Home EdizioneEd. 12 Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra – Torino, fino al 2 giugno 2024

Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra – Torino, fino al 2 giugno 2024

di Monica Camozzi

«Così era finita Gerda Taro, per non aver voluto abbandonare il fronte quando non c’era più nessuna speranza, ed era rimasta ferita a morte come tanti altri, in una strada polverosa; lasciò nelle sue foto testimonianza dell’enorme delitto che era stata la guerra. Aveva dedicato la sua splendida vita a un degno compito, a una giusta causa persa.»

Le parole del romando di Helena Janeczek, La ragazza con la Leica, condensa il poche righe la meteora di bellezza e passione che fu Gerda Taro. La reporter morta  giovanissima, quando un caro armato la investì sul fronte spagnolo,  era ragazza ribelle, indomita, capace di testimoniare in soli 27 anni il senso di un’esistenza e di regalare all’autrice della sua biografia un Premio Strega (2018), un Premio Bagutta e una finale al Premio Campiello.

La mostra “Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra”, organizzata da Camera, centro italiano per la fotografia di Torino, a cura di Walter Guadagnini e Monica Poggi, traccia un percorso in 120 scatti per raccontare tante storie in una: non solo il delitto della guerra, ma altresì il sentimento profondo che univa Gerda Taro e il collega Robert Capa.

Lui in realtà si chiamava André Friedmann, emigrato dall’Ungheria e insegnò a  Gerta Pohorylle –questo il suo vero nome- a utilizzare la Leica. SI conobbero nella Parigi del 1934 e strinsero un sodalizio fotografico-passionale che li vide impegnati nella lotta politica e nel sogno di libertà che univa la gioventù alle prese con l’ascesa del nazismo.

Fu Gerda Taro a inventare il personaggio di Robert Capa,  ricco fotografo americano che rimarrà per sempre l’alter ego di André.

Poi, nel 1936, erano partiti entrambi per la guerra in Spagna: proprio qui  Robert realizzerà il leggendario scatto del Miliziano colpito a morte, mentre Gerda Taro scatterà  la sua immagine più iconica, una miliziana in addestramento, pistola puntata e scarpe con i tacchi, con un punto di vista inedito della guerra fatta e rappresentata da donne.

Nel corso del 1936 e del 1937 i due si spostano tra Parigi e la Spagna, documentando ad esempio gli scioperi nella capitale francese e le elezioni del 1937, conclusesi con la vittoria del raggruppamento antifascista del Fronte Popolare. Ma anche il Convegno Internazionale degli Scrittori Antifascisti a Valencia, dove Gerda Taro fotografa personaggi come André Malraux, Ilya Ehrenburg, Tristan Tzara, Anna Seghers.

Un’ascesa interrotta dal carro armato che investì Gerda Taro durante la battaglia di Brunete, in Spagna, nel luglio del 37, a pochissimi giorni di distanza al suo 27esimo compleanno, il 1 agosto, che invece fu teatro del suo funerale.

L’anno successivo Robert-André darà vita al volume Death in the making, dedicato a Gerda, dal quale sono tratte molte delle immagini –di guerra, vita, amicizia-  visibili in mostra.

La mostra espone alcune riproduzioni di provini della celebre “valigia messicana”, che conteneva 4.500 negativi scattati in Spagna da Gerda Taro e Robert Capa, ma che andò smarrita fino al ritrovamento del 2007 a Città del Messico.

Tutte le immagini pubblicate sono diffuse per gentile concessione dell’International Center of Photography.

06 gerda taro robert capa, segovia front, spain, 1937
05 gerda taro republican militiawoman training on the beach outside barcelona, august 1936
04 robert capa gerda taro on the spanish front spain, 1937
SPAIN. Gerda TARO on the Spanish front at Guadalajara in 1937 not long before she was killed.
03 rober capa bidding farewell before getting on a military train spain, catalonia
SPAIN. Catalonia. Spanish Civil War (1936-9) ICP 123.Barcelona. August, 1936. Bidding farewell before getting on a military train directed to the Aragon front.
spain. córdoba front. early september, 1936. death of a loyalist militiaman.
SPAIN. Córdoba front. Early September, 1936. Death of a loyalist militiaman.
01 fred stein gerda taro and robert capa cafe de dome, paris, 1936

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5