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Riccardo Stellini

L’essenziale

A cura di Artemide De Blanc
Foto di Luca De Nardo

Quando fai a Riccardo Stellini la domanda di prammatica, “per te cos’è la bellezza”, la risposta arriva rapida. 

“Ciò a cui non puoi aggiungere nulla. Ce lo dimostra la natura: prendiamo un fiore. Racchiude in sé la massima complessità e l’essenzialità più pura. La bellezza è essenziale. Ed è necessaria”.

Al che tu capisci che uno dei luoghi comuni più micidiali è il falso mito del “bello e basta”. Riccardo lo stronca subito con una ridda di lavori, meditazioni artistiche sulla, poesie, rielaborazioni concettual-fotografiche della natura. 

Una ricerca personale che corre in parallelo a sorrisi smaglianti, lavori con brand di caratura internazionale, macchine da presa e percorsi cinematografici. 

Insomma, dietro la cortina fulgida di apparenza c’è un cuore artistico che batte! 

“Dopo le prime foto, a 18-20 anni, ho mollato tutto e sono andato in giro per il mondo spostandomi in nave, perché detesto gli aerei. E quella ricchezza ha germogliato dentro me. Tornato su Milano, a latere del mio lavoro, pulsava la voglia, anzi la necessità di esplorare l’arte”. 

Fotografi, dipingi, scrivi poesie… raccontaci un po’! 
L’estetica è qualcosa che coltivo da sempre. E la esploro con molteplici strumenti: ad esempio, con le parole, con quelle che chiamo le mie “poesiucole” e che ho pubblicato nel libricino “Pensieri” vado direttamente dove non riesco a entrare con la pittura. Ogni cosa mi porta a un’espressione estetica. Durante il lockdown ad esempio ho fatto una serie di foto, autoscatti e nature morte o immagini di oggetti, intitolandolo  “Sottomissione alla Quarantena”.

Perché sottomissione?
Perché esprimeva diversi stati d’animo: ero da solo in casa a Firenze, dapprima ho sostanziato il vuoto e la solitudine con nature morte, poi ho raggiunto la fase della consapevolezza, infine quella del panico. Io quando mi arrabbio sento il bisogno di strapparmi di dosso maglietta e scarpe, mi viene voglia di uscire dal corpo. E l’ho espresso in fotografia. Volevo rappresentare il concetto di una rinascita surrogata, non reale. 

Dicevi che il concetto di bellezza si esprime appieno in natura?
Si, la natura ci riporta all’essenziale. Anche qui ho voluto dare la mia interpretazione nella mia prima serie artistica, intitolata  “Nuova Natura Contemporanea”. Ovvero, la natura riletta con codice umano. Mi hanno dato del presuntuoso (ride, ndr) ma ognuno propone la sua visione delle cose. In fondo la natura ci porta a entrare nel silenzio interiore, giocando con la forza dell’impressione visiva. Mi affascinano la metafisica  di De Chirico, la fantasia senza tempo di Rothko, l’intimismo estetico di Richard Long.

E le poesie?
Beh quelle incarnano la mia essenza. Le parole ti portano esattamente dove vuoi andare. 

Sull’estetica erotica cosa mi dici?
Dico che l’erotismo per sua natura necessita di estetica, contrariamente al sesso che non la contempla. Eros vive solo se c’è Estetica vicino. 

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