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Morto Silvio Berlusconi, icona arcitaliana che ha innovato e diviso un Paese

A cura di Matteo Muzio
Foto European People’s PartyCreative Commons Attribution 2.0 Generic license.

Silvio Berlusconi, scomparso all’ospedale San Raffaele all’età di 86 anni, ha rappresentato più di ogni altro la Storia italiana negli ultimi quarant’anni. Un vuoto che forse nessuno potrà riempire.

Da un lato i suoi fan, spesso adoranti, rapiti dal suo carisma e dalla sua simpatia, che facevano notare le sue indiscutibili doti imprenditoriali e il suo istinto politico. Dall’altra i detrattori, spesso feroci e implacabili, che lo detestavano al punto da definirsi antiberlusconiani prima di ogni altra etichetta politica. Silvio Berlusconi, scomparso all’età di 86 anni dopo una malattia, poteva essere soltanto un imprenditore di successo, un innovatore dei media con qualche amicizia in politica.
Invece è stato lo spartiacque della politica italiana.
Si dice comunemente per vent’anni, facendo una facile analogia, ma in realtà qualcuno di meno. Perché il suo allontanamento è stato graduale e quasi senza che ce ne accorgessimo, la politica è diventata un’altra cosa e il suo ruolo è diventato sempre più marginale.

Non è questo il luogo per le analisi politiche, ma per l’icona che Berlusconi è stato.
Un figlio della media borghesia milanese, nato nel quartiere Isola in pieno fascismo che nel Dopoguerra diventa un brillante studente di giurisprudenza, tanto da vincere nel 1962 il premio Manzoni per la miglior tesi a tema pubblicitario. Il visionario che pensava negli anni ’70 a un quartiere nuovo, tra Milano e Segrate che sul modello americano intrecciasse abitazioni e verde pubblico, un quartiere pianificato che consentisse di fuggire dalla Milano di allora, turbolenta città industriale scossa dal terrorismo politico e che sarebbe stata presto colpita dalla tragedia dell’eroina.
La stessa persona che, in quegli stessi anni, nel 1978, fondò Telemilano, il primo strumento con cui avrebbe rotto il monopolio della Rai pedagogica ancora troppo ancorata a un modello anni ’50. Con le sue reti televisive avrebbe introdotto un’estetica luccicante e per certi aspetti eccessiva, un senso dello show inedito, fatto anche grazie ad alcuni pezzi forti della tivù di Stato come Mike Bongiorno e Raimondo Vianello, un’innovazione che mandò avanti anche grazie ad alcune forzature legali, ma indubbiamente quell’estetica barocca incontrò il gusto degli italiani.
Sempre negli anni ’80 attraverso la proprietà del Milan, conquistò anche un pezzo di tifoseria, con una stagione di successi particolarmente fortunata. Infine, non si può non citare il suo grande amore per le donne. Conosciamo benissimo le sue capacità seduttive, definite anche in modo spregiativo dai suoi detrattori e il suo modello estetico di donna giunonica spesso svestita che popolava i programmi delle reti Mediaset e per certi aspetti questo suo amore lo avrebbe condotto sulla via della fine politica.
In un momento di forte consolidamento politico, dove La Repubblica, il principale quotidiano politico, elogiò il suo discorso del 25 aprile 2009 a Onna, in provincia de L’Aquila, da poco colpita da un devastante terremoto. Da lì arrivò il cosiddetto scandalo delle Olgettine, quello che ne segnò per sempre la fama anche all’estero, cancellando qualsiasi considerazione politica e rendendolo il premier del “Bunga Bunga”, per citare una delle barzellette che lui raccontava durante una di queste serate che passava circondato da decine di ragazze ansiose di catturare la sua attenzione.
Una fine politica che però arrivò molto prima di quella umana e dove fece a tempo a venir rivalutato dagli avversari, scossi da una politica sempre più urlata e carica d’odio, che rimpiangevano le sue battute e la sua ironia. Berlusconi ha squassato la storia italiana con la sua stessa presenza fino all’ultimo secondo ed ora che non c’è più il suo vuoto non sarà riempito facilmente.

Una vita che si può quindi sintetizzare in una frase tratta dal film di Paolo Sorrentino “Loro”, forse il più significativo dei tanti dedicati alla sua figura, quello che più lascia spazio al Berlusconi personale e impolitico: “Ma tu che cosa ti aspettavi? Di poter essere l’uomo più ricco del Paese, fare il premier, e che anche tutti ti amassero alla follia?”.
Risposta: “Sì, mi aspettavo esattamente questo”.

 

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