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Mary Poppins, Walt Disney, 1964

Mary Poppins vietato ai minori. Perché?

di Anna Smith

Nel Regno Unito, il film Disney ha ricevuto una nuova classificazione a causa del suo linguaggio ritenuto discriminatorio

A cura di Anna Smith

Il classico Disney Mary Poppins, da sempre un’icona dell’infanzia, ha subito un’inattesa trasformazione nel Regno Unito. L’autorità di classificazione cinematografica britannica, il British Board of Film Classification (BBFC), ha deciso di ridefinire la categoria di questo film del 1964 a causa del suo “linguaggio discriminatorio“.

Finora, Mary Poppins è stato considerato adatto a tutte le età, con una classificazione universale (U), ma ora è stato spostato sotto la sigla PG (parental guidance), indicando che i minori dovrebbero vederlo in compagnia degli adulti. La motivazione dietro questa decisione riguarda la sensibilità crescente verso certi termini considerati offensivi presenti nei dialoghi del film, nonostante le scene stesse non siano cambiate nel corso del tempo.

Tratto dalla serie di libri di P.L. Travers e ambientato nella Londra del 1910, il film racconta la storia di una tata magica (interpretata da Julie Andrews) che prende sotto la sua ala un gruppo di bambini vivaci, aiutata da uno spazzacamino canterino (interpretato da Dick Van Dyke). Tuttavia, alcuni termini utilizzati nel film, come “hottentots” per descrivere gli spazzacamini, oggi sono considerati arcaici e offensivi. Questo termine, derivante dal colonialismo e riferito a popolazioni africane, è stato gradualmente rimosso dal linguaggio contemporaneo, evidenziando il cambiamento nei valori sociali nel corso degli anni.

Mary Poppins (Julie Andrews) e il suo amico Bert (Dick Van Dyke). Walt Disney, 1964

Mary Poppins (Julie Andrews) e il suo amico Bert (Dick Van Dyke). Walt Disney, 1964

La decisione del BBFC di ridefinire la classificazione di Mary Poppins ha suscitato dibattiti, anche se l’ente stesso specifica che il suggerimento di visione accompagnata è una raccomandazione, lasciando ai genitori il compito di decidere se farlo o meno. Tuttavia, si pone l’attenzione sul rischio che i bambini possano imparare e ripetere parole offensive senza comprendere il loro vero significato.

Questa non è la prima volta che si rivolge l’attenzione verso la rappresentazione di tematiche sensibili nei media rivolti all’infanzia. Già la piattaforma streaming Disney+ ha introdotto avvisi di cautela prima di alcuni titoli che presentano rappresentazioni razziali stereotipate. Inoltre, recentemente, la decisione della casa editrice Puffin Books di rimuovere parole ritenute offensive dai libri di Roald Dahl ha scatenato polemiche nel Regno Unito.

La ridefinizione della classificazione di Mary Poppins nel Regno Unito evidenzia un cambiamento nella percezione e nella sensibilità verso il linguaggio e le rappresentazioni presenti nei media rivolti all’infanzia, spingendo alla riflessione sulle implicazioni di queste scelte nella società contemporanea.

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