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Linus Sandgren, rude e surrealista, riporta il 35mm nel cinema

Con Babylon, il Direttore della fotografia torna ad usare la pellicola sul grande schermo

A cura di Anna Smith

Babylon, l’ultima creatura di Damien Chazelle è stato definito come un dramma audace, intenso e spesso brutalmente comico a proposito della storica transizione di Hollywood dall’era del cinema muto a quella del cinema sonoro alla fine degli anni Venti, ponendo al centro delle vicende le carriere di promettenti attori destinati a fallire miseramente al sorgere di questa grande rivoluzione sul grande schermo, oppure a brillare così forte da oscurare i colleghi meno fortunati. Il cast comprende Brad Pitt, Margot Robbie, Diego Calva, Jean Smart, Jovan Adepo e Li Jun Li, tutti prede di una Hollywood caotica e sfarzosa, a tratti crudele, in cui è necessario difendere con le unghie e con i denti la propria posizione, ma senza negarsi party da capogiro in ville in cui non mancano sostanze stupefacenti, alcol e una voglia irrefrenabile di mettersi nei guai.

La produzione Paramount Pictures, della durata di 183 minuti, è stata girata interamente su pellicola KODAK 35 mm e, grazie al genio del direttore della fotografia, Linus Sandgren, è stato possibile spingersi agli estremi dell’esposizione e dell’elaborazione per ottenere un risultato visivo impressionante e impressionistico. Infatti, regista e fotografo si sono trovati subito in accordo sull’aspetto estetico da voler dare al film: non volevano che sembrasse un film d’epoca, ma desideravano immagini caotiche, quasi ribelli, in cui doveva essere possibile sentire la grinta, il lato positivo e negativo di tutte le vicende che vedono protagonisti gli attori. Visivamente audace, con colori sgargianti e contrasti a tratti disturbanti. Un racconto onesto, ma accentuato per far notare ogni sfumatura di quel mondo. Alcune delle ispirazioni visive per il film, arrivano da pellicole che hanno fatto la storia del cinema, come La Dolce Vita (1961) di Federico Fellini, Nashville (1975) di Robert Altman, Il Padrino (1972) di Francis Ford Coppola e Boogie Nights (1997) di Paul Thomas Anderson.

Linus Sandgren

Linus Sandgren – Babylon (2022)

Per la parte principale della produzione, Sandgren ha scelto telecamere ARRICAM LT da 35 mm dotate di obiettivi Atlas Orion Anamorphic, obiettivi cinematografici robusti e ad altissime prestazioni, poiché sono nitidi fino ai bordi e anche sui primari grandangoli: questo ha reso possibile una definizione chiara di grandi panorami, senza renderli drammaticamente curvi. Hanno un ottimo effetto anche per i primi piani e hanno buona capacità per la messa a fuoco ravvicinata, permettendo così di  scattare con un 32 mm e di potersi avvicinare a pochi metri da un volto. Il pacchetto di riprese, fornito dalla Camtech di Los Angeles, comprendeva anche una cinepresa ARRIFLEX 435 da 35 mm più lenti sferiche, inquadratura in formato 1,33:1 e acquisizione su pellicola negativa in bianco e nero KODAK EASTMAN DOUBLE-X 5222 da 35 mm, per le sequenze in bianco e nero del film. Gli Orion Anamorphics personalizzati, la sovraesposizione della pellicola e il push-processing in laboratorio, hanno permesso di ottenere qualcosa di diverso in ogni inquadratura del film.

Sandgren afferma di aver adottato un approccio impressionistico anche per l’illuminazione dei set: le costruzioni sceniche sono state illuminate solo con apparecchi costruiti appositamente per apparire corretti all’epoca, mentre le location reali sono state illuminate in modo più naturalistico, ma sempre con l’intento di rappresentare le texture sudate e sporche.

Nel complesso, una pellicola rude, esplosiva, uno spettacolo folle che mostra senza alcun pudore il suo lato più osceno e sfavillante.

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