Un’esplosione di energia e passione per il 75° Festival, dove la musica unisce le strade e il palco dell’Ariston
La prima serata del Festival di Sanremo 2025 ha visto l’arrivo di un ospite d’eccezione: Jovanotti, il cantautore che ha trasformato la città ligure in un palcoscenico a cielo aperto. Un vero e proprio ciclone che ha fatto esplodere di energia le strade di Sanremo, regalando una performance fuori dagli schemi. Accompagnato dalla leggendaria orchestra Rockin’1000, composta da mille musicisti, Jovanotti ha portato la sua musica nelle piazze, lungo il porto e perfino sui balconi delle abitazioni sanremesi, coinvolgendo il pubblico in un’esperienza multisensoriale.
Il suo ingresso è stato trionfale: con il brano L’ombelico del mondo, ha aperto le danze, per poi dirigersi verso il foyer del teatro, dove è stato accolto da dieci ballerini di Bollywood. L’atmosfera era già infuocata quando, con Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, ha animato il cuore del Teatro Ariston, prima di esibirsi con una selezione dei suoi successi più amati, come I love you baby, Fuorionda e A te, facendo cantare e ballare il pubblico all’unisono.
“Sanremo è una follia bellissima, è come Capodanno, Pasqua, Carnevale”, ha dichiarato Jovanotti, visibilmente emozionato, ringraziando i Rockin’1000 per aver contribuito a trasformare la serata in un evento memorabile. Il cantautore ha sottolineato la forza della musica, che va oltre le classifiche e le competizioni: “Sanremo è una festa della musica, unita dalla passione che ci lega, dalla musica che è vita”. La sua performance, quindi, non è stata solo uno spettacolo, ma un messaggio di unione e celebrazione dell’arte.
Un momento particolarmente toccante è stato quando Jovanotti, insieme al suo amico Gianmarco Tamberi, campione olimpico di salto in alto, ha letto un brano del filosofo Fausto Bolelli sul «slancio vitale», celebrando l’imperfezione e la bellezza di essere se stessi. Un inno alla forza interiore che ha scaldato i cuori di chi lo ascoltava. Ma la commozione è aumentata quando Carlo Conti e Jovanotti hanno ricordato Sammy Basso, il biologo di Asolo, scomparso a ottobre, che nel 2015 aveva conquistato il pubblico con il suo racconto sulla progeria, una malattia rara che provoca un invecchiamento precoce. “A lui piaceva molto venire sul palco con me”, ha detto Jovanotti, con occhi lucidi, ricordando un ragazzo che, nonostante la sua condizione, emanava una forza vitale incredibile.
La performance di Jovanotti si è conclusa con Un mondo a parte, un brano tratto dal suo ultimo album “Il corpo umano”, accompagnato dal virtuoso Dardust al pianoforte. Un finale emozionante, che ha coronato una serata straordinaria, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di assistervi. Jovanotti ha trasformato Sanremo in un palcoscenico globale, dove la musica non è solo intrattenimento, ma una forza che unisce, ispira e scuote l’anima. Il suo passaggio al Festival è stato un momento magico che ha reso la 75esima edizione ancora più memorabile.
Fotografie: Alex Fiumara per MANTIS MEDIA
