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LIGABUE – IL RICHIAMO DELLA MUSICA

A cura di Lorenza @lastanzettarosa

Luciano Ligabue, un nome e un destino, forse segnato proprio dalle iniziali doppie “LL” presenti in diversi e curiosi aneddoti nel suo ultimo libro. 

Molteplici segnali sparsi lungo il cammino rendono la musica per il Liga una vera e propria sirena dal cui costante richiamo verrà inesorabilmente ammaliato. I primi sessant’anni di vita umana e artistica, che in realtà sembrano cento, vengono narrati nella sua autobiografia in modo esemplare e autentico delineando personaggi e situazioni di un vero e proprio romanzo.

Il Liga cantautore, musicista, scrittore e regista. Una poliedricità che non toglie mai genuinità ad ogni suo lavoro.

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Luciano, la musica appare sin da subito nella tua storia. Il Foxtrot di Carpi, gestito dai tuoi genitori, il live di Lucio Dalla come primo concerto da spettatore e poi ancora il Tropical. Quanto ha influito tutto questo sul tuo futuro e sulle tue scelte?
“Non riesco a ricordare un periodo in cui non sia stato appassionato di canzoni”. Lo sono stato fin da piccolissimo con tutte quelle che circolavano negli anni Sessanta. Il fatto, poi, che mi sia visto “recapitare” musica in casa grazie a mio padre che gestiva locali, ha contribuito ad aumentare quella mia passione e, immagino, a segnare un po’ la mia strada.  

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Cosa vorresti dire oggi al Luciano adolescente che con la “Clarissa” (la prima chitarra regalata dal padre ndr) in mano scrive la sua prima canzone “Cento Lampioni” ?
Magari gli direi: Vai avanti così, a scrivere canzoni un po’ sbagliate che saranno una buona palestra. Prima o poi troverai il tuo stile e la tua voce e il premio sarà enorme.

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Il riferimento a “Subterranean Homesick Blues” di Bob Dylan in “Almeno Credo”, l’amicizia con Fernanda Pivano, delineano un Luciano molto legato alla beat-generation. Quali sono i tuoi libri del cuore?
Qui l’elenco si fa un po’ lungo. Diciamo che fra i primi che mi vengono in mente “On the road” senz’altro ma anche “Underworld” di De Lillo, “Lamento di Portnoy” di Roth, “Il sentiero dei nidi di ragno” di Calvino, “Febbre a ‘90” di Hornby, “Fight club” di Palahniuk e chissà cosa sto lasciando indietro. Fra i classici un passaggio epocale è stato sicuramente “Delitto e castigo”. “Ora sto leggendo “Filosofia della canzone moderna” di Dylan che è un saggio/romanzo/confessione davvero eccezionale”.

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Quanto invece ha influito “Altri libertini” di Pier Vittorio Tondelli, nella nascita di “Fuori e dentro il borgo” e del film “Radiofreccia” ?
”Altri libertini” rientra fra i libri fondamentali (mi era piaciuto tantissimo anche “Boccalone” di Palandri sempre in quel periodo) ma l’influenza più estesa di Tondelli deriva dal fatto che, essendo di Correggio pure lui,  “mi aveva dimostrato che quello che avevamo sotto il naso, nonostante potesse sembrare una realtà poco interessante, valeva la pena di essere raccontato”.  Quello che serviva era di vederlo con i propri occhi e scriverlo con la propria voce.

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François Truffaut sosteneva che le canzoni che ha amato di più erano le più stupide perché più vere. Quale tua canzone definiresti “stupida” ed ami?
”Stupida” è un aggettivo che non mi verrebbe da usare per canzoni verso le quali provo così tanto affetto”. Forse la prima che mi viene in mente ad essere un po’ “sciocchina” è “E” da “Miss Mondo”.

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Sempre Tondelli affermava che l’unica scrittura possibile era la cosiddetta “scrittura emotiva”, scrittura che è palpabile nelle tue canzoni e che in qualche modo con “la sfrontatezza e l’incoscienza di farlo” (cit) hai portato nella letteratura e nel cinema. Hai mai provato a far lo stesso in fotografia?
No, non ho gli strumenti per produrre lo stesso tasso di emozioni con la fotografia.

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Non ti chiedo bilanci e nemmeno di riassumere in un aggettivo la tua vita ma so che hai sempre amato la parola sogni. Quindi c’è un sogno nel cassetto che non hai ancora realizzato? E quali altri progetti per il futuro?
Non riesco a non avere i famigerati “sogni nel cassetto”. Variano, si moltiplicano, spariscono, riappaiono in forme diverse. E chi li tiene fermi?

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