
a cura di Luca De Nardo
Jane Birkin, assoluta icona di bellezza, sensualità, trasgressione, altresì protagonista all’epoca di scandali è stata trovata ieri senza vita nella sua casa di Parigi.
Per chi non avesse memoria, Jane è probabilmente una delle donne che più ha rappresentato il periodo trasgressivo degli anni ’60 e ’70. Considerata una delle donne più belle del mondo, soprattutto per il suo volto considerato perfetto, Jane Birkin era soprattutto una donna, con tutte le sue paure e le sue insicurezze fisiche (racconta che per anni è andata a dormire truccata per impedire al suo primo marito John Barry di vederla a volto nudo).
Celebrità e scandalo, ha attratto ammirazione e critiche, in un susseguirsi di casi e scoop giornalistici.
Cantante, ma anche e soprattutto attrice di cinema e teatro, sceneggiatrice e regista. Non le è mancato nulla.
Molti la ricordano nei film La Piscina, Slogan, Non tutti ce l’hanno ma soprattutto Blow-Up di Antonioni.
Ma Jane Birkin è stata anche un’icona di stile. Il mondo della moda adorava la sua eleganza. Addirittura Hermes nel 1984 le dedicò la celebre borsa “Birkin Bag”, simboli del lusso dell’epoca.
Si racconta che nel 1981 su un volo Parigi-Londra Jane incontrò Jean Louis Dumas, il presidente della maison Hérmes, il quale le confidò la difficoltà di trovare una borsa che fosse allo stesso tempo pratica ed elegante.
Fu allora che i due immaginarono una borsa che ancora oggi è nelle liste d’attesa di tantissime donne.

La Birkin Bag di HERMES
Sono famosissime le sue foto di lei interprete della moda fine anni ’60 e inizi ’70, con i suoi immancabili minivestiti e minigonne, con il suo corpo androgino e snello e la sua immancabile borsa di vimini. Jane Birkin sarà una delle prime ad indossare la minigonna di Mary Quant, di cui vi abbiamo parlato un pò di tempo fa.
Ma forse, più di tutto, si ricorda Jane per la canzone Je t’aime… moi non plus, canzone scritta da Serge Gainsbourg e interpretata assieme a Joe Dallesandro.
La canzone fece enorme scandalo all’epoca (parliamo del 1969). Infatti Je t’aime… moi non plus è considerata uno dei primi branio a trattare il tema dell’erotismo in modo così esplicito, con i suoi sospiri (di Jane) e le sue parole, che descrivono l’atto sessuale tra un uomo e una donna, e, con passaggi come «Je vais et je viens entre tes reins» che hanno lasciato poco all’immaginazione. Tuttavia la canzone aveva un carattere malinconico e romantico, tipico esempio culturale della rivoluzione sessuale.
Ma come poter parlare di Jane senza citare Serge?
Si incontrano durante le riprese del film “Slogan” nel 1968. Per 12 anni vissero un amore potente, carnale e devastante, che ha segnato la storia e ancora oggi il loro ricordo assieme fa ancora sognare tutti gli amanti dell’amore con la A maiuscola.
Di Jane Birkin rimarrà tutto questo.
