LETTERA DELL’ EDITORE
Natale e il Metaverso. Siamo sempre su un binario che corre fra “on” e “off”. Fra cose rassicuranti, che conosciamo, che ci tengono ancorati alla tradizione e l’onda compulsiva del Nuovo, ignoto, misteriosamente attrattivo. Storia vecchia come il mondo.
Una volta il sociologo americano Nicholas Negroponte disse che la nostra mente, sollecitata a velocità insopportabili, tende a rifugiarsi nelle confortanti estetiche retro per trovare un po’ di pace al pungolo della frenesia a cui la società ci sottopone.
E in fondo, la fotografia, come il Natale, rappresenta una sorta di intercapedine salvifica dove possiamo determinare il tempo, il ritmo che vogliamo. Dove possiamo trovare un riparo dalla frenesia. Platone, che citiamo nel pezzo dedicato a Ugo Cacciatori, descriveva una figura capace di mediare fra il mondo delle idee, perfetto e quello del caos della materia: il Demiurgo. E diceva che esso aveva creato il tempo per dare un’immagine mobile dell’eternità.
In un certo senso anche gli scatti fotografici giocano con il tempo, lo fissano, lo eternano…lo bloccano. La fotografia è il nostro ponte sul duale, lo spazio che intercorre fra toccare una cosa e sognarla, fra vivere e immaginare.
Ci piace, stare nel Regno di Mezzo. Possiamo osservare meglio il 2023!
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Versione PREGIATA, in tiratura limitata (solo 300 copie): si tratta di un vero pezzo da collezione, proposto in in 3 edizioni diverse (100 copie ciascuna) con 3 COPERTINE differenti tra cui scegliere.
Il questo modo, avrai il “tuo” numero dedicato, da conservare per la gioia di sfogliarlo più e più volte.
La stampa in brossura fresata usa carta di altissima qualità (per la copertina abbiamo scelto carta da 350 gr/mq con lavorazione soft touch e 150 gr/mq per le pagine interne).













