Home Art & StyleArte “Breasts”, quando l’arte esalta il seno femminile – Venezia, fino al 24/11/2024
“BREASTS”, QUANDO L’ARTE ESALTA IL SENO FEMMINILE – VENEZIA, FINO AL 24/11/2024 - Autoritratto di Cindy Sherman

“Breasts”, quando l’arte esalta il seno femminile – Venezia, fino al 24/11/2024

di Matteo Muzio

Fino al 24 novembre a Palazzo Franchetti la mostra che parla di come le “tette” siano state state raffigurate dal Quattrocento a oggi

A cura di Matteo Muzio

Non c’è parte del corpo femminile che sia più ammirata del seno.

Per ragioni estetiche, di desiderio e in alcuni casi persino per motivi misteriosi. Come dimenticare la famosa foto scattata a Sophia Loren nel 1957 mentre lancia uno strano sguardo a Jane Maynsfield mentre mette in mostra il suo decolleté.

In un’epoca in cui proprio il seno, o per meglio dire “le tette”, vengono mercificate su piattaforme a pagamento come Onlyfans, a Palazzo Franchetti, a Venezia, è stata organizzata la mostra “Breasts“, relativa proprio alla dignità artistica di questa parte anatomica, attraversando la storia dell’arte, a partire dal tardo Medioevo, con una Madonna che allatta su tavola, opera del pittore toscano Bernardino del Signoraccio, in dialogo con un autoritratto di Cindy Sherman. Proseguiamo il nostro tragitto attraverso la rappresentazione del seno.

Nella seconda stanza, il seno è ispirazione per la scultura. S’incontra un’opera d’arte multimediale di Marcel Duchamp, Prière de toucher, che è costituita da un seno in gommapiuma fissato alla copertina del libro Le Surréalisme en 1947 e il “Nudo con Seni di Lumaca” di Salvador Dalí, che incarna la sua fascinazione per le donne: una musa misteriosa, idealizzata e ultraterrena soggetta all’immaginazione peculiare di Dalí e dei suoi contemporanei surrealisti. Prune Nourry, sopravvissuta al cancro al seno, è rappresentata da una scultura di un seno realizzata in vetro veneziano e bronzo.

Attraverso l’obiettivo della fotografia, invece, la terza stanza esamina l’impatto dei media digitali sulla rappresentazione del seno. Partiamo con la fotografia surrealista di Robert Mapplethorpe e Irving Penn, che esplora rappresentazioni simboliche e non convenzionali, oltre le manifestazioni tradizionali e letterali. Vengono impiegati elementi onirici, simbolici o astratti che evocano emozioni provenienti dal subconscio.

Un percorso che conduce alla quarta stanza, La quarta stanza presenta artisti che frammentano, astraggono e destrutturano i seni nella loro arte, stabilendo connessioni con la cultura del consumo, il materialismo e la società contemporanea. Due temi distintivi emergono in questo spazio. L’elemento ludico emerge come un tema distinto, sfidando lo sguardo maschile e rivendicando un’agenzia. Infondendo un senso dell’umorismo, gli artisti sfidano le rigide nozioni riguardanti la forma femminile, interrompendo gli ideali convenzionali, il che porta a una conversazione più ampia sulla positività del corpo e sull’accettazione di sé.

Il manichino di Allen Jones è ricco di influenze storiche come l’armatura e i paramenti religiosi, mentre Mastectomy Mameria di Charlotte Colbert è un monumento al potere, alla natura rigenerativa e al potenziale del corpo. Artisti come Louise Bourgeois e Aurora Pellizzi contribuiscono a una conversazione sull’identità, la cultura del consumo e la rappresentazione in evoluzione dei seni nell’arte. Laura Panno, il cui lavoro è stato ispirato dai seni per la maggior parte della sua carriera che si estende per 40 anni, si unisce a questo dialogo, insieme a Chloe Wise, il cui lavoro è stato creato esclusivamente per questa mostra.

Un film di Laure Prouvost intitolato Four For See Beauties viene proiettato nella quinta stanza. Girato nel 2022, il film di quindici minuti raffigura tre donne e il neonato dell’artista insieme a una serie di creature marine che richiamano le fasi della trasformazione della vita umana.

Abbiamo chiesto alla curatrice Carolina Pasti di dirci qualcosa di più su questo percorso:

-l seno femminile è una delle parti del corpo delle donne più ricorrenti nell’espressione artistica sin dai tempi delle “madonne litte” tardomedievali. Però prima di adesso non è mai stato oggetto di un’esposizione totalmente dedicata a esso. Solo pigrizia mentale oppure è ancora tabù?
Non penso sia un tabù, forse più una pigrizia ad affrontare temi legati al seno come la maternità, l’allattamento e l’empowerment femminile.

carolina pasti

La curatrice della mostra Carolina Pasti


Il seno, nonostante la sua mercificazione, può ancora avere un potere liberatorio oppure è troppo tardi per riavvolgere il tempo?
Certo che può avere ancora un potere liberatorio!

A questo proposito, infatti, il seno nella sua rappresentazione artistica spesso dà un senso di sacralità e di monumentalità a chi lo osserva. Oggi nel mondo dell’arte c’è ancora questa visione?
Sì, assolutamente, partendo dalla rappresentazione della Madonna Lactans di Bernardino del Signoraccio ho voluto esaltare la sacralità in dialogo con opere più contemporanee come la fotografia di Mapplethorpe, con i seni che quasi sovrastano lo spettatore.

Rimanendo sul tema dell’allattamento, ciò rappresenta nell’arte il legame con il ciclo della vita come, ad esempio, nel celebre quadro di Giovanni Segantini “Le due madri”. In un’epoca in cui l’allattamento non è più necessario per crescere un figlio si può ancora evocare questo aspetto nelle opere d’arte?
Proprio per questo affrontato il tema dell’allattamento mostrando la fotografia di Oliviero Toscani e l’opera di Giovanna Ferrero Ventimiglia che celebra la maternità attraverso lo smalto bianco nella sua opera in bronzo, per il loro potere evocativo.

BREASTS
Dal 18 Aprile 2024 al 24 Novembre 2024

LUOGO:
ACP Palazzo Franchetti
S. Marco, 2847 – Venezia

CREDITS
Gallery: Flavio Gianassi, FG Fine Arts Ltd.

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5