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Mika, un artista senza confini

Mika, un artista senza confini

di Monica Landro

A cura di Monica Landro
Fotografie di Francesco Prandoni

Mika è molto più di un semplice cantante: è un artista completo che incarna sia una straordinaria capacità artistica che una profonda sensibilità personale. La sua musica è sì caratterizzata da melodie e ritmi di facile presa, ma non di meno è la profondità dei suoi testi che lo distingue. Per raccontare il suo nuovo album, la pop star britannica di origini libanesi, reduce da un tour in Europa, l’APOCALYPSE CALYPSO TOUR, farà un’unica tappa in Italia con un concerto speciale, venerdì 19 luglio, al Lucca Summer Festival.

Il titolo dell’album è “Que ta tête fleurisse toujours” che significa “Che la tua testa possa fiorire sempre”. È la frase di un messaggio di tua mamma. Perché ti ha scritto proprio questa frase e cosa voleva dirti?
“Que ta tête fleurisse toujours” è stato l’ultimo messaggio di compleanno che ho ricevuto da mia madre. Era disegnato a mano e raffigurava me con dei fiori che fuoriuscivano dalla mia testa. È un messaggio che rimarrà per sempre nel mio cuore, perché nonostante fosse triste e malata, ha scelto di mandarmi un disegno con tutti questi colori vivaci.
All’inizio non ne comprendevo il significato, ma dopo anni ho capito che era una sorta di provocazione: voleva darmi speranza e fiducia nel mio percorso e nella mia crescita personale e artistica. Voleva che continuassi a sbocciare come un fiore, a esplorare il mondo con una mente aperta e a farmi guidare dalla mia creatività: “Vai, corri dei rischi, prova cose nuove e sii creativo. Solo se sei creativo puoi essere felice e libero”. E ho colto questa lezione: ho realizzato la prima colonna sonora per un film, ho girato i festival, una nuova dimensione per me, e ho realizzato per la prima volta un album interamente in francese, che non poteva non intitolarsi così.

Mika, un artista senza confini

Come mai l’esigenza di fare un album interamente in francese? E possiamo sperare, un giorno di sentire un tuo lavoro interamente in italiano?
Ci siamo trasferiti da Beirut a Parigi quando avevo poco più di un anno e ci sono rimasto fino all’età di 8 anni. Il francese è una lingua che mi ha sempre affascinato profondamente, perché non è solo una lingua, è un’intera parte della mia cultura personale. È come entrare in una porta che conduce a una parte diversa di me, che forse non si conosce bene. È una sensazione diversa, ma anche molto familiare.

Ho anche un legame molto forte con l’Italia e non escludo la possibilità di realizzare un’opera interamente in italiano.

L’Italia è un Paese che adoro, e la lingua italiana ha una bellezza e un fascino tutto suo, e sarebbe una porta verso un altro lato di chi sono. Sarebbe un esperimento fantastico e una progressione dopo il francese.
Ma prima c’è un album in inglese… quello è il prossimo progetto!

Nell’album c’è la canzone Apocalypse Calypso, da cui il nome del Tour: che significato dobbiamo dare alla parola Apocalisse, riferendoci al tour?
Quando ho scritto la canzone “Apocalypse Calypso” e ho scelto il nome per il tour, volevo trasmettere un senso di trasformazione e rinascita attraverso la musica.
L’apocalisse è normalmente associata a eventi catastrofici, ma per me può rappresentare un momento di svolta, di cambiamento profondo e radicale e nel contesto del tour è un’opportunità per liberarsi dalle vecchie abitudini, abbracciare nuove prospettive e vivere la vita in modo più autentico e appassionato.

Mika, un artista senza confini

Questa tournée sta toccando gran parte della Francia, del Nord Europa e arriva fino in Italia. Un grande concerto, una nuova setlist in quattro diverse lingue: come ti sei preparato ad un evento così straordinario ed impegnativo?
È un lavoro davvero grande e ambizioso. La mia priorità non è stata di tipo economico, ma di creare un’esperienza emotiva, visiva e musicale molto forte per il pubblico.
Ho sviluppato uno spettacolo e un linguaggio scenico nel corso di 20 anni, che funziona come un collettivo di cui io sono il timoniere. Scrivo e sviluppo il concetto e lavoro con artisti di talento da tutto il mondo. Il principale partner per questo tour è stato Rodeo FX. Si tratta della principale società di effetti visivi al mondo. Tutto ciò che riguarda Stranger Things, Game of Thrones, Harry Potter, quasi tutti i film della Marvel! Una società sorprendente. È stato un enorme privilegio sviluppare con loro un concerto completo, in cui ogni immagine e animazione racconta una storia, una sorta di electro rock opera e una vera festa visiva.

Ami l’Italia, questo lo hai detto tante volte: quali sono i pregi di questo Paese, le cose che ami di più e quali sono i difetti, quegli aspetti che proprio non ti convincono?
Non c’è nessun paese al mondo come l’Italia! Naturalmente è bellissima e c’è così tanta varietà. Quello che mi sorprende davvero è la capacità di sognare e creare idee con gli artisti, senza limiti all’estro, senza che qualcuno dica che sei pazzo. C’è una passione che incoraggia la creatività e permette di sviluppare ancora di più la propria estetica. Questo è molto importante, mantiene la tua poetica.

A volte mi scontro ancora con una mentalità un po’ troppo conservatrice, soprattutto per quanto riguarda la mia sensibilità sociale, ma cerco di rispondere con l’arte e la musica, espressioni creative di libertà.

È ciò che definisco una resistenza poetica a una politica o a un pensiero intollerante. È un paese che mi provoca e mi ispira costantemente e che mi ha dato tanto, e per questo gli sarò sempre grato.

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A luglio sarai al Lucca Summer Festival. È uno degli eventi musicali più significativi nel panorama italiano e internazionale, al quale aderiscono artisti di fama mondiale provenienti dal mondo del jazz fino alla musica classica. Che emozione provi ad essere inserito in questo Festival?
Far parte della line up del Lucca Summer Festival è un grande onore! Amo i festival che osano avere un programma eclettico. Questo aspetto stimola la creatività di noi artisti sul palco. Puoi fare le cose in modo diverso, esprimerti in modo diverso.
Amo Lucca e mi è sempre dispiaciuto non essermi mai esibito a questo Festival ma ora finalmente lo farò… e il mio after party con i miei amici di lì sarà epico!

Puoi darci qualche anticipazione di come ti vedremo, cosa ci regalerai dal palco?
Non voglio rivelare troppo, voglio mantenere un po’ di mistero e di sorpresa!
Sto preparando uno spettacolo pieno di energia, colore e gioia! Ci saranno canzoni del mio repertorio e altre più recenti. Si tratta di creare un momento di magia. Tutto deve essere al servizio di questo.

Sei sempre molto impegnato: come mantieni l’equilibrio tra la tua vita personale e la tua carriera musicale?
Trovare l’equilibrio tra vita privata e lavoro credo sia fondamentale per chiunque. Per me si tratta di trovare il giusto ritmo, perché la mia vita privata diventa l’ispirazione per i miei progetti professionali.
Ho iniziato a esibirmi sul palco all’età di 8 anni. Ricorderò per sempre quella prima volta: c’erano 3000 persone tra il pubblico, ero terrorizzato ma poi, una volta sul palco mi sono sentito calmo e incredibilmente…. felice! Credo che tutto sia iniziato lì.

Il consiglio che posso dare è di fare della propria vita reale e di quella sul palcoscenico un’unica grande conversazione: più reale, più creativa e varia possibile.

Siamo un circo poetico, con colori e gioia, ma ci permettiamo di portare sul palco anche la nostra tristezza, per trasformarla. Il segreto dell’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa è capire che non sono solo IO a farlo… siamo NOI, l’intero team e la famiglia.

Non si tratta mai di “io”, ma di “noi”.

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