L’arte può modellare la società e la politica? Secondo Joseph Beuys si! Lui diceva che l’arte fornisce alla società lo spazio che le serve per poter immaginare. E come tale, ha un potenziale pressoché illimitato.
Certo, non poteva prevedere che i social avrebbero sostanziato il suo desiderio, andando ben oltre pittura e scultura: di recente la vicepresidente della Commissione Europea Margaritis Schinas ha auspicato un “effetto Taylor Swift” alle prossime elezioni di giugno. Se è vero che la cantante ha convinto circa 35mila giovani a recarsi al voto solo tramite un appello Instagram., possiamo intuire la portata di un suo coinvolgimento massivo nella questione. Pare che il suo makeup –labbra rosse, eyeliner affilato, unghie couture- generi dipendenza…
Kim Kardashian è addirittura riuscita a modificare il genotipo femminile, dando la stura a una morfologia “jessica Rabbitiana” di seconda generazione. Chi non ricorda quando, con un post, riuscì a congelare gli account di mezzo mondo generando a Facebook una perdita di milioni in poche ore? 180 milion di followers pesano più del governo di uno Stato, attualmente. E anche là, si trattava di un messaggio strettamente connesso alle elezioni americane. Per tornare al di qua dell’Oceano, Euronews ci segnala che la Commissione europea starebbe pensando a ingaggiare artisti con forti community come i Maneskin, Rosalia e Stromae. Certo, qui si parla di pop star o socialite. Ma può essere fatto su ogni fronte artistico, come ci insegnò Cattelan con il suo dito medio alzato davanti alla Borsa di Milano.

Del resto il cambiamento, quando non è forzato dalla violenza, scaturisce da un pensiero creativo. Per cambiare bisogna saper immaginare qualcosa di diverso e scolpirlo nella coscienza, prima ancora che nel marmo.

