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Above Us Only Sky: la fotografia parte dall’alto

di Monica Camozzi

Above Us Only Sky è la più importante mostra al mondo della fotografia aerea. La bellezza del mondo vista dall’alto, un cambio di prospettiva, la possibilità di usare droni, mongolfiere, elicotteri, aerei, persino razzi e aquiloni per estendere lo sguardo sulla realtà. Da una selezione di queste immagini nasce il Drone Photo Award, una delle rassegne più interessanti e spettacolari all’interno del Festival fotografico di Siena, che diverrà tessuto connettivo della città dal 27 settembre al 23 novembre 2025.

solitude in the sands

L’apertura a tecniche fotografiche non convenzionali consente di spaziare, dando vita a metafore immaginifiche, effetti scenici naturali, racconti visivi che sono al vaglio di una giuria internazionale, composta da Susanna Scafuri, Marchis Cornelia, Federica Quaglia, Elena Buenrostro, Elio lello Piazza. Il concorso si articola in otto categorie: Wedding, Nature, People, Urban, Animals, Abstract, Sport e Video.

another world

Se già in quest’ambito i risultati sono sorprendenti, i confini del possibile si dilatano ulteriormente nel Creative Photo Award, che consacra la vocazione artistica della fotografia. Qui, oltre ogni barriera concettuale e tecnica, il fotografo diventa artista a tutto tondo, capace di opere originali e di forme pensiero che condensano sensibilità, visione, passione. Alle categorie consuete si aggiunge il contesto dell’Architettura e del “tema aperto”, che spalanca le porte e espressioni capaci di sconfinare in qualsiasi ambito.

watermelon sleepers

Oltre 400.000 foto da 197 paesi

Il Siena Photo Awards non è un semplice coacervo di mostre, retrospettive, dibattiti: è la trasformazione di una città in fucina creativa, che coinvolge palazzi storici, musei, distillerie, chiese sconsacrate, aule scolastiche, borghi come la vicina Sovicille. Nella città toscana arrivano fotografi e giornalisti di rilievo mondiale, che si confrontano sui temi della contemporaneità, dai conflitti armati alla condizione climatica, sempre evidenziando il ruolo cruciale del racconto fotografico nell’instillare consapevolezza e costruire la memoria collettiva.

swallowed

Fra gli ospiti, oltre a Steve McCurry che riceverà la laurea ad honorem in antropologia, troviamo Pascal Maitre, Muhammed Muheisen, Esther Horvath, Ami Vitale, Javier Aznar, Lucas Bustamante, Fernando Faciole, Shane Gross, Sandesh Kadur, Jabin Botsford, Salwan Georges, Ziv Koren, Adrees Latif e Christopher Occhicone, fotografi di fama internazionale attivi anche per testate come National Geographic, The Washington Post, Stern, Geo e The New York Times.

beyond the waves the unbreakable bond

In questo contesto, un terzo concorso da tenere d’occhio è il SIPA Photo Award, aperto ad amatori e professionisti, nonché studenti, provenienti da ogni parte del mondo.

Il concorso valorizza i migliori talenti visivi attraverso dieci categorie che spaziano dai ritratti di persone e culture diverse alla fotografia naturalistica (paesaggi e animali), dallo sport in azione fino allo storytelling e al fotogiornalismo. Altre sezioni includono viaggi e avventure, fotografia di strada, immagini subacquee e cortometraggi documentari, tutte accomunate dall’obiettivo di emozionare, raccontare e far riflettere. SIPA premia la creatività, l’originalità e l’impatto visivo delle opere, promuovendo la fotografia come strumento di comprensione e testimonianza della realtà.

golden gate park

Tre autori da segnalare

Meravigliose, le immagini di Katie Orlinsky, che ci parla dei cambiamenti del clima ritraendo i flussi migratori dei caribu nell’Artico: la sua Vanishing Caribou, al Museo di Storia Naturale, rappresenta altesì la resilienza delle comunità indigene che da millenni vivono in simbiosi con questo ambiente.

Andrees Latif affronta un sempiterno tema, quello dei confini messicani, con Mexico Borders, allestita presso l’Accademia dei Rozzi, catturando momenti intensi e talora imprevedibili.

No Women’s Land, di Kyana Haieri, presso Area Verde Camollia 85, ci dimostra che esistono paratie ideologiche in grado di cancellare qualsiasi forma di uguaglianza civile: la sua testimonianza sullo stato delle donne iraniane sotto il regime talebano parla non solo di tacita disperazione ma di capacità di sfida, orgogliosa e silente, insopprimibile.

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