Chi ha avuto la fortuna di andare allo spazio espositivo di Audi progettato da Marcel Wanders nel 2021, “Enlightening the future”, ha visto all’opera il marketing sensoriale. E le abilità di Davide Carioni e Giuliana Pajola, co-founder di WOA Studio: percorrendo il lungo tunnel a led, si poteva giocare con le mani su una sorta di “schermo” vivo, che al tocco animava i fari delle auto e consentiva di sperimentarne la luce, come una sinestesia.
14 metri per 3 di sensorialità tattile, capace di unire la digital art a una forma contemporanea ed esperienziale di marketing.
“Volevamo ottenere un effetto particolare, dove la luce sembrasse materializzarsi su una superficie morbida e vellutata al tatto. Lo spazio non permetteva di utilizzare videoproiettori, quindi abbiamo progettato un ledwall da esterni molto luminoso, davanti al quale abbiamo teso un telo da retroproiezione ad una distanza di 7 cm.”

Davide, spiegando il processo tecnico, in realtà rivela l’emozione sottostante: perito informatico, un trascorso importante nel contesto dei graffiti e un triennio in design del prodotto all’Accademia di Brera e la specialistica al Politecnico, ci svela altresì la complessità delle competenze che portano all’esito di far diventare magica e sensibile la tecnologia. Che c’è, ma spesso non si vede.
“Qui le casse erano nascoste sotto al ledwall, le persone toccando sentivano che il suono le seguiva. E i 4 mondi luminosi erano fondati sui 4 valori fondanti di Audi.”
Lo stesso è accaduto con Origini, una sorta di albero della vita che ricorda tantissimo Eywa, in Avatar. Un’installazione presentata nel 2022 al Kunstkraftwerk di Lipsia -ex centrale elettrica trasformata oggi in museo di arte digitale- e riprodotta all’interno della sede di Banca Investis di Via Broletto durante la recente design week. Un’opera site specific, modulata sulla conoscenza tecnica ma capace di una bordata emozionale che portava gli astanti a sedersi, fermarsi, “ascoltare” uscendo dal tempo.
L’experience design che fonde tutto in un unicum (anche la fotografia)
L’immenso albero digitale di Origini in realtà ha richiesto parecchia arguzia: sembrava tanto semplice vedere i giochi luminosi accompagnati dal suono. “Abbiamo realizzato le strip LED su misura, superando i limiti delle lunghezze standard disponibili sul mercato. Inoltre, orchestrare la sincronia tra i diversi elementi ha richiesto uno studio approfondito e meticoloso.”
–spiega Giuliana, altra anima di WOA. Anche lei, polivalente e con formazione ramificata, con una forte base nel mondo degli eventi e del visual. Si, perché dare vita a una forma di digital art così avanzata richiede un insieme di capacità modulari. La città che, al tatto, componeva una sinfonia musicale –sempre installata all’interno di Banca Investis- è un altro esempio di miscellanea dal forte impatto suggestivo.
Ogni persona sceglie istintivamente di toccare alcuni edifici, illuminandoli e producendo un suono, che diventa la traccia musicale di un video. Semplice? Assolutamente no!

“La base delle installazioni sonore era nata su un progetto itinerante collocato in discoteche e chiringuiti sulla spiaggia. Per realizzare questa installazione abbiamo interpellato un collaboratore perito elettronico, che ha creato circuiti stampati capaci di prendere i segnali dei palazzi e di trasformarli per permetterci di programmare la sinfonia e gli output luminosi” – spiega Davide.
“Al pari, per creare le scocche e gli edifici trasparenti abbiamo dovuto ingegnerizzare le strutture insieme ad un fabbro ed un’azienda di plexiglass in modo che gli elementi fossero perfettamente incastrati e non scivolassero”.
“Bisogna conoscere il linguaggio di tutti i campi, saper parlare con un informatico, un perito elettronico, un video maker”.
“Bisogna conoscere il linguaggio di tutti i campi, saper parlare con un informatico, un perito elettronico, un video maker.” Ed è la stessa domanda che si pongono gli studenti interessati all’experience design: quante competenze dobbiamo avere per portare a termine un progetto? Naturalmente, si lavora in team.
“Convivono il mondo dell’arte e quello progettuale –racconta Giuliana- L’aspetto artistico è portante, ma viene tradotto con un approccio metodologico preciso.”
E il mondo delle grosse aziende pare essersene accorto molto bene, visti i numerosi progetti di marketing sensoriale per cui WOA studio è chiamato a dare il suo contributo.

Le frontiere infinite della digital Art: la fotografia “vivente”
“Abbiamo lavorato anche con immagini fotografiche –spiega Davide- ma collocandole su una timeline, in un certo senso infondendo in esse vitalità tangibile, ad esempio tramite realtà aumentata.” Questo accade in ogni progetto che WOA Studio concepisce, destrutturando i confini fino a quel momento conosciuti.
“Abbiamo aperto WOA Studio proprio per creare un team orizzontale con persone interessate al mondo fisico e digitale. Alla fine ciò che creiamo sono esperienze capaci di coinvolgere i sensi”.
Naturalmente, WOA Studio ha realizzato anche videomapping, ma con un taglio profondamente sensoriale: “È fondamentale trovare il giusto equilibrio tra mondi differenti, e questo equilibrio nasce dalla sinergia tra digital art, fotografia e architettura. Non si tratta di una semplice proiezione su una parete, ma di una nuova esistenza dell’opera stessa: qualcosa di vivo, che prende forma attraverso il dialogo e tra spazio digitale e architettonico.”
