Home Art & StyleCinema e Teatro Anna Ferzetti ci racconta “Perfetti sconosciuti”, in arrivo al Teatro Manzoni
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Anna Ferzetti ci racconta “Perfetti sconosciuti”, in arrivo al Teatro Manzoni

A cura di Tobia Dell’Olio

Il 2016 fu l’anno di Paolo Genovese, il regista cinematografico che realizzò una pellicola che forse in tre o quattro non hanno visto: Perfetti sconosciuti

Il 2024 sarà l’anno di Paolo Genovese, dietro la macchina di film come Immaturi, Supereroi, Il primo giorno della mia vita, ma questa volta non per un’opera da grande schermo ma perché ha firmato la sua prima regia teatrale di quel successo che sette anni si aggiudicò due David Di Donatello, un Nastro D’Argento, due Ciak D’Oro, un Globo D’Oro, un premio come miglior sceneggiatura al Tribeca Film Festival e un Premio Flaiano per il cinema. 

Non solo, 25 remake in tutto il mondo e oltre 16 milioni di euro di incasso.

Impossibile con questi numeri non girare i teatri d’Italia con Perfetti sconosciuti, fino al 24 marzo al Teatro Manzoni di Milano e per tutto aprile in molte altre città.

Sul palco sette amici che durante una cena decidono di fare il gioco della verità mettendo sul tavolo i propri telefonini e condividendo messaggi e telefonate. Dino Abbrescia (Lele), Paolo Calabresi (Rocco), Marco Bonini (Cosimo), Emmanuele Aita (Peppe), Alice Bertini (Bianca), Astrid Meloni (Eva) e Anna Ferzetti (Carlotta) a completare il cast e che ci racconta la sua esperienza.

Naturale chiederti se hai visto il film e se Anna Foglietta (Carlotta al cinema) è stata di riferimento
Sì l’ho visto ma mi sono allontanata completamente dall’interpretazione di Anna, come del resto abbiamo fatto tutti noi. Difficile non immedesimarsi, non “imitare” e soprattutto trovare una strada propria.

Perfetti sconosciuti

Perfetti sconosciuti

Non c’è da aspettarsi un’altra storia rispetto al film, sia ben chiaro, i testi sono identici, ma improvvisiamo molto e soprattutto ci adattiamo al pubblico che ogni sera verrà ad applaudirci. È un gioco a due ma soprattutto la gente che si siederà a teatro avrà sette reazioni diverse ad ogni singola frase, al cinema ne carpivi una sola per ovvi motivi, non avevi una visione globale.

Quindi risate o pensieri?
Tante risate che man mano che lo spettacolo va avanti lasceranno spazio anche all’amarezza, alla riflessione. Una vita segreta l’abbiamo avuta tutti, l’abbiamo tuttora, solo che ai tempi era solo nella nostra memoria, ora è nei telefonini, quindi è un gioco pericoloso quello cui si assisterà. Paolo Genovese ci ha detto che molte coppie dopo il film si sono separate, ecco l’amarezza.

Inutile negare che i social hanno contribuito alla svolta di molte vite
Sì certo, ma erano e sono solo un mezzo. È giusto secondo me avere dei segreti, una piccola parte di vita parallela fatta anche di bugie, seppur bianche e a fin di bene.  Ma non grazie ai tempi moderni fatti di chat e social, i segreti ci sono sempre stati, al massimo ora è più rischioso spiattellarli, arrivano subito sulla bocca di tutti per colpa dei vari Instagram, Facebook e TikTok.

Il pubblico potrebbe rischiare di essere coinvolto?
Sarà a cena con noi, le risate diventeranno isteriche perché sorgeranno domande scomode. Accomodatevi…a vostro rischio e pericolo!

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