Home Art & StyleArte Pittori del Settecento tra Venezia e Impero: un viaggio artistico nel Friuli Venezia Giulia

Pittori del Settecento tra Venezia e Impero: un viaggio artistico nel Friuli Venezia Giulia

Esplorando l’arte senza confini

A cura di Anna Smith

L’arte, con la sua essenza senza limiti, trasforma i confini amministrativi e geografici in terreni fertili per l’incontro e lo scambio culturale.

La mostraPittori del Settecento tra Venezia e Impero“, ideata dai Civici Musei di Udine e dai Musei Provinciali di Gorizia e curata con maestria da Liliana Cargnelutti, Vania Gransinigh e Alessandro Quinzi, offre una testimonianza appassionante di questo fenomeno.

Un’esposizione straordinaria in due location affascinanti

Un viaggio temporale tra due seducenti cornici

L’esposizione, distribuita tra il Castello di Udine (dal 25 novembre 2023) e Palazzo Attems Petzenstein a Gorizia (dal 14 dicembre 2023 al 7 aprile 2024),

svela l’interconnessione tra regioni storicamente legate a diverse entità statali.

Prima del 1797, quando la Serenissima Repubblica di San Marco cadde, il Friuli Venezia Giulia fu il teatro di contese tra Venezia e l’Impero asburgico, una tensione geopolitica che ha ispirato gli artisti a esplorare e unire tradizioni divergenti.

Giambattista Piazzetta, Madonna in gloria con bambino e santi.

Giambattista Piazzetta, Madonna in gloria con bambino e santi.

Un mosaico di influenze artistiche

Nel Settecento, Udine fu il centro dell’arte grazie a figure come Giambattista Tiepolo, le cui connessioni con artisti friulani come Sebastiano Bombelli e Nicola Grassi si intrecciarono con le influenze veneziane. Allo stesso tempo, artisti veneziani come Gian Antonio Guardi e Giambattista Piazzetta portarono la loro arte in Friuli, contribuendo a una scena artistica vibrante. La Contea di Gorizia divenne un crocevia per gli artisti veneziani desiderosi di affermarsi nell’Impero, con esempi illustri come Giulio Quaglio e la famiglia Pacassi.

Grazie al rinnovamento architettonico post-tridentino e barocco, artisti come Pietro Bainville e Antonio Paroli trovarono successo a Gorizia. Committenze prestigiose, come quella del Conte Sigismondo Attems Petzenstein, evidenziano la vitalità artistica della regione. La diffusione del pastello dopo la visita dell’imperatore Carlo VI nel 1728, con ritratti realizzati da Rosalba Carriera, segnò un periodo di fervore artistico. Questo periodo vide anche l’ascesa sociale di famiglie come i Manin, contribuendo alla formazione di una cultura figurativa distintamente veneziana nel Friuli Venezia Giulia.

Un secolo di intrecci culturali

Gli studi degli ultimi trent’anni hanno rivelato una trama intricata di relazioni culturali nel Friuli Venezia Giulia, dove artisti con background diversi hanno contribuito a una ricca diversità artistica.

Da Giulio Quaglio a Franz Caucig/Kavčič, la regione si è arricchita di una varietà di influenze che hanno plasmato la sua identità figurativa in modi sorprendenti.

In copertina: Placido Costanzi, Allegoria della soppresione del Patriarcato. Fondazione Friuli.

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