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LUDMILLA VORONKINA

by Monica Camozzi

All you need is love

A cura di Monica Camozzi
Foto di Luca De Nardo

Quando parli con Ludmilla Voronkina, dopo averne contemplato l’algida bellezza che l’ha resa una delle modelle più popolari del globo,  a sorprenderti è il calore che promana dalla sua interiorità. 

E comprendi perché Max Vadukul, quando la vide a un casting in occasione dello shooting per la Zero Collection di Roberto Cavalli, con la sua morbida fierezza che svettava nel mare delle altre modelle, disse “Lei era diversa, davvero diversa. Aveva una storia ed un passato; una forza reale ed io ho iniziato a fotografarla più e più volte. Infatti, sentii di aver trovato qualcuno che può creare delle forti immagini Vadukul. Volevo creare un progetto di arte con lei”.

Da quella folgorazione emozionale nacque il progetto foto-narrativo “Through her eyes- Timeless strength” che da vita a sequenze di immagini cinematografiche in cui la protagonista incarna donne diverse. 

Ludmilla si plasma di  volta in volta in madre, figlia, moglie, seduttrice, lavoratrice, elaborando l’intera matrice degli stati d’animo con la poliedricità degna di un attore. 

Come ha fatto Max a cogliere di te questo camaleontismo?
Max ha maturato una sensibilità straordinaria.

Vadukul ha fotografato personaggi eccezionali, da Amy Winehouse a Kennedy a Madre Teresa. E in effetti, sul set lui non mi ha guardata come modella ma come personaggio eclettico che poteva trasformarsi di volta in volta.

Poi, ascoltando la storia della mia famiglia, si è appassionato perché da tempo coltivava l’idea di un progetto del genere ma non aveva trovato la persona idonea con cui realizzarlo. 

Quanto ci avete messo a realizzarlo?
Sei mesi. Io sono andata a cercare gli archivi della mia famiglia, abbiamo sviluppato l’idea man mano che scendevamo nel profondo del materiale umano e iconografico. Sua moglie Nicoletta Santoro, che è una stylist importante, ha fatto la ricerca di abiti fondamentale per trasmettere la giusta percezione. 

La fotografia è un’arte più complicata di quella cinematografica. L’attore ha il dono della parola e del movimento, il fotografo deve cogliere l’attimo e fissarlo.

A proposito, ti sei sempre trovata a tuo agio davanti all’obiettivo? Hai iniziato da giovanissima, a 15 anni…
A quell’età affronti tutto con una buona dose di incoscienza. Avevo sempre la valigia in mano, mi trovavo nei posti più disparati e talora per me era come un gioco, un divertimento. Poi impari ad arrangiarti, cresci. 

Com’è la vita da top? Somiglia a quella reale o è un’intercapedine a sé stante?
Mah, a parte le percezioni che il mondo della moda evoca, alla fine le modelle sono persone normali, con i problemi di tutte le altre.

Anzi, una modella spesso ha ancora più senso critico verso se stessa, proprio perché posta sempre dinnanzi all’archetipo della perfezione

Io ho sempre lavorato tanto su me stessa, ritengo che la salute –anche mentale- giochi un aspetto importante anche nella manifestazione della bellezza fisica. Per questo seguo un regime alimentare disciplinato, mi alleno la mattina presto, prima di andare al lavoro.

Hai mai pensato di fare l’attrice? Proprio per questo tuo talento espressivo
A dire il vero mi piacerebbe molto. Sul set sono abituata a dare tutto e il cinema è un ambito in cui vorrei cimentarmi.

Da quanto sei in Italia?
Sono arrivata la prima volta a 16 anni, ma mi sono fermata definitivamente 13 anni fa. 

E’ qui che hai conosciuto tuo marito, Giovanni Bozzetti? (ex assessore alla moda del Comune di Milano e Regione Lombardia, docente e imprenditore, ndr)
Sì, alcuni amici comuni ci hanno invitato a cena e abbiamo scoperto una passione congiunta per gli Emirati. La cosa buffa è che non smettevamo più di parlare, passavamo intere serate a chiacchierare. Andavamo a cena e il ristorante ci rammentava che era giunto  l’orario di chiusura, perché non ci rendevamo conto delle ore trascorse. Dopo sei mesi dal nostro primo incontro mi ha fatto la proposta e ci siamo sposati in mezzo al deserto di Abu Dhabi.

Ora cosa sogni?
A parte il cinema, mi piacerebbe creare un luogo, un crocevia di incontro per tutte le donne che siano alla ricerca di un confronto, di un consiglio, di condivisione di esperienze. Su tutti i fronti: lavoro, sport, bellezza.

Vorrei ricordare alle donne quanto sono incredibili, eccezionali, camaleontiche, capaci di risollevarvi da qualsiasi prova. La donna è e sarà sempre il centro della società in quanto collante della famiglia, Il mondo ora ha più che mai bisogno d’amore e vorrei rammentare che noi donne lo abbiamo dentro, proprio perché chiamate a creare la vita. 

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