La fotografia come mediatore emozionale. Variazioni fotografiche multiple, capaci di evocare lo spettro completo delle emozioni. Quel che più diverte e affascina del lavoro di Patrick Mimran in “Queens and Ducks” sono i soggetti scelti per l’esperimento: la Regina Elisabetta e le papere.
Il piccolo anatroccolo di plastica e tre ritratti di Elisabetta I sono stati fotografati al Metropolitan Museum di New York e poi elaborati, sfruttando le potenzialità delle tecnologie digitali: 12 per le Ducks e 11 per la Regina.
Nelle Queens, le figure storiche vengono modernizzate e proiettate nel XXI secolo, liberandole dalla loro aura di intangibilità e rendendole sorprendentemente contemporanee. Nelle Ducks, invece, il piccolo animale di plastica si trasfigura in una moltitudine di identità diverse: a volte buffe, altre inquietanti o malinconiche, sempre però capaci di evocare emozioni umane e di rimandare a uno specchio interiore.

Reinventare il reale cambiando prospettiva
Rimodulare l’identità del soggetto attraverso la fotografia: nel progetto di Mimran viene data nuova forma con l’utilizzo sapiente della percezione e del linguaggio fotografico. Come osserva Denis Curti, le opere di Mimran rivelano «il respiro nascosto dell’immagine». Dietro ogni pixel e ogni stratificazione grafica si cela un pensiero intenzionale che trasforma l’interazione passiva in esperienza attiva. Le fotografie, più che repliche manipolate, diventano portali temporali, capaci di traghettarci tra epoche e linguaggi, mettendo in scena una continua metamorfosi visiva.
Le immagini saranno esposte al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano fino al 6 gennaio 2026.
“Siamo lieti di rinnovare la collaborazione site-specific con Patrick Mimran, a quasi vent’anni dalla sua prima significativa presenza nei nostri spazi con Billboard Project in the city. Questo nuovo progetto conferma l’impegno del Museo nel proporsi come luogo di dialogo tra discipline, aperto a visioni artistiche capaci di interrogare il presente e arricchire la lettura del nostro patrimonio. Una mostra che trasforma gli spazi espositivi in scenari estetici di meraviglia e riflessione, offrendo uno sguardo inedito e provocatorio sulla scienza intesa come atto creativo”, afferma Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo.
Mimran, il Billboard e le riflessioni sull’arte
Patrick Mimran è un artista multidisciplinare. Si esprime attraverso la pittura, la fotografia, la musica, le tecnologia multimediale. Già nel ’78 componeva musica elettronica e man mano ha ampliato il suo spettro espressivo toccando video, arte digitale, fotografia. Così, con una visione di insieme, l’artista crea ambienti in cui forme plurali si uniscono in una direttrice percettiva unica.
L’assenza di una struttura o di un pensiero pre-creativo permette a Mimran di sviluppare e scoprire l’opera a cui sta lavorando man mano, e di considerarla finita quando la ritiene realizzata secondo il suo sentire.
Nel febbraio 2001, Mimran ha lanciato il progetto Billboard nel quartiere Chelsea di New York, proponendo alla lettura del pubblico alcune riflessioni lapidarie sul tema dell’arte firmate di suo pugno, e dal 2003 lo ha portato avanti in Europa: a Venezia nell’ambito della Biennale d’Arte 2003, sulla facciata del museo di Ca’ Pesaro, nel 2004, 2005 e 2006 su entrambi i lati del ponte dell’Accademia, nel 2006 a Roma, in Piazza del Popolo, a Bologna sulla facciata della Galleria d’Arte Moderna e a Mosca.
Le sue installazioni e i suoi lavori sono stati esposti in diverse gallerie, musei e spazi pubblici, tra cui la Marlborough Gallery di New York, l’Almodin di Valencia, la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, l’Orangerie di Bagatelle, la Milk Gallery di New York e i Giardini del Casinò di Monte-Carlo.
Ha partecipato a grandi mostre collettive come L’Homme qui marche de Rodin à Mimran nei giardini del Palais Royal di Parigi e Der Turmbau zu Babel nella città di Graz nel 2003, quando la sua installazione Babel-TV è stata scelta dal Kunsthistorisches Museum di Vienna come simbolo della mostra.
Nel corso degli anni le sue fotografie sono state esposte in importanti musei e istituzioni, tra cui la Fondazione Querini Stampalia di Venezia, la Fondazione Alinari di Firenze, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, la Biennale di Architettura e le Stanze della Fotografia a Venezia.
