donatella bellicchi

Nudi alla meta

di Monica Camozzi

A cura di Monica Camozzi
Fotografie di Luca De Nardo

Nudi alla meta. Solo gli uomini, però. Le donne no.

Jeremy Allen White può apparire nella sua pienezza addominale sui tetti di New York City, con le pudenda coperte di solo jersey bianco niveo, reclamizzando gli slip di Calvin Klein. Mentre FKA Twigs, al secolo Tahliah Debrett Barnett, artista britannica, parzialmente celata dalla camicia in denim, si trova nell’occhio del ciclone a causa di un provvedimento del’ASA, Autorità per gli standard pubblicitari del Regno Unito, che ha censurato le immagini definendole “eccessivamente sessualizzate”, simbolo di “oggettificazione del corpo della donna”, accusando lo spot di porre “l’attenzione degli spettatori sul corpo della modella piuttosto che sull’abbigliamento pubblicizzato”. 

Abbiamo concluso che lo spot era irresponsabile e poteva causare gravi offese.

Se la parziale visione del quadricipite –inclusa una porzione di gluteo- della cantante e ballerina è un’offesa, dovremmo cancellare lustri di iconografia della moda?

In quante immagini la magnificazione del corpo ha sostituito l’oggettiva presentazione del prodotto? E possiamo davvero parlare di offesa? Che cosa, reca offesa al pubblico senso del pudore –ammesso che esista ancora?

Ritengo personalmente che la polemica sia affrontata da un punto di vista errato. Il problema non sta nei centimetri di pelle esposti, ma nel messaggio che la fotografia, in quanto mezzo di comunicazione, vuole portare al pubblico” –afferma Donatella Bellicchi, editore di Art&Glamour, magazine di arte, fotografia, attualità che celebra spesso la bellezza del corpo femminile attingendo alla sua naturale espressione, del tutto scevra da volgarità. 

La modella nello scatto  ha un atteggiamento elegante, innocente, l’atto di indossare (o levare) parzialmente una camicia sembra voler trasmettere un che di gentile, di  puro, che comunica  una malizia non consapevole”.  Il paradosso è che il messaggio più provocatorio filtra  dalle immagini del protagonista maschile. 

Donatella Bellicchi, editore di Art&Glamour. Fotografia di Luca De Nardo.

Donatella Bellicchi, editore di Art&Glamour. Fotografia di Luca De Nardo.

Tutt’altro si può dire dell’ultima campagna dell’intimo Calvin Klein, dove l’attore è provocante e provocatorio. Oserei dire ostentatamente provocatorio,  al punto da diventare quasi sgradevole”.

Non si tratta di quanti centimetri vengono esposti, ma del modo in cui vengono esposti. Oggi viviamo nell’epoca di Onlyfans, realtà a mio avviso tanto deteriore quanto pericolosa. Lì si  che assistiamo a una  svalorizzazione della donna. La forza di comunicazione della fotografia, invece, è qualcosa di fantastico. Si tratta di una nuova forma artistica, di un linguaggio immediato e immutabile ed è per questo che ho scelto di portare avanti il progetto Art&Glamour.

Anzi, per esprimere ancor meglio la differenza fra valore e disvalore, diremmo che

la fotografia glamour rende omaggio alla bellezza femminile, alla gentilezza delle sue forme. La nostra rivista vuole trasmettere lo stesso messaggio di valorizzazione che tante volte la moda ha saputo esternare.

Naomi Campbell nuda e ricoperta di spine sul profilo di Alexander Wang ha suscitato commenti per il suo taglio mullet, non certo per l’offesa recata! Forse, il problema è un altro, come rimarca FKA Twigs, visto che altre campagne con protagoniste femminili non sono state attaccate fino ad ora (vedi quella con Kendall Jenner che ha posato in topless per Calvin Klein Underwear lo scorso marzo). Sorge più di un sospetto che siano altre le motivazioni dietro alla censura che la riguarda…

Fotografie di Luca De Nardo

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