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Il genio dietro “Dune”: Greig Fraser svela i segreti della fotografia

di Anna Smith

Riflessioni epiche sullo schermo: come “Dune” ha conquistato il cinema

A cura di Anna Smith

Semplicità e profondità: la formula vincente di Fraser e il regista Villeneuve

Tutto il mondo sta fremendo per l’uscita di Dune – parte 2 in Italia. In attesa del 28 febbraio 2024, esploriamo insieme le sfaccettature meravigliose della fotografia del film. Infatti, nel mondo affascinante di “Dune“, il direttore della fotografia Greig Fraser si pone come un pilastro fondamentale dietro le quinte, rivelando i segreti e le sfide affrontate durante la creazione di un capolavoro visivo. In un’intervista esclusiva al podcast Filmmaker Toolkit,

Fraser getta luce sul suo profondo amore per il progetto e svela come la sua collaborazione con il regista Denis Villeneuve abbia plasmato l’epica narrazione che ha catturato l’immaginazione di milioni di spettatori in tutto il mondo.

Affrontando la titanica impresa di portare “Dune” sul grande schermo, Fraser e Villeneuve si sono confrontati con l’enorme eredità letteraria di Frank Herbert e la sfida di trasporre un universo tanto vasto quanto complesso in una singola pellicola. Tuttavia, anziché farsi intimidire dalle dimensioni della storia, il duo ha abbracciato l’opportunità di trasformare “Dune” in un’esperienza cinematografica senza precedenti.

La collaborazione tra Fraser e Villeneuve è stata un viaggio verso la creazione di un mondo immersivo che cattura l’essenza stessa di Arrakis, il pianeta desertico immaginario. Attraverso l’utilizzo innovativo della tecnologia IMAX e la magnificenza dei paesaggi giordani, hanno plasmato uno spettacolo visivo che trascina gli spettatori in un’avventura epica.

Il segreto del loro successo? Una semplicità sorprendente.

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Fraser sottolinea l’importanza di composizioni pulite e illuminazione delicata, che servono a concentrare l’attenzione dello spettatore sui personaggi e sulle loro relazioni. Questa scelta estetica non solo ha contribuito a immergere il pubblico nella trama, ma ha anche conferito al mondo di “Dune” una familiarità che lo rende stranamente intimo nonostante la sua dimensione epica.

Intrigantemente, Fraser rivela che non c’è stata alcuna ricerca deliberata di riferimenti cinematografici specifici durante la creazione delle inquadrature. Piuttosto, l’obiettivo era tradurre la visione di Villeneuve in un linguaggio visivo unico, attraverso una maestosa combinazione di composizione e colore che catturasse l’essenza stessa di Arrakis.

La decisione di mantenere una coerenza tonale ha dimostrato di essere una mossa audace, ma vincente. Questo approccio ha permesso a “Dune” di trasformarsi in un’esperienza cinematografica immersiva, caratterizzata da momenti visivi indimenticabili che si fondono per creare un mondo straordinario e avvincente.

Il lavoro di Fraser e Villeneuve su “Dune” non solo ha conquistato il cinema, ma ha anche ridefinito il concetto stesso di epicità cinematografica.

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