Una celebrazione della creatività contemporanea, tra omaggi a Rauschenberg e la crescente presenza della fotografia nell’arte
La fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea ritorna con il suo prezioso carico di gallerie (179), percorsi, premi, iniziative, tutte meravigliosamente capaci di investire la città di Milano con il vento della creatività umana.
Questa edizione rende omaggio a Robert Rauschenberg, a cento anni dalla sua nascita. Il capolavoro Blue Exit, della serie Combine Paintings che lo consacrò sullo scenario internazionale, sarà visibile nell’area lounge di Banca Intesa, main partner della manifestazione che, per inciso, mette a segno circa cento miliardi di fatturato.
Il valore espresso da Rauschenberg fu di vedere l’arte come processo collettivo e non a caso l’ultima retrospettiva dedicata al grande artista titolava “among friends”, fra amici, intendendo questa parola nella sua accezione di comunione, collaborazione, solidarietà ed abbattimento delle barriere.

Durante Miart inaugura infatti al Museo del Novecento “Rauschenberg e il Novecento”, mostra promossa dal comune di Milano in collaborazione con la manifestazione e Fiera Milano, nella quale i curatori (Gianfranco Maraniello, Nicola Ricciardi e Viviana Bertanzetti) costruiscono un ponte fra le opere dell’artista americano e alcuni capolavori della collezione museale.
Ma non è tutto: i capolavori di Rauschenberg saranno visibili presso il Caveau delle Gallerie d’Italia, grazie alla passione della famiglia Agrati che ha compreso anche l’artista nella sua collezione privata, in particolare Scripture (1974), Gulf (1969) e Cleraring (1969).
Un’attenzione più che mai compenetrata con lo spirito dei nostri tempi, visto che l’artista texano, appartenente al movimento New Dada, si mostrava particolarmente attento a tematiche sociali quali la tutela dell’ambiente e la critica al modello consumistico.
In questo caso, la distanza fra la vita e l’arte diventa sottilissima ed è proprio lo spirito con cui Miart dialoga con il territorio.

La strisciante avanzata della fotografia
Ciò che salta all’occhio, nel programma espositivo, è la strisciante avanzata della fotografia, la sua consacrazione sempre maggiore all’interno del contesto artistico.
Da dieci edizioni Herno, marchio premium di abbigliamento, tributa un riconoscimento al miglior progetto espositivo. Nel palinsesto del Caffè letterario by Herno si colloca la presentazione Luigi Ghirri e Gabriele Basilico: il primo, maestro quasi surrealista, dinamico al punto da produrre oltre 150.000 scatti in una vita troppo breve (morì a 49 anni) e il secondo autore di paesaggi urbani forse più conosciuto al mondo, a cui Roma ha appena dedicato una personale.
In perfetta linea con Fondazione Prada, che con Typologien dal 3 aprile al 4 luglio indaga nel profondo la fotografia tedesca del Novecento, anche Miart omaggia Candida Höfer attraverso la Ben Brown Fine Arts. Höfer è famosa per la trasposizione fotografica di architetture imperiali fra cui Villa Borghese, la Fenice di Venezia, Palazzo Vecchio a Firenze, con caratteristiche di grande formato accompagnate da rigore formale e da un vuoto assoluto che esclude la presenza umana. Una pratica fotografica concettuale maturata all’Accademia d’Arte di Düsseldorf, dove ha studiato.
Giunge alla terza edizione anche il Premio Orbital Cultura – Nexi Group, unico riconoscimento di Miart interamente dedicato alla fotografia in tutte le sue accezioni, che per la prima volta avrà un suo spazio in fiera.

Da Schiele e Miró all’avanguardia croata
Come racconta il direttore artistico di Miart, Nicola Ricciardi, a Miart c’è modo di spaziare nel vero senso della parola, perché si viene trascinati oltre la linea del tempo rettilineo. I visitatori potranno immergersi in un disegno di Schiele del 1912, tornare al Salon des Refusés nello spirito di Napoleone III, conoscere l’avanguardia croata del primo Novecento e spaziare nei colori vividi di Valerio Adamio nel mood espressivo di Villa Panza di Biumo. Ci sarà un Miró di Tornabuoni Arte mentre Cardi dedica il proprio stand a Ugo Rondinone, artista visivo di nomea internazionale.
Il compito di connettere la manifestazione alla città, in senso simbolico, è stato affidato alla giovane scultrice Alice Ronchi, che ha realizzato una promenade poetica ispirata a un bosco fantastico, solo ricreato con…acciao inox parzialmente lucidato a specchio. “Sono sculture che generano un paesaggio organico armonico ed utilizzano l’acciaio in chiave poetica, riferita alla natura, creando una dimensione sognante” ha spiegato la giovane artista, che accompagnerà i visitatori con la sua opera site specific.
