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Intervista a Franz

Ci serve un corto circuito

A cura di Artemide De Blanc

“La risata tecnicamente è un tilt del fisico. Per piangere hai bisogno di un lasso di tempo mentre lo scoppio di ilarità è una sorta di corto circuito, una reazione emotiva improvvisa. Ci sono cose che la scatenano immediatamente: un uomo che va contro un palo, ad esempio”. Oppure la Panchina. Quella dove il “provocatore tonto”, Francesco Villa, arriva per irrompere nella tranquillità -china sul giornale- di Ale e invaderla di luoghi comuni, divagazioni, domande apparentemente senza senso. Insomma, il classico “disturbatore” davanti al quale sorridiamo un po’ ebeti mentre vorremmo mandarlo a quel paese e riprendere a leggere. “L’ilarità viene scatenata quando ti identifichi. La panchina è un’esasperazione della realtà che un po’ tutti viviamo. Ale dà voce alle cose che tutti vorremmo dire! E nell’identificazione nasce la gag”. Lo disturbiamo in piena Pasqua, mentre porta in giro colombe insieme a Ale per una Onlus.

Francesco Franz, cosa state combinando di bello?
In questi due anni difficili abbiamo cercato di portare leggerezza, che non è mai superficialità. Significa regalare alle persone uno stacco necessario, pur avendo consapevolezza dei problemi in modo rispettoso. Ad esempio quando siamo andati a Bergamo abbiamo ringraziato le persone per la dignità e per l’impegno dimostrato durante la pandemia. Quello del comico è un lavoro complesso, ci sono momenti dove la risata non può avere spazio. Ora c’è una ripresa, c’è il desiderio di tornare al teatro, di divertirsi un po’”.

Uno dei vostri ultimi paradossi è stato la tv del dolore. Adesso su cosa state lavorando?
Ecologia e salvaguardia ambientale. Ale è alla fermata dell’autobus. Un passante gli chiede un’informazione e iniziano a commentare quanta plastica ci sia in giro, quanto ci mette a essere smaltita, sempre con verve comica. Da lì inizia tutto.

Non avete mai preso di mira gli archetipi maschili e femminili come mai?
Ci riesce più facile prendere di mira il mutuo in banca. I problemi reali tradotti in parodia. Una volta ho provato a calarmi nei panni della Ferragni, con selfie e labbroni, ma non sapevo come rappresentare quel mondo. Meglio trovare spunti più fertili che si prestano a essere smontati e ribaltati.

Quanto vi somigliate davvero?  Tu lo svampito e Ale l’incazzoso?
Mah, un po’ ci auto rappresentiamo ma con questo non voglio dire che Ale sia una iena (ride). Certo, è uno con la risposta pronta! Rapido, geniale, incisivo, come sulla panchina!

Il tuo rapporto con le donne?
Della mia vita privata non parlo. È l’unica sfera che proteggo, che tengo per me. Però adesso che mi ci fai pensare quella con Ale è la relazione più durevole della mia vita….sono 27 anni esatti. L’amore è cosa seria. Infatti la canzone che più gli corrisponde è “Quando sarò capace di amare” di Giorgio Gaber. Io ci credo fermamente ed è lì che metto davvero in gioco i miei limiti.

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