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Alyssa Carson: la giovane donna che sogna Marte e ispira una generazione

Alyssa Carson: la giovane donna che sogna Marte e ispira una generazione

di Anna Smith

Un sogno nato nell’infanzia

Alyssa Carson ha coltivato fin da bambina un sogno apparentemente impossibile: diventare astronauta e mettere piede su Marte. Aveva solo tre anni quando un episodio di un cartone animato ambientato sul Pianeta Rosso accese la sua immaginazione. Da quel momento in poi, la piccola Alyssa iniziò a interessarsi allo spazio, guardando video di rover marziani e appendendo in camera sua un grande poster di Marte. A soli 7 anni partecipò al suo primo Space Camp della NASA a Huntsville, in Alabama – un’esperienza che descrisse come “il weekend più bello della mia vita”. Quella prima volta fu solo l’inizio: Alyssa rimase talmente affascinata da tornarci ripetutamente (ben 18 volte!) e, all’età di 12 anni, riuscì nell’impresa unica di frequentare tutti e tre i campi spaziali della NASA nel mondo (USA, Canada e Turchia). Durante queste esperienze le venne assegnato il nome in codice “Blueberry” (mirtillo) – un soprannome nato dal colore della piccola tuta di volo che indossava, e che da allora l’accompagna come suo nickname sui social. Sin dall’infanzia, quindi, Alyssa Carson ha dimostrato una determinazione straordinaria nel perseguire il suo sogno di esplorare lo spazio.

Formazione e preparazione da astronauta

Per trasformare il sogno in realtà, Alyssa ha intrapreso un percorso di formazione intenso e diversificato. Oltre ad aver partecipato da giovanissima ai campi spaziali, a 15 anni è diventata la più giovane candidata ammessa all’Advanced PoSSUM Academy – un programma internazionale di ricerca astronautica per studenti – ottenendo la certificazione per potenziali voli suborbitali e guadagnandosi il titolo ufficioso di “più giovane astronauta in addestramento”. A 18 anni ha conseguito il brevetto di pilota di aerei, aggiungendo un’altra qualifica al suo curriculum. Nel corso degli anni ha completato addestramenti specialistici che includono la sopravvivenza in acqua, l’esperienza della microgravità in volo parabolico, l’addestramento alla forza G e la certificazione subacquea (scuba diving). Si è cimentata persino nel paracadutismo e in simulazioni di missione spaziale, mostrando una versatilità non comune per la sua età.

Parallelamente alle attività pratiche, Carson ha dato grande importanza alla formazione accademica. Dopo aver frequentato un rigoroso programma scolastico internazionale (IB) in quattro lingue, si è iscritta al Florida Institute of Technology, laureandosi in astrobiologia – la disciplina che studia la vita nell’universo. Terminata la laurea, Alyssa ha deciso di proseguire gli studi a livello di dottorato: attualmente è una dottoranda in astrobiologia presso l’Università dell’Arkansas, dove conduce ricerche sulle possibilità di vita su Marte. In particolare, il suo progetto di ricerca esamina se alcuni batteri terrestri potrebbero sopravvivere e crescere nelle condizioni atmosferiche marziane. “Ero entusiasta di trovare un professore e un progetto di ricerca che mi appassionassero,” ha dichiarato, riferendosi al laboratorio in cui lavora oggi. Questa combinazione di studi avanzati e addestramento pratico sta “costruendo un curriculum unico” – come ha sottolineato suo padre, Bert Carson – con l’obiettivo di renderla una candidata ideale per le future missioni umane su Marte. Dopo il dottorato, Alyssa mirerà infatti a candidarsi al prossimo bando NASA per nuovi astronauti, e se l’agenzia cercherà profili con competenze in astrobiologia lei sarà pronto a cogliere l’opportunità. Il suo supervisore accademico conferma: “Alyssa è pienamente immersa nel lavoro di astrobiologia che stiamo facendo. I suoi obiettivi sono grandiosi: vuole fare ciò che la maggior parte delle persone non osa. È un’ispirazione per tutti”.

Missione su Marte: nessun “viaggio senza ritorno”

Negli ultimi anni, il nome di Alyssa Carson è circolato molto online, accompagnato talvolta da informazioni sensazionalistiche ma inesatte. In particolare, alcuni post virali sui social media hanno affermato che Alyssa sarebbe destinata a una missione su Marte senza possibilità di ritorno, al punto da “non potersi sposare né avere figli” perché “non tornerà mai più sulla Terra”. È importante chiarire pubblicamente che questa affermazione è falsa. Alyssa Carson non è stata selezionata per alcuna missione ufficiale verso Marte (né della NASA né di altre organizzazioni). La stessa NASA ha smentito qualsiasi coinvolgimento diretto: un portavoce dell’agenzia ha dichiarato che Carson “non ha alcun rapporto formale con la NASA”, pur lodando il suo entusiasmo e quello di tanti giovani aspiranti, e ha confermato che non esistono al momento equipaggi assegnati per eventuali missioni umane su Marte. Inoltre, i piani della NASA prevedono espressamente di far tornare a casa gli astronauti dalle future missioni, sia sulla Luna sia su Marte – non di lasciarli su altri pianeti.

Alyssa stessa ha più volte ribadito di immaginare il suo futuro con un viaggio di andata e ritorno. Già a 17 anni raccontava: “Ho sempre pensato che sarei diventata un’astronauta, sarei andata su Marte, sarei tornata e poi magari avrei fatto l’insegnante o il presidente”. Questa visione include dunque un rientro sulla Terra, smentendo l’idea che il suo sogno implichi rinunciare per sempre alla vita sul nostro pianeta. Va aggiunto che il progetto privato Mars One, che anni fa prospettava di stabilire una colonia permanente su Marte entro il 2030 invitando civili a candidarsi per un viaggio di sola andata, non ha mai realizzato i suoi obiettivi ed è stato sostanzialmente accantonato. Alyssa Carson in passato è stata nominata ambassador (testimonial) di Mars One, promuovendo l’interesse per l’esplorazione spaziale, ma non è mai stata una candidata per un viaggio senza ritorno. Oggi la sua aspirazione resta legata a programmi scientifici concreti: “L’intenzione è portare le persone su Marte e poi riportarle indietro,” ha sottolineato suo padre, aggiungendo che perfino se l’unica opzione fosse un viaggio di sola andata, Alyssa sarebbe pronta ad accettare il rischio. Fortunatamente, però, lo scenario attuale punta a missioni con ritorno. In definitiva, quando – auspicabilmente negli anni 2030 – partiranno le prime missioni umane verso il Pianeta Rosso, l’augurio è che tra gli astronauti selezionati ci sia anche Alyssa Carson, e che possa tornare sulla Terra dopo aver realizzato il suo sogno.

Ispirazione per le nuove generazioni

Al di là delle competenze tecniche, uno degli aspetti più notevoli di Alyssa Carson è il ruolo che ha assunto come modello positivo e fonte d’ispirazione per tanti giovani. Sin dall’adolescenza, la sua storia ha catturato l’attenzione dei media internazionali: fu invitata come panelist a eventi prestigiosi (a 12 anni parlò al Museo nazionale dell’aria e dello spazio dello Smithsonian riguardo alle future missioni marziane) e venne intervistata da emittenti come la BBC già all’età di 13 anni. Oggi, a 24 anni, Alyssa vanta oltre mezzo milione di follower sui social network e viene spesso definita il volto simbolo della “Mars Generation”, la generazione di ragazzi e ragazze cresciuti con l’obbiettivo di spingersi oltre la Luna, fino a Marte. Sui suoi profili (dove usa il nickname @NASABlueberry) condivide esperimenti scientifici divertenti, racconta i progressi dell’esplorazione spaziale e mostra dall’interno il percorso di una giovane che aspira alle stelle. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo – inclusi diversi talk TEDx – trasmettendo il messaggio che nessun obiettivo è troppo grande se ci si impegna con passione.

Con l’intento di incoraggiare i giovani a intraprendere studi scientifici, Alyssa ha anche fondato la Blueberry Foundation, un’organizzazione che offre opportunità educative gratuite nelle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) a studenti di ogni estrazione. Inoltre, ha messo la sua esperienza nero su bianco pubblicando libri dedicati ai ragazzi che sognano lo spazio, come “So, You Want To Be An Astronaut” (2018) e “Ready for Liftoff: Becoming an Astronaut of the Mars Generation” (2022). In queste opere e nelle sue apparizioni pubbliche, Carson dispensa consigli su come seguire le proprie passioni, sottolineando l’importanza di studiare ciò che si ama e di perseverare anche quando il percorso diventa difficile. Non a caso, si fa promotrice dell’aumento della diversità nel campo STEM, incoraggiando soprattutto le ragazze a farsi avanti in settori tradizionalmente dominati da uomini. La sua stessa presenza in questi ambiti – una giovane donna determinata a andare oltre i confini terrestri – rappresenta già un potente messaggio di incoraggiamento.

Un viaggio che continua

Il percorso di Alyssa Carson verso Marte è ancora in divenire, ma ha già prodotto risultati straordinari: non solo in termini di preparazione personale, ma anche nell’aver acceso innumerevoli giovani la scintilla dell’interesse per lo spazio. La sua storia dimostra che con visione, impegno e sacrificio si possono compiere passi da gigante verso traguardi un tempo ritenuti irraggiungibili. Che si tratti di partecipare a una missione spaziale o di contribuire da Terra alla ricerca, Alyssa è determinata a “far parte” della grande avventura dell’esplorazione. E mentre continua a studiare, ad addestrarsi e a condividere la sua passione, il messaggio che ci trasmette è profondamente ispiratore: nessun sogno è troppo grande – nemmeno quello di andare su Marte – se si ha il coraggio di inseguirlo con tutto il cuore.

Alyssa Carson, NASA, Astronauta, Credits: spacecoastliving.com

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