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I cinquant’anni di Kate Moss, eterna icona di stile

A cura di Matteo Muzio

L’ex top model britannica che ha segnato un epoca negli anni ’90 con il suo aspetto non convenzionale e con il suo comportamento spesso sopra le righe oggi ha scelto una vita più tranquilla.

Il suo look però ha segnato un prima e un dopo come pochissime altre.

Per chi fa la modella certamente l’aspetto fisico è importante. La bellezza, unita all’eleganza e all’attitudine, sono elementi indispensabili per avere una bella carriera e ottenere la fama. Soltanto pochissime però diventano delle icone. Perché per ottenere questo status che certifica l’immortalità nell’immaginario collettivo, bisogna essere figure di rottura. Segnare un prima e un dopo. Ed è proprio quello che ha fatto Kate Moss, che il 16 gennaio compie 50 anni. Britannica di Croydon, quartiere della zona Sud di Londra, nonostante le origini di classe media, essendo figlia di un dipendente di una nota compagnia aerea, nel 1988 fa scalo all’aeroporto Jfk di New York e viene notata da Sarah Doukas, fondatrice dell’agenzia di moda Storm Management. Da lì comincia la sua ascesa.

Anche se il suo fisico, all’epoca, era totalmente difforme rispetto agli standard. Si racconta che una volta lo stilista Gianni Versace avesse sussurrato alla sorella Donatella:

Perché dovrei fare sfilare una persona alta come te?

Già, perché Kate era alta solo un metro e 70, in un’epoca in cui, le top model, erano donne molto alte come Eva Herzigova, Naomi Campbell e Linda Evangelista. La giovane modella, poi, non aveva un aspetto formoso come loro. Anzi, oggi la definiremmo “skinny”. Coglieva però quello che era un cambiamento della società globale. Dai goderecci e pasciuti anni ’80 si cominciava a passare verso gli inquieti anni ’90, periodo di transizione verso il mondo ignoto che apriva l’avvento della rete Internet. E l’aspetto di Kate ricordava in un certo modo il grunge, il movimento esistenzialista basato a Seattle che avrebbe generato un trend estetico globale grazie al look di Kurt Cobain, leader del gruppo rock dei Nirvana, noto per la sua trasandatezza e il suo volto emaciato. Proprio come quello di Kate, che dopo le prime esperienze avrebbe conquistato decine di copertine nel corso degli ultimi anni del Novecento, diventando, dopo un famosa campagna per Calvin Klein nel 1996, il simbolo di uno stile, quello cosiddetto “heroin chic”.

I grandi occhi della modella sul suo volto magro sembravano infatti quelli di una persona tossicodipendente, tanto che persino l’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton si sarebbe scagliato perché giudicato “un cattivo esempio” per molte giovani. Così come la sua magrezza, che la rendeva una favorita di molti stilisti per la versatilità con cui riusciva a indossare innumerevoli modelli, la resero sospetta agli di chi la accusava non solo di essere anoressica, ma di promuovere scelte alimentari sbagliate in chi la vedeva come un modello di bellezza inarrivabile. Anni dopo, nel novembre 2009, sarebbe finita nell’occhio del ciclone per una frase che oggi sembra impronunciabile:

Niente ha un gusto più bello che sentirsi magre.

Non sarebbe stata questa la maggior controversia della sua carriera: nel 2005 la copertina del tabloid inglese The Sun la ritraeva mentre, apparentemente, stava facendo uso di cocaina e il titolo non le lasciava scampo, definendola “Cocaine Kate”. Sembrava che la sua carriera fosse finita, alcuni brand come Burberry e Chanel la mollarono, ma lei si scusò senza però ammettere di aver consumato sostanze illecite.

La sua tenacia gli diede ragione: la copertina incriminante, uscita nel mese di settembre 2005, venne superata da quella del prestigioso bimestrale W a novembre 2005. Dior, a differenza di altri, la mantenne come proprio volto e lo stilista Alexander McQueen, nel marzo 2006, dopo una sfilata si fece vedere con una t-shirt con su scritto “Ti amiamo Kate”. Non si poteva cancellare così facilmente un’icona, nemmeno quando anche in altri episodi aveva dato segno di scarsa temperanza: un esempio per tutti, quando nel 2015 venne allontanata da un volo EasyJet per il suo comportamento “distruttivo”. Oggi però Kate è una donna diversa: nel 2022 ha abbandonato la vita londinese, vendendo la sua residenza di Camden, già appartenuta al poeta Samuel Coleridge, per trasferirsi nella campagna dei Cotswolds, nell’Oxfordshire, dove cura una linea di prodotti naturali dal nome inequivocabile, Cosmoss.

Anche se, il suo compleanno, verrà celebrato in grande stile, nell’iperesclusiva isola caraibica di Mustique. Perché come cantava Stromae nel 2013

forse soltanto Kate Moss è eterna.

La sua icona senz’altro lo è.

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