideri espliciti di Michela Rucli e Erblira Bici. 

Ci sono così tante cose che vorrei cambiare che non basterebbe questa intervista. Penso che ognuno può fare il suo anche se poco, ogni giorno per essere una persona migliore.

Erblira Bici

Erblira nel frattempo si è laureata in Finanza e contabilità a Tirana, in Albania, il suo paese di origine.  Courtney Rose Schwan è americana, la sua famiglia gestisce un’attività sportiva, si definisce una giovane donna sarcastica, carismatica, intelligente e forte, con una profonda inclinazione al graphic design e alla fotografia. Dezirett de la Caridad Madan Rosales invece viene da Cuba, la pallavolo è la sua vita e vorrebbe lo fosse anche al termine dell’esperienza agonistica, come allenatrice futura. 

Adoro la musica, la fotografia, ma il mio sogno è essere la migliore in ciò che faccio e dare una vita serena ai miei genitori. La paura più grande? Fallire laddove tutti credevano in me. 

Dezirett de la Caridad Madan Rosales

Di paura qui non si parla volentieri. Michela Ciarrocchi teme il tempo che passa, ma specifica che lo sport, soprattutto di squadra, aiuta a sviluppare l’autostima e a creare una propria personalità, allontanando le persone dall’omologazione estetica. 

La pallavolo per me è fonte di gioia, divertimento e amicizie. Una passione che mi permette di conoscere tante persone e fare esperienze nuove. 

Michela Ciarrocchi

Qui l’attenzione non è sulla perfezione, il sogno sportivo e la sua traduzione in realtà, la passione sostanziata nell’attività quotidiana, il focus sul risultato, impediscono di perdersi in vagheggiamenti. Il concetto di forza, di performance, è un bel deterrente all’impantanarsi in frustrazioni di sorta. 

La pallavolo mi dimostra che il mio corpo è forte ed è capace di grandi cose, che vanno ben al di là del pensiero di bellezza comune.

Michela Ruclì

Su moda e outfit, un plebiscito. Con qualche vezzo che emerge dalla tentazione di calarsi in cose comode. Per Valoppi, jeans, maglietta e blazer largo. Schwan ammette di amare lo street sofisticato con un filo di audacia, ogni tanto. Perché si, lo sport ti porta via dall’edonismo ma “ogni tanto farsi la manicure e la piega ai capelli è come una bella sorpresa”. 

A riassumere però cosa sia il campo, in senso metaforico, è Sofia Valoppi. Perché lo sport protegge, non solo dalle derive in sé stessi ma anche dai lati più bui della realtà esterna. 

Per me la pallavolo rappresenta tante cose ma la prima che mi verrebbe in mente è un posto sicuro.

Sofia Valoppi

 

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