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Il fenomeno Taylor Swift dal country al potere mediatico globale

by Matteo Muzio

La ragazzina del Tennessee, che cominciò a scrivere canzoni in cameretta, ora è corteggiatissima dalla politica su scala globale

A cura di Matteo Muzio

C’era una volta, non troppi anni fa, una ragazzina bionda che componeva canzoni nella sua casa di West Reading, in Pennsylvania. Sostenuta dai genitori, a quattordici anni chiede loro di trasferirsi a Nashville, per poter perseguire un sogno. Taylor Swift però non è diventata soltanto come la sua musa Shania Twain, un’icona del country, ma è diventata una potenza che smuove non solo i fan, ma anche l’economia. Tanto da essere temuta persino dalla politica.

Andiamo con ordine. Sembra sorprendente che questa figura esile con l’aspetto da “Miss Americana”, per citare un documentario su Netflix che ritrae la prima parte della sua carriera, sia diventata una figura temuta e corteggiata persino dal presidente degli Stati Uniti. Una ragazzina che quasi appare stereotipica nella sua incarnazione dell’americanità bianca, con tanto di sogno nel cassetto: cantare le sue canzoni di fronte a un pubblico sempre più grande.

Dopo una prima fase dove si trasferisce a Nashville insieme ai suoi genitori per diventare una stella del country, passa al pop nel 2014 per aumentare il suo appeal presso il grande pubblico. Attraversa nel 2017 una fase dove viene messa in discussione la sua autenticità e cala la sua reputazione, grazie a una “shitstorm” digitale innescata dal musicista e rapper Kanye West, all’epoca sposato con l’influencer Kim Kardashian, che la ritiene “colpevole” di aver sfruttato un episodio agli Mtv Music Awards del 2009 quando West la accusava di aver “rubato” il titolo di miglior video musicale a Beyoncé.

Swift sembra accusare il colpo, ma si riprende nel 2018 con un album dal titolo “Reputation”.
Proprio in quel momento fa sentire la sua voce per la prima volta anche in un ambito da cui si era tenuta lontana, la politica. E lo fa a modo suo, schierandosi sì, ma soprattutto per affermare i valori dell’inclusività, dell’accettazione di sé e dell’antirazzismo, sostenendo le istanze del movimento “Black Lives Matter”.

Nell’anno appena trascorso però ha anche impattato l’economia americana grazie all’Eras Tour, un tour che negli Stati Uniti ha fatto cinquantatré date in cinque mesi.

I dati forniti dalla società di ricerca QuestionPro, infatti, stimano che il tour dovrebbe ottenere un incasso pari a 2,2 miliardi in vendite di biglietti in Nord America e che potrebbe generare una spesa di 4,6 miliardi di dollari per i consumatori statunitensi. Secondo Hits Daily Double, invece, gli Swifties (i fan della cantautrice) hanno speso circa 1500 dollari ciascuno in hotel, viaggi, cibo e abbigliamento, per ogni 100 dollari spesi per i biglietti del concerto. A Glendale, per esempio, il tour ha contribuito a generare più entrate locali di quante ne abbia fatte il Super Bowl a febbraio. La Las Vegas Convention and Visitors Authority ha persino attribuito al tour di Swift il merito di aver contribuito a ripristinare il turismo ai livelli pre-COVID.

L’effetto positivo non si limita solo alla sfera economica. Nel mese di agosto, infatti, Swift ha destinato generosamente 100.000 dollari di bonus ai camionisti del suo tour e ha fatto donazioni alle banche alimentari delle città in cui si è esibita. La Second Harvest of Silicon Valley, una banca alimentare che serve principalmente le contee di San Mateo e Santa Clara, ha ricevuto una significativa donazione da Swift, per contribuire a soddisfare il bisogno alimentare che è pari al picco pandemico.

Il suo influsso ha condizionato anche altri eventi. Lo scorso 24 settembre, Taylor ha fatto una sorprendente apparizione a una partita dei Kansas City Chiefs, ospite del giocatore di football Travis Kelce, attualmente suo partner e l’impatto è stato impressionante. Fanatics, il principale rivenditore della NFL, ha dichiarato un aumento del 400% nelle vendite delle maglie di Kelce, solo nella giornata di domenica. Negli ultimi anni, la NFL ha lavorato duramente per espandere il proprio mercato all’estero, specialmente in Europa. Poi Taylor Swift fa un’apparizione ad una partita dei Kansas City Chiefs e Kelce viene catapultato tra le maglie più popolari in vendita, passando dal non essere tra le prime 10, alle prime 5.

Anche la politica è gelosa di questo seguito: i commentatori politici si chiedono se, come nel 2020, sceglierà di sostenere uno dei due candidati presidente, spostando un numero sufficiente di persone per farlo vincere.
Anche l’Unione Europea sembra intenzionata a voler usare il suo potere mediatico per potenziare l’affluenza alle elezioni del prossimo giugno e battere così un astensionismo che su scala continentale supera il 50%.

Swift però ci tiene a far sapere che per quanto le stiano a cuore certe battaglie, tra cui appunto la lotta contro l’astensionismo (Grazie a una sua stories su Instagram, negli Stati Uniti si sono registrate per votare circa 65mila persone in un solo giorno), rimane sempre concentrata sul fare musica sempre più ad alto livello, con riferimenti sempre più ricercati. Sono dunque lontani i tempi di “Shake it Off” e sempre più vicini quella della maturità artistica, che nel suo caso corrispondono a un’influenza massiccia di ciò che avviene nel mondo.

CREDITS
Fotografi: Angela George, Eva Rinaldi, Paolo V

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