Home In evidenza Alessia Glaviano – Possono, le fotografie, cambiare il mondo?
alessia by marco glaviano

Alessia Glaviano – Possono, le fotografie, cambiare il mondo?

by Monica Camozzi

A cura di Monica Camozzi
Foto di Marco Glaviano

La domanda nel titolo è provocatoria, ma nemmeno troppo. Possono, le fotografie, cambiare il mondo? Suscita questa domanda, guardare Alessia Glaviano. 

Una raffinatezza endemica, minimalista, con un guizzo fashion appena accennato.
Un codice estetico che non prescinde dai lunghi capelli raccolti a chignon e da pendenti che richiamano il folklore di culture esotiche.  Ma dietro il volto classico, i modi misurati, si cela la volontà ferrea di chi usa il potere delle immagini con un intento preciso.  Lei,  Head of  Global PhotoVogue e direttrice del PhotoVogue Festival, è un nume tutelare -sì, usiamo questa definizione senza accezioni divine ma con consapevolezza- della fotografia. 

Per formazione, per vissuto familiare, per passione, per ruolo ed esperienza. Ciò che rende il suo lavoro extra ordinario è però la forte capacità percettiva del tessuto sociale che supera le barriere geo politiche per diventare, semplicemente, racconto umano. Senza eccessi di “saturazione” emozionale, con una narrativa misurata ma potente. Esprime più lei con una foto, di un trattato di antropologia culturale.

Moda e temi sociali sembrano davvero tesi e antitesi, forse perché la prima viene ritenuta il regno del superfluo. Si può usare il linguaggio dell’estetica per sensibilizzare le persone?
Le cose sono cambiate parecchio negli ultimi tempi, la moda non è più elitaria e inavvicinabile. Viviamo in un mondo più inclusivo. La moda è un linguaggio, così come la fotografia, e attraverso la moda e la fotografia si possono raccontare molte storie diverse. 

La tua vocazione a vedere -usando l’occhio della fotografia- le persone e le dinamiche sociali è evidente: pensi che le disparità si mitigheranno o la natura umana secondo te creerà sempre divisioni?
Il mio intento professionale è unire etica ed estetica, questo è ciò che guida le mie scelte. “Credo sia possibile, attraverso l’arte, spostare lo sguardo della gente in merito alle questioni della società” Vorrei riuscire a lasciare il mondo un pochino meglio di come lo ho trovato. 

Come selezioni i talenti di Photovogue? Cosa rende un progetto valido?
Autenticità e soprattutto visione. Queste sono le qualità che credo debba avere un talento. Le immagini che “bucano” sono quelle realizzate da chi crede davvero nel progetto che sta portando avanti. 

Hai una laurea in economia politica a indirizzo matematico…che sembra portare lontano dalla fotografia…
In realtà no! La matematica è come la filosofia, ti porta in un mondo creativo, molto più che razionale. Ho fatto studi in entrambi gli ambiti, matematico e filosofico, avevo scelto economia con il desiderio di lavorare per i paesi in via di sviluppo.
Alla fine ho unito le due cose, l’anima artistica e l’obiettivo sociale.
Mi sono sempre chiesta in che modo poter usare il mio ruolo per cercare, nel mio piccolo, di rendere la realtà migliore. 

La tua vocazione a vedere -usando l’occhio della fotografia- le persone e le dinamiche sociali di quello che con arroganza chiamiamo Terzo mondo è evidente: pensi che le disparità si mitigheranno o la natura umana secondo te creerà sempre divisioni? 

Noi in Condé Nast crediamo nel potere del cambiamento e in un mondo più inclusivo. Nella scorsa edizione di PhotoVogue Festival una delle mostre era dedicata alle copertine più potenti dal punto di vista dell’inclusività di tutte le diverse edizioni mondiali di Vogue. Al pari, tanti designer di moda sono impegnati in questo senso: certo, c’è ancora molto da fare ma abbiamo fatto passi da gigante negli ultimi anni e stiamo andando nella direzione giusta. 

Sicuramente c’è invece chi lo fa per un bieco discorso di profitto, con un allineamento finto e opportunistico di facciata, ma alla fine è importante il risultato. Se le cose cambiano, poi non si torna indietro. Anche sulla magrezza delle modelle è cambiato molto negli ultimi 10 anni, per fortuna adesso ci sono anche molte ragazze formose che sfilano sulle passerelle e popolano le pagine dei giornali di moda. 

La foto più bella che hai visto e la più bella che hai scattato.
Impossibile rispondere. Le valutazioni cambiano a seconda delle giornate e del mood. Gli artisti che hanno influenzato la contemporaneità sono talmente numerosi da rendere arduo identificare una sola immagine. 

Perché ci sono così poche donne che scattano foto ai corpi di donne? Siamo ancora in un’ottica così maschio centrica?
Anche qui le cose sono cambiate parecchio. Nel 2016 ho curato una mostra, The Female Gaze, dedicata alle giovani donne fotografe che hanno rivoluzionato lo sguardo sul femminile, perché nel passato il modo di rappresentare fotograficamente la donna era per lo più oggettificante, predatorio.  C’erano state alcune artiste capaci di ribaltare lo scenario. Una su tutte, Bettina Rheims, a mio parere un gigante per la sua attitudine a portare il messaggio ben oltre l’oggettificazione. 

Potrebbe interessarti anche:

Alma: perle e gioielli
Logo Art & Glamour Magazine

Copyright © 2023  Art & Glamour Srl – All Right Reserved 

Designed and Developed by Luca Cassarà

Art & Glamour Srl – P.Iva: 12834200011
Registro Stampa N. Cronol. 7719/2023 del 23/03/2023
Tribunale di Torino R.G. N° 7719/2023 – Num. Reg. Stampa 5