Home EdizioneEd. 13 Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente
Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente

Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente

di Matteo Muzio

Intervista a Dana Taylor, che ha trasformato le sfide della pandemia in un percorso creativo tra caos e couture

A cura di Matteo Muzio

Ci sono alcune modelle che non sono come le altre. Hanno uno sguardo magnetico e un carisma naturale nel muoversi nello spazio, tanto che rimangono impresse nella memoria, anche se spesso nemmeno ci ricordiamo come si chiamano.

Dana Taylor è indubbiamente una di queste persone e ha sempre avuto questo come obiettivo nella vita, favorita in questo anche dal retroterra familiare che l’ha favorita in questa sua aspirazione.

Poi è arrivata una catastrofe globale e allora sono emerse tante insicurezze: sull’ambiente di lavoro, sulle amicizie, sull’effettiva libertà personale e sulle rinunce che comporta un lavoro del genere, quando viene svolto ai massimi livelli, sulle passerelle di tutto il mondo.

Quindi non si pensa più al glam, alle copertine su Vogue e Playboy, ma a trovare un senso alla propria vita. Taylor oggi ha trent’anni e davanti a sé ha una nuova carriera nel mondo dell’arte e della creatività.

Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente

Lei è cresciuta in una remota cittadina dell’Illinois. Perché ha sempre voluto fare la modella?
Mio padre era un fotografo e quindi è come se fossi nata per questo. Mi ha fatto fare delle piccole campagne pubblicitarie sin da quando ero molto piccola, ma crescendo non mi piaceva più farle e semplicemente andavo nel suo studio facendo un po’ di casino. Quando sono diventata un’adolescente, il mio interesse per la moda è rifiorito, anche se devo dire che mi è sempre piaciuto guardare le ragazze che si preparavano e tutto il procedimento che occorreva per creare l’immagine finale. Imploravo mio padre di farmi fare la modella, anche se lui sapeva bene quanto fosse duro quel mondo e mi ha fatto aspettare fino ai quindici anni per essere sicuro che fossi pronta. Così ho firmato il mio primo contratto e da lì è cominciato tutto.

Dopo tanti anni di lavoro, nel 2020 è arrivata la pandemia. Com’è stato il momento in cui si è resa conto che doveva dedicarsi ad altri progetti?
Quello è stato un attimo decisivo per me. Inizialmente molto duro da focalizzare. Avevo costruito la mia carriera di modella attraverso una serie infinita di passerelle, shooting e apparizioni. Tutto però sembrava incerto. Anziché intristirmi, ho deciso di vederla come una chance di crescita personale e di cambiamento.

Dovevo provare diversi progetti, che in parte mi intimorivano e in parte mi avrebbero liberata. Così ho deciso di cimentarmi con la creatività digitale.

Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente

Come mai ha scelto di chiamare questo percorso creativo “Chaos & Couture”?
Perché questi due termini descrivono al meglio sia la mia personalità che la mia vita: un mix di eleganza e di imprevedibilità. Ma anche eccentrica, una palla impazzita di energia.

Lei ha deciso di realizzare alcune creazioni usando l’arte digitale. Ha scelto così anche per essere più alla portata di tutte le tasche?
Certo, rendere il mio lavoro accessibili a tutti è un pezzo importante della mia idea di creatività digitale: vorrei abbattere le barriere e creare arte inclusiva per tutti, senza badare alla loro situazione finanziaria. Perché voglio ispirare il pubblico attraverso il mio lavoro rimuovendo le barriere che impediscono all’immaginazione di diffondersi.

Una delle sue opere del percorso “Chaos” è dedicata alla salute mentale: quant’è importante questo tema per una carriera nella moda?

Moltissime modelle, inclusa la sottoscritta, hanno affrontato problemi di salute mentale, ma spesso abbiamo dovuti tenerli nascosti.

Non si possono mostrare emozioni, quando devi lavorare: devi sempre essere pronta, perché sennò puoi fare arrabbiare qualcuno e perdere il lavoro. Sul set non hai voce in capitolo sul tuo outfit e così ti senti trattata come un manichino, così ti senti svalutata e non considerata un essere umano senziente.

Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente

Parlando di questo, un’altra immagine del suo percorso ritrae proprio la deumanizzazione nell’industria della moda. Crede che costituisca un grande problema anche oggi?
Certo, resta un immenso problema, anche se i media dicono il contrario. Se ci lavori, ti ci puoi scontrare ogni giorno. A quel punto sei tu a doverti difendere: quando ti capita una giornata orribile con un committente irrispettoso, devi porti la domanda se vuoi vivere altri giorni simili. Molte ragazze sono mandate verso degli indirizzi senza sapere cosa dovranno fare, e la cosa può distruggere i nervi. Poi subentra il timore di perdere il lavoro. Bisogna fidarsi del proprio agente e alzare la propria voce: la vita è una sola!

Andando avanti nel percorso “Chaos”, si vede come tutto questo ambiente la stava soffocando. Anche per questo ha deciso di rompere tutti i suoi contratti?
Sentivo che se non lo avessi fatto, la mia agenzia mi avrebbe frenato nel dire la storia così come volevo. Non volevo rischiare di farmi addolcire la pillola per non indispettire qualcuno.

Volevo dire la verità, anche se voleva dire rompere qualche relazione e far saltare qualche ponte.

Solo così potevo raccontare la storia senza censure.

Dana Taylor, dopo aver conquistato passerelle e copertine, si lancia in un originale percorso artistico per raccontare quel mondo opprimente

Adesso lei ha il pieno controllo del suo lavoro e anche della sua vita. Quanto le è costato ottenere tutto questo?
Non è stato difficile, ma mi sono presa dei rischi, ho messo in gioco la mia reputazione senza sapere se questo azzardo avrebbe funzionato. E invece la mia onestà è stata apprezzata.

Pensa di esplorare altre forme d’arte in futuro?
Come artista, penso di dovermi continuamente mettere in gioco per esplorare nuovi ambiti creativi. Se il mio percorso mi ha portato inizialmente alla creazione digitale, sono eccitata dal pensiero di cosa potrò fare prossimamente. Desidero crescere, per poter esplorare nuove strade e ispirare anche altre persone.

In copertina: Dana Taylor

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5