Segreti, Rivalità e Autenticità
La straordinaria vicenda de “Il Bacio davanti all’hotel De Ville” si svela come un affascinante intreccio di passioni e rivalità. Era l’anno 1950 quando il celebre fotografo francese Robert Doisneau, maestro della Fotografia umanista, catturò con maestria un istante di pura intensità: lo scatto iconico di una giovane coppia innamorata che si bacia lungo le caotiche strade di Parigi.
Ma ciò che inizialmente sembrava un momento rubato dalla vita quotidiana, nascondeva una storia ben più complessa. Doisneau, impegnato in un servizio fotografico per la prestigiosa rivista statunitense Life, aveva chiesto espressamente ai due giovani protagonisti, Françoise Bornet e Jacques Carteaud, di posare per lui. Quel bacio romantico non era dunque frutto del caso, ma della regia attenta del fotografo.
Tuttavia, solo nel 1992 la vera identità dei protagonisti venne finalmente svelata. In quell’anno, Denise e Jean-Louis Lavergne si presentarono alla televisione francese affermando di essere loro i veri protagonisti dell’immagine e accusando Doisneau di averli fotografati senza permesso. Il grande artista smentì immediatamente tali affermazioni, rivelando la verità dietro lo scatto. Fu così che Françoise Bornet, dopo quarant’anni dall’evento, tornò da Doisneau portando con sé la prova tangibile della sua partecipazione: una copia autografata della stampa originale, inviata dal fotografo pochi giorni dopo lo sviluppo.
La scoperta dell’autenticità dell’immagine di Françoise diede una svolta sorprendente a questa affascinante vicenda. Nel 2005, decise di mettere in vendita la sua copia autografata, che fu acquistata per la cifra incredibile di 155.000 €.
Robert Doisneau, figura di spicco della fotografia del Novecento, aveva una vita ricca di avventure e dedizione alla sua arte. Dopo aver studiato litografia all’école Estienne di Chantilly, iniziò la sua carriera come assistente di uno scultore presso le officine della Renault di Billancourt. Negli anni ’40, si distinse per il suo impegno nella Resistenza francese.
A partire dal 1945, iniziò a collaborare con Pierre Betz, editore del giornale Le Point, e dal 1946 divenne un fotografo indipendente per l’agenzia Rapho, con cui lavorò per oltre cinquant’anni. Nel 1947, ottenne il prestigioso Kodak Prize, che testimoniò il suo talento unico nel catturare le emozioni umane con la macchina fotografica.
Doisneau trascorse gli ultimi anni della sua vita a Montrouge, sobborgo a sud di Parigi, dove morì il 1° aprile 1994. Venne seppellito accanto alla tomba della sua amata moglie a Raizeux, in una commovente testimonianza del loro amore duraturo.
