Vassilis Pitoulis: l’eleganza, il coraggio e la libertà della fotografia femminile
Vassilis Pitoulis è un fotografo greco nato e cresciuto a Bologna, Italia. La sua carriera fotografica ha avuto inizio negli anni ’80, quando, da giovane a Parigi, ha iniziato a sperimentare con la fotografia di moda. Sebbene inizialmente non si sia dedicato pienamente all’arte a causa di impegni familiari, è stato dopo un grave problema di salute che ha deciso di abbandonare tutto per dedicarsi completamente alla fotografia di moda e nudo. Le sue opere, principalmente in bianco e nero, sono un perfetto gioco di luci e ombre, dove l’espressione è centrale. La figura femminile è la sua principale fonte d’ispirazione. Le sue modelle sono eleganti, bellissime, ma anche coraggiose e audaci: non c’è nulla che non possano fare. Libere di esprimere la loro femminilità senza limiti, spesso partecipano con ironia e gioco a una visione della realtà interpretata dal fotografo. Il lavoro di Vassilis Pitoulis è spesso protagonista su copertine di riviste e sui social media, dove raccoglie ogni giorno migliaia di follower e attenzione. La sua ambizione lo porta a viaggiare in tutto il mondo, alla ricerca incessante di nuove idee e ispirazioni da catturare attraverso il suo obiettivo
1. Come è iniziata la tua passione per la fotografia?
La mia prima macchina fotografica mi è stata regalata quando avevo 11 o 12 anni. A quell’età, credo che mi divertissi semplicemente a guardare attraverso l’obiettivo e a inquadrare qualsiasi cosa catturasse il mio interesse. A 16 anni, ho iniziato a fotografare le mie amiche e le fidanzate. Il corpo femminile è stato ciò che ha attirato completamente la mia attenzione.
2. Cos’è per te la fotografia? Una forma d’arte o un linguaggio?
Penso che sia una forma di linguaggio che a volte può essere tradotta in arte.
3. Quando scatti una foto, prevale l’emozione o la tecnica?
Nel momento esatto dello scatto, prevale l’emozione. Se faccio delle regolazioni tecniche, succede forse in modo inconscio, istintivo. È il momento della magia, e meno ci pensi, meglio viene.





4. Hai dei nuovi progetti su cui stai lavorando?
Non lavoro seguendo un’agenda. La mia fotografia non risponde a una serie di progetti organizzati con scadenze e obiettivi. Mi piace essere il più libera possibile e tendo a improvvisare molto. In questo momento sto scattando in Grecia, in uno dei miei posti preferiti vicino al mare.
5. Ci sono artisti nel mondo della fotografia che ti ispirano?
Certo, i grandi maestri come Cartier-Bresson, Robert Capa, Alex Majoli, Richard Avedon, Sebastião Salgado…






6. Si dice che non bisogna conoscere le caratteristiche della macchina fotografica, ma solo le sue limitazioni, è vero?
Non sono una fotografa tecnica, quindi non mi preoccupo delle limitazioni tecniche. Sì, uso sempre l’attrezzatura migliore che posso permettermi, ma quelli sono solo i miei strumenti. È quello che faccio con loro, come li utilizzo, che fa la differenza. In ogni caso, la mia fotografia non cerca di trasmettere qualità tecniche, si tratta di creare emozione.
7. Quali caratteristiche cerchi in un soggetto da fotografare? E come scegli un soggetto piuttosto che un altro?
I miei soggetti sono spesso giovani e belle, alte e snelle. Apprezzo i modelli con un linguaggio corporeo ricco e un’intensità nell’espressione facciale. Tuttavia, ci sono altri aspetti che apprezzo molto e che hanno poco a che fare con l’aspetto fisico; sono sempre attratta da una personalità forte, da un atteggiamento provocatorio in un aspetto non convenzionale. Allo stesso modo, apprezzo molto un atteggiamento aperto e la versatilità di adattarsi a ambienti improvvisati e, molto spesso, non convenzionali.








8. Da dove prendi ispirazione per i tuoi scatti?
L’ispirazione accade e spesso è difficile tracciare la sua origine esatta. Ha molto a che fare con la semplice immaginazione. A volte può essere innescata da un dipinto, un film, un libro, un sogno…?
9. Cosa pensi del futuro della fotografia?
Non sono molto ottimista riguardo al futuro della fotografia. C’è una grande sfida imposta dall’intelligenza artificiale, che crea un mondo parallelo falso. Spero che noi esseri umani saremo in grado di distinguere l’uno dall’altro e di riconoscere il valore insostituibile delle creazioni umane genuine.
