A cura di Monica Landro
Giunge al suo venticinquesimo anniversario La Milanesiana, un evento straordinario nato dalla mente e dalla direzione di Elisabetta Sgarbi, figura poliedrica nel panorama culturale italiano. Nota soprattutto per questo il prestigioso festival che si tiene ogni estate, oltre alla sua attività nell’ambito culturale, Elisabetta Sgarbi è anche scrittrice e ha collaborato con varie riviste e testate giornalistiche italiane.
Dal 20 maggio fino al 9 agosto, questa celebrazione attraverserà 25 città per concludersi a St. Moritz, in Svizzera. La Milanesiana è una fusione unica di Letteratura, Musica, Cinema, Scienza, Arte, Filosofia, Teatro, Diritto, Economia, Sport e Fumetto.

Ogni anno, La Milanesiana si concentra su un tema centrale che permea l’intero programma. Quest’anno, il filo conduttore sarà LA TIMIDEZZA (e i suoi opposti), esplorando l’arte di osservare e ascoltare il mondo e le vite degli altri. In un’epoca in cui siamo spesso immersi in un vortice di attività e stimoli, rischiamo di perdere di vista ciò che realmente conta. Il tema della timidezza, insieme ai suoi opposti, come l’istrionismo e l’estroversione, ci invita a riflettere sulla ricerca della pace in un mondo segnato dalle guerre, uno dei principali temi di questa edizione.
L’abbiamo incontrata per parlare di questa attività così completa e stimolante in ogni campo culturale.

In una società dove la spavalderia e la spudoratezza dominano e ottengono anche riscontri, come ha scelto il tema della timidezza e quali messaggi o riflessioni sperate di trasmettere?
La Timidezza è una caratteristica che mi appartiene, come mi appartiene lo sforzo per superarla. Ma è, in generale, una qualità che assume sfumature molto diverse, ma che comunque offre una chiave per interpretare il mondo. Un tema solo apparentemente intimo, se confrontato con il rumore infernale del mondo intorno a noi, alle guerre che sempre più si stanno avvicinando a noi, anzi sono già qui con noi.
Ma solo apparentemente, dicevo: la Timidezza è un modo di guardare il mondo considerando anche i mondi degli altri. Anzi, soprattutto considerando i mondi degli altri.
La Timidezza è anzitutto ascolto, e ama la pace, questo termine che davamo per scontato, ma che ora assomiglia a una chimera.
Non posso, tuttavia, nascondere la fascinazione per i contrari della Timidezza, per l’istrionismo e l’estroversione che mi appartengono meno, ma di cui avverto egualmente la bellezza.

La Milanesiana copre una vastissima gamma di discipline artistiche, da letteratura e musica a cinema, arte e filosofia. Tantissimi personaggi di fama nazionale ed internazionale ne prendono parte: come sceglie gli ospiti da invitare?
La Milanesiana inizia il 20 maggio con la presenza di Anne Carson, la grande poetessa e saggista canadese, che manca da moltissimi anni in Italia. La sua “Autobiografia del rosso” è un classico, un romanzo in versi, ispirato alla mitologia, che ha al centro un ragazzo introverso, abusato, innamorato. Un romanzo che compie 25 anni, e che da 25 anni continua a parlarci. Ad Anne Carson – la cui presenza alla Milanesiana rincorro da 25 anni, appunto – e a Gerione, protagonista di “Autobiografia del rosso” – è idealmente dedicata la venticinquesima edizione della Milanesiana, nel venticinquesimo di Autobiografia del rosso. E Gerione, il protagonista di questo straordinario libro, è la sintesi perfetta tra la nostra attenzione per la Natura e il tema della Timidezza.
Si tratta di un grande Festival itinerante che coinvolgerà 25 città e si concluderà a St. Moritz in Svizzera, dando vita ad una espansione internazionale. C’è la volontà, in futuro, di espandere ulteriormente il festival a altre città d’Europa?
Siamo stati a Parigi, nelle scorse edizioni, quest’anno a Budapest con la mostra di Nino Migliori “Oltre lo specchio” e saremo a St. Moritz. La Milanesiana è un progetto per sua natura diffusivo. Cito sempre una frase non mia:
Le passioni non hanno finestre. La Milanesiana è frutto della mia passione e tende a non considerare limiti di tempo e geografici.

La Milanesiana ospita ogni anno una serie di mostre d’arte: cosa ci racconta di quelle di quest’anno? Art&Glamour è la prima rivista italiana che unisce erotismo, fotografia d’autore, arte e attualità, mettendo al centro il corpo per la sua capacità espressiva. Vede in qualcuno degli artisti che ha scelto quest’anno per le mostre un particolare interesse per il corpo umano?
Le mostre sono una parte essenziale, come lei giustamente rileva. Difficile fare una scelta, ma mi soffermo in particolare su Cosmo Sallustio, un pittore di cui per la prima volta viene fatta una mostra. Una vera e propria scoperta. Oli, chine, matite. In cui il corpo umano assume forme diverse, inquietanti, incombenti. Vi invito a scoprirlo. A Bergamo, presso la Galleria Ceribelli. È grazie alla cura di sua figlia, Monica, che ho scoperto questo straordinario artista. L’amore dei figli, a volte, può dare nuova vita alle persone.

La manifestazione ha anche un forte elemento educativo, con eventi adatti anche ai giovani. Come pensa che l’interazione con l’arte e la cultura possa influenzare le nuove generazioni? A un ragazzo delle scuole superiori quale autore in particolare consiglierebbe di venire ad ascoltare?
A un giovane non si danno consigli. Farebbe certamente il contrario. Io spero nella curiosità dei ragazzi. È una qualità straordinaria che li può portare molto lontano,
e soprattutto lontano da quello che io consiglierei. Io propongo ciò che amo. E quando vedo un ragazzo che scopre e apprezza uno scrittore o un musicista o un pittore che io amo, mi compiaccio. Ma consigli, cerco di non darne.

Come immagina il futuro della Milanesiana nei prossimi anni, anche tenendo conto dell’evoluzione tecnologia e dell’avvento dell’intelligenza artificiale?
All’intelligenza artificiale dedichiamo una sezione presso il Volvo Studio di Milano. Io la immagino così e sempre diversa. Così ma piena di idee nuove. Come l’indovinello della Nave di Teseo: via via che passava il tempo, venivano sostituiti tutti i pezzi che la compongono. E i filosofi discutevano: è la stessa Nave o una Nave nuova?
