L’ex studentessa umbra da supermodella è diventata attrice apprezzata e icona senza tempo
Nel tritacarne dei social, ci possono finire anche le dive di oggi che ancora hanno un carisma non comune, come Monica Bellucci, che il 30 settembre ha compiuto sessant’anni.
Ed ecco così che anche un breve video di un’intervista risalente a fine anni ’80, inizio anni ’90, dove l’allora modella diceva “tra tante hanno scelto me che certamente non sono la più bella” mentre l’inquadratura indulge sul suo viso perfetto che si schernisce. Anche in un video reso meme, è evidente che proprio la bellezza sconvolgente ha catapultato agli inizi la carriera della ragazza umbra che studiava giurisprudenza a Perugia.
Studi che dovrà interrompere per proseguire una carriera nel mondo della moda. Pur avendo cominciato tardi, quando stava già studiando all’università, diventa ben presto una testimonial per marchi come Dior e L’Oreal e finisce sulla copertina di riviste come Elle e Vogue. Già nel 1989, con un matrimonio lampo alle spalle, era già ricchissima e viveva a New York. Anche se il suo volto espressivo già diceva che fosse pronta per il cinema, il suo agente Piero Piazzi la convinse ad aspettare ancora un po’.
E fu una scelta azzeccata, perché nel frattempo Monica si era preparata e avrebbe recitato per la prima volta con un gigante del cinema italiano a dirigerla: fu nel 1991 con Dino Risi nella miniserie televisiva Vita coi figli. Nel 1993 invece, incontra Giuseppe Tornatore, colui che sarebbe stato tra i suoi più grandi estimatori, con cui però gira il primo spot di una lunga serie per il brand Dolce & Gabbana, che non solo la renderà la propria musa, ma l’incarnazione dell’immagine che si vuole rappresentare della bellezza italiana, ruolo che svolgerà anche per Giuseppe Tornatore nel film che la consacra come sex symbol e diva irraggiungibile da desiderare: stiamo parlando di Malena, uscito nel 2000, dove interpreta il ruolo di una donna desiderata da moltissimi che però, si scoprirà, resta fedele al marito lontano.
Proprio qui inizia la sua notorietà internazionale come attrice, che le regala molte parti: è Cleopatra nel film Asterix & Obelix del 2002, una spia misteriosa nell’horror in costume Il Patto dei Lupi del 2001 e infine è la misteriosa Persephone nei due capitoli della saga cyberpunk di Matrix: Matrix Reloaded e Matrix Revolutions. Però è anche una dimessa e dolente Maria Maddalena nel controverso La Passione di Cristo, girato da Mel Gibson, interpretazione che la libera dal ruolo di donna iper-desiderata per darle un suo profilo artistico più definito e che seguirà fino a oggi, oscillando periodicamente tra piccole produzioni indipendenti a cui presta il suo lavoro per interesse artistico a blockbuster hollywoodiani come il recentissimo Beetlejuice Beetlejuice, diretto dall’attuale compagno Tim Burton.
Monica Bellucci però non ha mai temuto la propria sensuale corporeità, tanto che è stata protagonista di due calendari erotici, uno per Max nel 1999, fotografata da Fabrizio Ferri, e uno per Gq nel 2001, ritratta da Gian Paolo Barbieri.
A differenza di altre modelle e attrici però, ha avuto una consacrazione quasi come “opera d’arte corporea“, tanto da meritarle un libro con la prefazione di Giuseppe Tornatore, edito da Rizzoli nel 2010, dove ci sono circa 150 immagini catturate dagli obiettivi diPeter Lindbergh, Helmut Newton, Richard Avedon ed Ellen von Unwerth. Un coffee table book prezioso, da mettere accanto ad altri magari su Pablo Picasso o Vincent Van Gogh.
Nel corso degli anni, poi, il suo essere diva l’ha resa iconica anche in Francia, dove risiede dagli anni ’90 e dove per lungo tempo è stata la moglie dell’attore Vincent Cassel con il quale ha avuto le figlie Deva e Leonie. Però non ha mai voluto dimenticare di essere italiana tanto da non voler mai prendere la cittadinanza transalpina, memore delle radici profonde in un Paese come l’Italia che l’ha resa epitome di bellezza, da pensare sempre nel suo splendore irraggiungibile, avvolto da un carisma davvero raro contornato da una presenza mediatica discreta, mai esibita né fastidiosa. Qualità che a sessant’anni la rendono ancora di più memorabile.
CREDITS Fotografie: Cover Photo di Eric Nehr, immagini della gallery di Fred Meylan, Manfred Werner e Harald Krichel, licenza Creative Commons.



