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New Jackie di Gucci. Close up immagine di sfilata. Press Office Gucci.

La Hobo di Gucci: la zampata del Gattopardo

di Monica Camozzi

Il ritorno della Jackie è come il passo indimenticabile di un romanzo storico

A cura di Monica Camozzi

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi

La frase epica de Il Gattopardo si profila sulla meravigliosa anima del maschile Gucci, interpretato da Sabato De Sarno. Non a caso, Sabato, durante una recente intervista, si è riferito proprio alla difficoltà di uscire da schemi consolidati, dichiarando 

La gente dice di amare i cambiamenti, ma in realtà non li ama.

La Hobo, borsa di cui Jackie Kennedy acquistò 6 esemplari nel 64, e per questo battezzata con il suo nome,  è come una sintesi filosofica. Un filo invisibile che collega il drammaturgo Samuel Beckett, fotografato a santa Margherita nel 71 con la sua Jackie mollemente poggiata sulla spalla -a corredo di un maglioncino e di un paio di pantaloni con pinces- con  la regalità quotidiana delle nuove Hobo burgundy, verde acido, nere, compagne di couture coats densi come un abbraccio.

La Hobo, elemento atemporale 

Gucci la ripropone come elemento atemporale, capace di sfilare sulle autostrade del tempo come un treno attraverso i decenni, intatto nella sua perfezione estetica, modulare nel modo di adattarsi alle sensibilità”. Così l’esperto di moda Antonio Mancinelli, secondo il quale Sabato riprende alcuni stilemi di Tom Ford, dà per assodato il genderless che rappresenta sotto forma di mirroring uguale per lui e per lei, con minime variazioni. 

L’immagine di Beckett è depositaria di una visione, ormai acclarata anche al management di Gucci; e la parola ancora, onnipresente come un suffisso,  è un avverbio dal valore multiplo. Sognare ancora, ricordare ancora, volerne ancora. Una sostanza che attraversa il tempo come le parole imperiture del principe di Salina ne Il Gattopardo.

La zampata del Gattopardo: la nuova vita che nasce da antiche cellule 

Per generare una nuova vita ci vuole eredità cromosomica e Sabato De Sarno ha attinto al DNA di Gucci e al suo.
Voglio che la gente capisca la mia visione” dice De Sarno. Che non è l’effetto wow di facile e digitale  coloritura ma è un dipinto a olio che richiede passione, conoscenza della moda, anima.

La Hobo-Jackie è qui per dirci che il tempo è circolare, che ogni creativo porta un romanzo intero con parole che tutti conosciamo, solo messe in maniera diversa.
Se, come dicono i classici, la bellezza è equilibrio, sintesi senza eccessi roboanti, la abbiamo vista sfilare qualche giorno fa, capace di modulare la stessa alchimia senza distinzione di sesso.

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