Home Art & StyleCinema e Teatro Giampiero Ingrassia e la BSMT di Bologna: 30 anni di musical e successi
Giampiero Ingrassia e la BSMT di Bologna: 30 anni di musical e successi - Giampiero Ingrassia, Hawna Farrell e Giuseppe Lombardo.

Giampiero Ingrassia e la BSMT di Bologna: 30 anni di musical e successi

Intervista esclusiva a Giampiero Ingrassia: riflessioni e ricordi di una carriera nel musical e lo spettacolo OUR TIME al Teatro Duse di Bologna.

A cura di Tobia Dell’Olio
Foto di Giulia Marangoni

C’è un tempo per ogni cosa e quest’anno è il tempo dei festeggiamenti per la Bernstein School of Musical Theater di Bologna che trent’anni fa, grazie all’intuizione e alle competenze di Shawna Farrell, Direttrice dell’Accademia, e del marito Giuseppe Lombardo, iniziava la sua attività dedicata ad allievi che volevano e vogliono entrare nel mondo delle arti performative, aprendo la strada a un genere fino ad allora praticamente sconosciuto nel nostro Paese: il musical.

In 30 anni ha lanciato 700 perfomer nel mondo dell’entertainment tra cui gli Oblivion, tra i primi allievi della scuola. Sabato 15 giugno al Teatro Duse di Bologna la BSMT porterà in scena lo spettacolo OUR TIME, una carrellata di esibizioni con protagonisti ex allievi e guest tra cui Giampiero Ingrassia che interpreterà un brano tratto dal musical “Big Fish” e condividerà il palco con la figlia Rebecca, allieva dell’Accademia.

Performer e padre in questa occasione
Sì, due ruoli molto forti devo dire, un legame strettissimo con la BSMT e ovviamente d’amore, unico, ricco, intenso, con mia figlia Rebecca. Il 15 si intrecceranno grazie a “Big Fish”, un musical che avevo portato in scena molti anni e di cui canterò la canzone finale, ma soprattutto una storia (il padre racconta al figlio in modo fantasioso la sua vita che poi si rivelerà vera anche se estrema) che in fondo un po’ ripercorre la mia.

Quindi hai raccontato molto a tua figlia del tuo lavoro
Non solo del mio ma anche quello di mio padre (Ciccio Ingrassia). Ma oltre ad averlo raccontato l’ha molto vissuto tra set di film, palchi, teatri, cene, prove, incontri, feste. Quindi la BSMT praticamente mi concede di passarle il testimone emozionale e generazionale, anche perché è la migliore in Italia, la più longeva. L’ha scelta lei ed è ovvio che le ho dato la mia benedizione ma devo dirlo: è brava, soprattutto perché ha passione.

Il musical soprattutto vi lega
Il musical ormai è sdoganato, io iniziai quando le scuole non esistevano e non ci credeva nessuno. Ho fatto il laboratorio di Gigi Proietti, nel 1983, e lui voleva che cantassimo e quindi ci aveva visto lungo. In fondo è stata una forma primordiale, nessuno lo faceva. Ed evidentemente le ho trasmesso questa “forza” teatrale.

Su che palcoscenici ti ritroviamo?
Su quelli di tutt’Italia da novembre grazie a “La strana coppia” con Gianluca Guidi e poi a marzo debutto con Marianella Bargilli in “Ti ho sposato per allegria”, una commedia degli anni ‘60, tratta da un libro di Natalia Ginzburg e anche una versione cinematografica con Monica Vitti, Giorgio Albertazzi e la regia di Luciano Salce. Insomma dei bei precedenti!

Non sei attirato dal cinema o dalle serie tv?
Ma certo e li farei per aumentare il potere teatrale. I palcoscenici mi impegnano molto, sia quelli di prosa che di musical, e sono sicuro che una eco del grande e del piccolo schermo aiuterebbe.

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