Home Fotografia Artemide, Ferrari, Kartell: la fotografia rilegge i maestri Compasso d’Oro
mazzocchi

Artemide, Ferrari, Kartell: la fotografia rilegge i maestri Compasso d’Oro

di Monica Camozzi

A cura di Monica Camozzi

Claudio Sabatino porta il respiro di Driade dentro un bosco, Giorgio Casali filtra lo skyline agreste con il bulbo di una lampada, Pietro Carrieri densifica una colata di rosso Ferrari e la spezza con una incisione materica. Sono 3 delle 151 immagini grandezza poster, con cui ADI (Museo Italiano del Design) rende omaggio ai maestri del Compasso d’Oro. 

Fotografia alla carriera. Omaggio della fotografia italiana ai maestri del Compasso d’Oro” è il titolo della mostra, sotto la curatela di Michele Nastasi e Giovanni Chiaramonte, i due artefici di una ricerca che ha ridato alla fotografia il posto che merita nella capacità di comunicare la grandezza del design. 

La carrellata ci porta dagli anni Cinquanta ad oggi , per essere precisi dalla prima edizione del ’54 al 2022 e la poliedricità dei fotografi selezionati offre uno spaccato originale, poiché ognuno usa un  lessico autonomo con l’obiettivo di dare un abito iconografico o semplicemente una percezione di capolavori di caratura mondiale. 

Compassi d’Oro: il premio nacque in Rinascente

Come spiega Andrea Cancellato, direttore di ADI dopo 17 anni passati in Triennale, 

Compasso d’Oro nasce nel ’54 per iniziativa di La Rinascente, che creò il premio come tributo ai migliori fornitori grazie a un’intuizione di Gio’ Ponti. ADI nacque qualche mese dopo e di lì a poco avrebbe preso in consegna i Compassi d’Oro, poiché  Rinascente non riusciva più a gestire la concorrenza dei fornitori stessi”. 

Capolavori destinati a essere venduti

Nel periodo post bellico, quando l’industria pesante si trasforma in leggera –prosegue Cancellato- si libera un’energia creativa spinta da esigenze di consumo. Il contesto museale eleva questi prodotti ad opere d’arte: ma si tratta di capolavori dell’ingegno, pensati per essere venduti

Il Compasso d’Oro va a chi ha creato un oggetto vendibile, nella quantità giusta al cliente giusto. 

Ogni anno, un osservatorio permanente deputato a questo, pre-seleziona centinaia di oggetti, da consegnare poi a una giuria internazionale (AD Index) per la valutazione. Questa rassegna confluisce nell’attribuzione di 20 Compassi d’Oro ogni due anni”. 

Dallo scarpone Dolomite alla metropolitana: pezzi di storia e di quotidianità 

La Ferrari, la Tratto Pen, il Brionvega dalla inconfondibile forma tondeggiante, la Panda. Ma anche la segnaletica della Metropolitana milanese, la seggiolina colorata di Zanuso, lo spillatore per birra Splügen, lo scarpone da sci Dolomite, il libro di Electa sul food design con un maccherone in copertina. Le opere esposte ad ADI sono come un giro di giostra nell’antropologia dei consumi e della cultura che evolve. 

Ma ad ADI si passa non solo per un tuffo nella storia, ci si gode il presente. Perché Andrea Cancellato ha intenzione di portare anche qui le intuizioni e le iniziative manageriali che fecero passare Triennale da 40.000 visitatori a varie centinaia di migliaia ogni anno. 

Un museo inclusivo, aperto alle idee e rigorosamente analogico!

ADI è un museo fluido, aperto alla cittadinanza, alle idee e ai contributi esterni. Vogliamo che la gente confluisca qui anche solo per godersi un caffè o consultare il bookshoop (in rame, metallo antibatterico). Siamo sede della Milano Digital Week perché ospitiamo tantissimi incontri durante la kermesse ma rimaniamo analogici. E la trovata di chiudere il venerdì tenendo aperto il lunedì, funziona: la giornata che prelude al week end è meno frequentata dei lunedì, per ora abbiamo triplicato le visite”.

I visitatori, intanto, si porteranno via –insieme all’esperienza visiva impagabile che ADI offre- uno dei magnifici poster fotografici in rassegna. 

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5