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Il realismo fotografico di Marco Barberio: dipinti come istantanee

Il realismo fotografico di Marco Barberio: dipinti come istantanee

di Monica Camozzi

A metà luglio, l’hotel NH Hotel Carpegna Palace ha allestito una mostra d’arte che includeva mille opere, fra dipinti, poesie, elaborati in miscellanea. Un lavoro immenso, gestito da Michele Crocitto, con l’aiuto dell’artista Antonia Ciampi.

Nella vastità dell’esposizione, spiccavano i quadri di Marco Barberio, in arte Moz: realismo fotografico è quello che potremmo dire per definirli al meglio. Scene urbane, una New York affollata e affascinante. Una macchina sportiva sui declivi di San Francisco, terrazze metropolitane, taxi gialli sulla quinta Avenue.

Effettivamente, l’approccio “fotografico” di Marco viene definito da lui stesso “sampled realism”.

Profondamente influenzato dai graffiti americani e dalla pop art, questo artista di Lamezia Terme associa l’amore per le nuove tecnologie e la passione per l’espressione creativa.

Il realismo fotografico di Marco Barberio: dipinti come istantanee

Agli albori della sua carriera, fonda una web company con il ruolo di direttore artistico, fondendo la sua sensibilità artistica con il nascente mondo digitale.

I frequenti viaggi negli USA rendono manifesta la sua naturale attitudine a dipingere paesaggi urbani come istantanee. Cambia ciò che sta alla punta estrema del braccio, un pennello, una bomboletta spray, un obiettivo: è l’occhio dell’artista a fare la differenza e a configurare la realtà.

Il realismo fotografico di Marco Barberio: dipinti come istantanee
Il realismo fotografico di Marco Barberio: dipinti come istantanee

L’equilibrio fra il realismo di un’istantanea e l’interpretazione pittorica

Marco Barberio armonizza magnificamente il realismo più puro con l’espressione concettuale mediata dalla percezione soggettiva: l’uso del colore è incisivo, onirico eppure affine a ciò che la retina legge ogni istante. L’alchimia cromatica è visibile soprattutto nelle opere che rappresentano città lagunari o paesi mediterranei, laddove i riflessi delle barche sono quasi tattili, immersivi, per potenza espressiva.

Si possono quasi ascoltare i crepitii delle persiane, la brezza, tanto quanto risultano catalizzanti le luci delle auto all’imbrunire, il vigore dei manifesti pubblicitari che si stagliano contro il cielo.

La tematica delle città, già affrontata nella mostra “Frammenti di realtà e visioni urbane”, ricorre in modo potente.

Il realismo fotografico di Marco Barberio: dipinti come istantanee

La tecnica consueta è improntata sugli stencil: il realismo viene definito campionato perché la semplificazione del colore permette una totale identificazione con l’era digitale, dove “tendiamo a sintetizzare un po’ tutto. Pensiamo alla musica. Quando noi ascoltiamo la musica dal vivo, la percepiamo come un’onda, una curva continua, piena di infinite informazioni. Per potere essere ascoltata in un dispositivo digitale deve essere campionata, anche se il nostro udito non lo percepisce. Con i miei dipinti io semplifico le immagini, campionandole e per questo mi proietto nella contemporaneità”.

Mind Breath: approccio fotografico anche al ritratto

Un’opera del 2021 potrebbe essere assimilata a una fotografia glamour: una donna, coperta dai capelli lisci e neri, immersa nel buio dello sfondo che lascia scaturire solo la nudità di gambe e braccia. Un acrilico su tela altamente emozionale, come del resto sono le sue “onde”: flutti e spuma riprodotti talmente bene da risultare una sinestesia. Come un close up, da cui scaturisce il respiro del mare.

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